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Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

“I fiori del male, donne in manicomio nel regime fascista”

Giorno 14 settembre 2016 è stata inaugurata alla Casa della Memoria e della Storia in Roma una mostra documentale fotografica intitolata “I fiori del male, donne in manicomio nel regime fascista”, che sarà aperta al pubblico, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9,30 alle 20,00, sino al giorno 18 novembre 2016, con la sola esclusione di giorno 1 novembre, festivo.

La rassegna documentale è stata curata da Annacarla Valeriano e Costantino Di Sante che hanno utilizzato fotografie e documenti provenienti in larga parte dall’Archivio storico del manicomio Sant’Antonio Abate di Teramo.

Durante il regime fascista – si legge nel foglio illustrativo – si allargarono i contorni che circoscrivevano i concetti di emarginazione e di devianza e i manicomi finirono con l’accentuare la loro dimensione di controllo e di repressione; tra le maglie delle istituzioni totali rimasero imbrigliate anche quelle donne che non seppero esprimere personalità adeguate agli stereotipi culturali del regime o non assolsero completamente ai nuovi doveri imposti dalla “Rivoluzione Fascista”.

Come loro stessi spiegano, ai curatori della Mostra Annacarla Valeriano e Costantino Di Sante è sembrato importante raccontare le storie di queste donne a partire di loro volti, dalle loro espressioni, dai loro sguardi in cui sembrano quasi annullarsi le smemoratezze e le rimozioni che le hanno relegate in una dimensione di silenzio e di oblio. Alle immagini  esposte nella mostra – proseguono i curatori –  sono state affiancate le parole: quelle dei medici, che ne rappresentarono anomalie ed esuberanze, ma anche le parole lasciate dalle stesse protagoniste dell’esperienza di internamento nelle lettere che scrissero a casa e che, censurate, sono rimaste nelle cartelle cliniche.

In questo senso secondo Valeriano e Di Sante il manicomio è stato un osservatorio privilegiato dal quale partire per analizzare i modelli culturali – di matrice positivista – che hanno storicamente contribuito a costruire la devianza femminile e che durante il Ventennio furono ideologicamente piegati alle esigenze del regime. Il lavoro di ricerca e di valorizzazione condotto su questi materiali ha permesso di recuperare una parte fondamentale della nostra memoria e di restituirla alla collettività.

La Mostra, promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale Dipartimento Attività Culturali e Turismo in sintonia con Insifar, è stata realizzata dalla Fondazione Università degli Studi di Teramo in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale della ASL di Teramo e l’Archivio di Stato di Teramo.

L’iniziativa ha ottenuto il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per i Beni e le Attività culturali, della Regione Abruzzo.

Ci congratuliamo per la bella iniziativa.

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