ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

Archivi per il mese di “aprile, 2013”

ANPC RIETI.APPUNTAMENTI DA NON PERDERE

ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI CRISTIANI – SEZ.PROV.LE RIETI

COMUNE DI RIETI  –       DIOCESI DI RIETI  ORGANIZZANO

SABATO 20 APRILE – BIBLIOTECA COMUNALE – ORE 10,00

“MATTEI PER SEMPRE”  – MOSTRA DOCUMENTALE FOTOGRAFICA E CINEMATOGRAFICA SU ENRICO MATTEI

“CONOSCIAMO ENRICO MATTEI,

PROTAGONISTA NELLA STORIA D’ITALIA” :

“IL  FONDATORE DELL’ASSOCIAZIONE DEI PARTIGIANI CRISTIANI E L’IMPEGNO NELLA LOTTA DI LIBERAZIONE ”

INTERVENTO DELL’ON. BARTOLO CICCARDINI – SEGR. NAZI. ANPC

“IL FONDATORE DELL’ENI E LO SVILUPPO DEL MEDITERRANEO   ”

INTERVENTO DEL DOTT. GIUSEPPE ACCORINTI – GIA’ AMMINISTRATORE DELEGATO AGIP PETROLI

“IL TESTIMONE  DELLA CARITA’ CRISTIANA”

INTERVENTO DI S.E. MONS. DELIO LUCARELLI , VESCOVO DI RIETI

COORDINA

DOTT. ANGELO SFERRAZZA,  GIORNALISTA RAI

SALUTI DEL SINDACO DI RIETI AVV. SIMONE PETRANGELI

DOMENICA 21 APRILE

CON LA COLLABORAZIONE:

CLUB ALPINO ITALIANO – SEZIONE PROV.LE DI RIETI

I COMUNI DI POGGIO BUSTONE – MORRO REATINO – RIVODUTRI

INAUGURAZIONE DE “IL SENTIERO DEL CARABINIERE PARTIGIANO”

In località Morro reatino

Ore 10,00

In ricordo del carabiniere Raul Angelini, nel novantesimo della nascita. Nato a terni, durante la seconda guerra mondiale prestò servizio alla stazione di Rivodutri. Dopo l’8 settembre si unì alle forze partigiane partecipando a numerose azioni per poi essere ucciso dai nazifascisti a soli 21 anni. Il ricordo di questo generoso carabiniere è ancora vivo nella popolazione, così come sono vivi i valori della Resistenza che sono le fondamenta della Costituzione della Repubblica Italiana.

INAUGURAZIONE “PIAZZALE ATTILIO PICCIONI” Padre della Costituzione Italiana, Ministro della Repubblica, Fondatore Associazione ANPIA( Perseguitati  Politici)

In località Poggio Bustone

ORE 12,00  Santuario Francescano – Celebrazione Eucaristica

RASSEGNA CINEMATOGRAFICA”RIBELLI PER AMORE”

BIBLIOTECA COMUNALE ORE 17,00

LUNEDI’ 22 APRILE

PROIEZIONE FILM ” LA ROSA BIANCA. SOPHIE SCHOLL”

DI MARC ROTHEMUNCD

Sophie insieme al fratello Hans e altri cinque studenti cattolici dell’Università di Monaco, sensibilizzarono gli studenti e la popolazione contro le aberrazioni del regime nazista

MARTEDI’ 23 APRILE – PROIEZIONE FILM “BONHOEFFER” DI ERIC TILL

Il teologo protestante che si oppose al regime nazista rifiutando di prestare giuramento ad Hitler

MERCOLEDI’ 24 APRILE

PROIEZIONE FILM “L’UOMO DELL’ARGINE” DI GILBERTO SQUIZZATO

La vita e il coraggio di Don Primo Mazzolari

GIOVEDI 25 APRILE  – FESTA DELLA LIBERAZIONE

BIBLIOTECA COMUNALE

ORE 16,00 PROIEZIONE FILM

PROIEZIONE FILM “LA BUONA BATTAGLIA. DON PIETRO PAPPAGALLO”

