ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

9 Settembre 1943 – La Battaglia della Montagnola

La mattina susseguente alla notizia dell’armistizio truppe tedesche attaccano proditoriamente il reparto dei Granatieri dislocato presso il Forte Ostiense. L’attacco prosegue per tutta la giornata ed i granatieri resistono “fino all’ultima cartuccia”. Nel percorso che abbiamo deciso di compiere insieme per rendere attuali i valori della Resistenza e della Costituzione abbiamo inserito per alcune ragioni particolari il ricordo di questo evento.

Martedì 10 Settembre 2013 in Piazza Caduti della Montagnola
15:30 – Deposizione di una corona di allora al monumento ai caduti della Battaglia della Montagnola, picchetto e banda dei Granatieri
16:20 – Parleranno: Bartolo Ciccardini (Segretario Nazionale ANPC) ; Vito Francesco Polcaro (Presidente ANPI Roma); Mario Buscemi (Presidente Associazione Granatieri – ANGS).
17:00 – Seminario sulla Difesa di Roma nella Parrocchia del Buon Pastore.
Relatori: Dott. Mario Buscemi, Gen. Ernesto Bonelli, On. Bartolo Ciccardini, Dott. Antonio Cipolloni, Dott. Vito Francesco Polcaro, Parroco Don Dino Mussolano.

L’episodio della battaglia della Montagnola è emblematico perché vi sono racchiusi tutti i valori che troveranno il loro compimento nella Resistenza.
1. La forza morale del dovere. I Granatieri avevano ricevuto l’ordine di resistere fino all’ultima cartuccia. Non potevano sapere né la situazione politica, né la situazione strategica in cui quell’ordine si sarebbe attuato. Tuttavia risposero con onore e sacrificio all’ordine che avevano ricevuto. Questa forza morale del dovere compiuto che va da El Alamein alla liberazione di Milano è stato il fondamento della resurrezione d’Italia.
2. All’obbedienza senza calcolo dei granatieri si aggiunge spontaneamente il soccorso della popolazione, che accorre in aiuto dei suoi soldati contro lo strapotere della offesa.
3. In quella situazione disperata si trova coinvolto il parroco, Don Pietro Occelli, il quale si assume una responsabilità civile che va aldilà dei suoi doveri di parroco. Il soccorso ai soldati ed ai civili coinvolti nel sacrificio lo porterà a costituire la prima brigata partigiana di Roma. La resistenza armata dei partigiani non è in contrapposizione all’impegno dei militari ma il naturale maturarsi della coscienza nazionale che si oppone alla ingiusta sopraffazione.
4. Un piccolo episodio di altissimo valore morale ci spiega la nascita della Resistenza Cristiana, di coloro che si vollero chiamare “ribelli per amore”: Suor Teresina, che è ricordata qui fra i caduti, si oppone all’oltraggio nei confronti delle salme dei caduti che stava ricomponendo. È una ribellione che non nasce da contrapposizioni politiche o da motivazioni ideologiche, ma dalla pietà cristiana che soccorre gli umili e gli oppressi.
5. In un momento della crisi è giusto ricordare ai giovani che il dovere fino al sacrificio, il coraggio della difesa dei propri valori, l’impegno personale civile sono le componenti necessarie perché l’Italia viva e si rinnovi.

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