L’8 settembre 2023 in Campidoglio
L’intervento della Vicepresidente Nazionale Silvia Costa: “Un onore e un’emozione portare, come Vicepresidente della ANPC, insieme a Gianfranco Noferi, il saluto della Presidente Garavaglia e della nostra Associazione, alla celebrazione promosso dall’Anpi con le Associazioni partigiane e combattentistiche, per gli 80 anni da quell’8 settembre 1943 in cui Roma visse drammatiche giornate dopo l’armistizio e la fuga del re e si realizzò una inedita alleanza tra militari e civili nella difesa di Roma dalla reazione e dalla occupazione tedesca. Quella lotta in risposta alla mancata difesa per ordini contraddittori e omissivi di alcuni vertici militari, lasciò sul campo quasi 1000 morti tra militari e civili, mentre dal 9 settembre alcuni gloriosi reparti dell’esercito regolare tentarono di impedire ai tedeschi di occupare Roma. Sarebbe importante anche per coinvolgere i giovani legare e segnare i tanti luoghi in cui si manifestò la resistenza militare e civile romana in un ideale e reale itinerario della memoria della liberazione di Roma inserendoli nell’itinerario culturale EU cui abbiamo dato vita a Strasburgo, la Route de le liberation. E vengono alla mente due icone della cinematografia italiana: “Roma città aperta” di Rossellini e “L’Agnese va a morire” del compianto regista Guido Montalto che ci ha lasciato qui a Roma qualche giorno fa. Dal 10 settembre al 4 giugno 1944, quando le forze alleate liberarono la città, Roma fu teatro di gravi persecuzioni, arresti, uccisioni, fino all’eccidio delle Fosse Ardeatine e alla deportazione di oltre 2000 ebrei dal ghetto il 16 ottobre ‘43. E penso a solo due giorni prima della liberazione all’uccisione di Bruno Buozzi e di don Giuseppe Morosini a Forte Bravetta e l’uccisione di Eugenio Colorni, uno dei firmatari del manifesto di Ventotene. Ma ricordiamo anche che quella data segnò il sacrificio di tanti uomini e donne, laici e religiosi, tra i quali i cattolici ebbero un ruolo di rilievo. Tra i militari ricordo il Colonnello Cordero prima imprigionato a via Tasso e poi ucciso alle Fosse Ardeatine come, tra i religiosi, Don Pappagallo o Suor Teresina, colpita per aver ospitato feriti alla Montagnola. Ricordo che 4500 ebrei e perseguitati sono stati nascosti e salvati nei conventi di Roma con protagoniste molte suore coraggiose, come finalmente emerge da testimonianze, e da storici tra i quali Suor Grazia Loparco e nel suo libro “Il secondo piano: Roma 1944: una storia di ebrei, di suore, di coraggio e carità” con la presentazione di Ritanna Armeni che racconta l’ospitalità che dettero in un convento sulla Nomentana a tre famiglie ebree al secondo piano e a tedeschi nell’infermeria al piano terra grazie al coraggio di una superiora e consorelle. Dobbiamo ricordare i politici delle diverse formazioni politiche tra cui i democratici cristiani che nella clandestinità preparavano le basi della democrazia come la pubblicazione del popolo clandestino dall’8 settembre ‘43 fino al giugno ‘44 con capo redazione Gonella e Spataro, Pastore, Cingolani. Sempre più si riconosce il ruolo della resistenza civile, disarmata, accanto a quella armata che ha visto un grande protagonismo e presenza di organizzazioni cattoliche e che era volta a salvare vite umane, proteggere case, evitare la violenza anche intercedendo con i tedeschi, isolare il nemico, organizzare scioperi per la pace, rallentare la produzione , ospitare e nascondere ebrei e perseguitati. Un impegno nella accoglienza, rifugio, nascondimento, protezione, che fu un diretto ed indiretto contributo alla resistenza morale e popolare. Ma prima dell’8 settembre, dopo la destituzione di Mussolini il 15 luglio ‘43, tutte le forze politiche della resistenza preparavano il terreno ed i principi e le proposte per la futura costituzione e le istituzioni democratiche. Qui si colloca nel 1942 la Fondazione della DC da parte di Gasperi, la nascita del Popolo clandestino con Gonella e la elaborazione profetica, guidata da Paronetto, Vanoni, Dossetti, del Codice di Camaldoli che anticipava l’impianto della Costituzione soprattutto sul versante sociale ed economico. Il 9 settembre fu costituito a Roma il CLN a via Poma che poi si riunirà a casa Spadaro e quindi in Piazza Santi Apostoli, con la partecipazione di tutti i capi politici dei partiti antifascisti. Nel CLN Si posero le basi unitarie a fondamento della Costituzione repubblica democratica e alcune riunioni al seminario di Santa Maria maggiore dove furono nascosti Nenni, Saragat ed altri antifascisti. Oggi e durante questo anno che segnò la Liberazione di tante città italiane, dobbiamo ritrovare quella ispirazione, quell’amore per libertà e democrazia, quella volontà di rendere Roma davvero una città della convivenza, della pace, della solidarietà e legalità in una nuova alleanza tra uomini e donne di buona volontà. I giovani devono sapere, devono conoscere attraverso la narrazione e le testimonianze e l’impegno delle nostre Associazioni per capire i valori umani etici e politici della resistenza contro ogni rischio antidemocratico e neofascista, nel nome della dignità della persona e del bene comune. Grazie”.