DI GIANFRANCO ALBANO – L’eroica impresa del sacerdote che riuscì a mettere in salvo centinaia di persone e fu  trucidato alle Fosse Ardeatine

ORE 18,00

“VIVA L’ITALIA”

OMAGGIO A GIUSEPPE VERDI NEL BICENTENARIO DELLA NASCITA,

AL PATRIOTA E AL  PIU’ GRANDE COMPOSITORE E MUSICISTA ITALIANO

CONCERTO

DELL’ASSOCIAZIONE MUSICALE “ARTISTI SOLIDALI”

AL PIANOFORTE  EMANUELE LEOMPORRI

SOPRANI: ANTONELLA ALTAVILLA, ANNA FARINA, MIMMA CINTURA

TENORE: GIUSEPPE FRIGNANI

PRESENTA ANDREA LEOMPORRI

PARTECIPAZIONE DEL BARITONO GIULIANO AGUZZI

INGRESSI LIBERI

 

Culture politiche nella Resistenza di ANTONIO PARISELLA

Quando mi fu proposto di tenere questa lezione, lì per lì sono stato tentato – sia pure a malincuore – di rifiutare. Infatti, il tema – in qualche misura – poteva sembrare scontato, convenzionale o ripetitivo. E, in effetti, alla mia generazione – per intenderci, quella di chi è nato poco prima o poco dopo il 25 aprile 1945 – e alle altre immediatamente successive, la Resistenza è stata presentata prevalentemente così. Le culture politiche antifasciste, espressione di tendenze più o meno permanenti nella storia d’Italia, avevano trovato delle gambe per riprendere il loro cammino, si erano armate attraverso le formazioni partigiane e ad esse, attraverso l’articolazione dei Comitati di liberazione nazionale (CLN), i comandi militari territoriali e il Corpo volontari della Libertà (CVL) avevano impresso un comando politico e militare che voleva essere o diventare unico. Nella prospettiva della fine della guerra combattuta, esse aspiravano non solo a governare l’Italia, ma ad essere qualcosa di più di una nuova guida politica, piuttosto per dare al paese intero una guida civile e morale rinnovata e una vera e propria forza costituente per disegnare di esso un nuovo volto civile e sociale nell’ambito della comunità delle nazioni, liberate dall’incubo dell’oppressione nazifascista. Intendiamoci: questo è integralmente e sostanzialmente vero e nessuno ha intenzione di negarlo. Anzi, dirò di più: se si leggono i documenti redatti tra il 9 e l’11 settembre 1943 – pubblicati a Roma su «Il lavoro italiano», diffuso tra i soldati combattenti della Difesa di Roma e tra i cittadini scesi in piazza e in armi – con i quali veniva motivata la trasformazione del Comitato delle opposizioni antifasciste in Comitato di liberazione nazionale (CLN) e venivano chiamati gli italiani e le italiane alla lotta, questo programma e questi orientamenti sono già espressi con grande chiarezza. Continua a leggere…

Morosini’s day

Don-Giuseppe-MorosiniOggi, 3 Aprile 2013, è il 69° Anniversario della esecuzione di Don Giuseppe Morosini avvenuta a Roma il 3 Aprile 1944. L’anno prossimo celebreremo il 70° anniversario. Abbiamo un anno per meditare, rivivere ed insegnare ai giovani i valori della Resistenza Cristiana.

Francesco Malgeri ha scritto uno straordinario articolo su Don Giuseppe Morosini che proponiamo alla vostra attenzione perchè serva a questo scopo. Leggetelo, diffondetelo, riunitevi per commentarlo. Cito due soli brani.

“Sandro Pertini, anch’egli detenuto a Regina Coeli, ci ha lasciato un toccante ricordo del giovane prete di Ferentino: “Incontrai una mattina don Morosini: usciva da un interrogatorio delle SS, il volto tumefatto, grondava sangue come Cristo dopo la flagellazione. Con le lacrime agli occhi gli espressi la mia solidarietà. Egli si sforzò di sorridermi e le labbra gli sanguinarono. Nei suoi occhi brillava una luce viva. La luce della sua fede”. La solidarietà profonda di Sandro Pertini ci ricorda come nacque nella sofferenza quell’incontro fra culture che rese possibile la nostra Costituzione.

Il secondo brano riguarda la crudele esecuzione. Don Morosini doveva essere portato alle Fosse Ardeatine, ma la segreteria di Stato intervenne sul comando militare, che sospese l’invio del sacerdote alle Fosse Ardeatine per chiedere il parer personale di Hitler. Ed Hitler confermò l’ordine dell’esecuzione. “All’alba di quel tragico mattino del 3 aprile lo raggiunse, nella cella 382 del 3° braccio politico di Regina Coeli, mons. Cosimo Bonaldi, cappellano del carcere. Don Giuseppe comprese il senso di quella visita. Si confessò, celebrò la Messa e rivolgendosi a mons. Bonaldi esclamò: “Che giornata splendida e come mi sento colmo di pace”.

Lo raggiunse anche mons. Traglia, che volle stargli vicino sino alla fine, accompagnandolo sul camion che doveva condurlo al Forte Bravetta. Traglia ci ha lasciato, di questo drammatico momento, un ricordo vivo e intenso.  “Le parole della preghiera si sgranavano lentamente per le vie di Roma. Giunti al Forte, mentre si facevano i preparativi per l’esecuzione, don Giuseppe mi si avvicinò. Passeggiammo un po’ sotto una tettoia. Si parlava della bellezza del Cielo, del premio del Signore. Sembrava quasi che l’evento doloroso non lo riguardasse. Fu poi messo sulla sedia e legato”. Sappiamo, sempre dalla testimonianza di mons. Traglia, che i componenti del plotone di esecuzione, che erano italiani della Polizia dell’Africa italiana (PAI), non ebbero la forza di colpirlo a morte. Così lo stesso vice gerente di Roma ha ricordato questa tragica vicenda: “Fu bendato. Gli fu letta la sentenza in nome del popolo italiano: ascoltò tranquillamente. L’ufficiale comandò il fuoco, ma fosse la trepidazione, fosse un po’ di timor reverentialis, non lo colpirono mortalmente: cadde in avanti, perse i sensi. Mi avvicinai e gli diedi rapidamente l’estrema unzione prima che l’ufficiale […] gli desse il colpo di grazia; ma anche questo non lo finì; e allora gli fu scaricato addosso un fucile mitragliatore. L’ufficiale tedesco protestò, perché questo non doveva accadere; furono anzi accusati gli italiani di aver infierito sul cadavere di don Morosini. Ma l’accusa non è fondata: le guardie furono soltanto in preda ad un comprensibile panico”[1].  Questi particolari ci ricordano in quale momento ed in quali condizioni operava Pio XII quando negli istituti religiosi erano ricoverati gli uomini del CNL e del futuro governo e centinaia di ebrei. La polemica pretestuosa che pretende da Pio XII il gesto eroico di denuncia non tiene conto di questa realtà. Il gesto eroico in realtà sarebbe stato l’occasione per la consegna di tutta la Resistenza nelle mani di Hitler. Ricordo ancora la testimonianza di Paolo Mieli, che ha avuto la sua famiglia decimata dalle persecuzioni quando all’Istituto Sturzo disse: “Non vendo i miei morti perché siano utilizzati da questi speculatori”. Chiamiamo i giovani delle nostre file perché diventino Partigiani Cristiani, eredi di questi valori. Cliccate qui per leggere tutto l’articolo di Francesco Malgeri: Don Morosini


[1] Cfr. E. Venier, op. cit.,

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