Oggi a Roma per l’Anpc la Vicepresidente Silvia Costa ed il Consigliere Nazionale Gianfranco Noferi hanno partecipato alla celebrazione del Giorno della Memoria, promossa dalla Confederazione fra le Associazioni Combattentistiche e Partigiane presso la Casa Madre del Mutilato di Guerra. Una mattinata intensa e commovente con protagonisti gli studenti di due scuole superiori che hanno realizzato letture teatrali di lettere, documenti (come le leggi razziali italiane) e testimonianze di deportati e vittime della Shoah, ma anche di Costituenti fino alle testimonianze del primo voto delle donne che, 80 anni fa, contribuirono alla scelta della Repubblica e della Assemblea Costituente. Per dire “mai più” alla barbarie del nazifascismo con la Costituzione democratica, approvata nel 1947, fondata sui diritti umani inalienabili e la dignita’ della persona umana, sulla solidarietà sociale, economica, politica e sulla cooperazione internazionale.
In occasione del Giorno della Memoria 2026 l’ANPC Associazione Nazionale Partigiani Cristiani ha promosso un incontro sul tema della Shoah spiegata ai bambini e ragazzi. È stato presentato in anteprima lo Speciale TV “Cecilia e la casa segreta” prodotto da Stand By Me in collaborazione con Rai Kids, in onda alle 19 su Rai Gulp il 27 gennaio e che sarà disponibile dallo stesso giorno su Rai Play. L’incontro si è tenuto presso la Casa della memoria e della storia Roma, Giovedì 22 gennaio alle ore 17,30. Dopo i saluti di Paolo Ruffini, direttore della Casa della Memoria e della Storia di Roma, e l’introduzione di Gianfranco Noferi, Segretario Consigliere nazionale ANPC, ha presentato gli ospiti e moderato l’incontro Silvia Costa (Vicepresidente nazionale ANPC). Sono intervenuti Roberto Genovesi (Direttore Rai Kids), Simona Ercolani (Amministratrice delegata e Direttrice creativa Stand By Me), Carola Funaro (Vice Presidente e Assessore alla Memoria e Shalom Comunità ebraica di Roma), Suor Grazia Loparco (Storica – Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione Auxilium ), Victor Magiar (Scrittore, esperto di cooperazione internazionale, già Consigliere della Comunità ebraica di Roma e dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane), Raffaele Androsiglio (Regista). Ha concluso Mariapia Garavaglia (Presidente Nazionale ANPC).
“Cecilia e la casa segreta” è uno speciale tv sul tema della Memoria rivolto ai ragazzi e alle famiglie: un racconto di giustizia, amore e sacrificio, con la regia di Raffaele Androsiglio, che vuole fornire ai più giovani la possibilità di avvicinarsi alla conoscenza di uno dei periodi più bui della storia italiana ed europea del Novecento attraverso un linguaggio adatto alla loro età. Il corto è ispirato alla storia vera di Dina Cerioli e dei cinque dipendenti della fabbrica di Magenta Molho &C. che aiutarono la famiglia Molho a nascondersi, salvandola dalla persecuzione nazista, e che nel 1998 sono stati insigniti del titolo di “Giusti fra le Nazioni” dallo Yad Vashem.
L’ANPC ha sempre avuto una grande attenzione ai temi della memoria e del ricordo della Shoah, e negli anni scorsi ha promosso a Roma vari incontri dedicati al racconto della Shoah alle giovani generazioni attraverso le produzioni della Rai per bambini e ragazzi, come la fiction prodotta da Rai Kids “ Come foglie al vento” tratta dal libro di Riccardo Calimani e la serie di documentari prodotti da Rai Scuola “La musica della speranza” sulla figura e l’opera del Maestro Francesco Lotoro, fondatore e presidente della Fondazione Istituto internazionale di Letteratura Musicale Concentrazionaria.
L’incontro è stato dedicato a quanti, uomini e donne, ragazzi e ragazze, religiosi e religiose, con coraggio, con spirito di abnegazione e a rischio della vita, si prodigarono per ospitare, proteggere e salvare gli ebrei dalla persecuzione nazifascista. Il nostro compito è preservare la memoria come ponte tra passato e futuro, e trasmettere la consapevolezza di eventi tragici come la Shoah è fondamentale per educare le nuove generazioni ai valori della tolleranza, della solidarietà e del rispetto. Come è fondamentale utilizzare linguaggi e strumenti giusti adatti alla loro età per avvicinarli gradualmente ai concetti di giustizia, empatia e memoria. Per questo è importante continuare a sviluppare la ricerca storica per far emergere la voce dei testimoni, spesso non ancora conosciuti.
Di seguito una breve sinossi del cortometraggio “Cecilia e la casa segreta”, realizzato in tecnica mista – live action e animazione.
Dopo “La cartolina di Elena” e “L’anello ritrovato“, ritornano Cecilia (Mariandrea Cesari) e David (Liam Nicolosi), i giovani detective delle storie dimenticate della Shoah, con un nuovo speciale TV ispirato alla storia vera di Dina Cerioli e dei cinque dipendenti della fabbrica di Magenta Molho &C. che aiutarono la famiglia Molho a nascondersi, salvandola dalla persecuzione nazista, e che nel 1998 sono stati insigniti del titolo di “Giusti fra le Nazioni” dallo Yad Vashem.
Sinossi
Torino, 2025. Cecilia e David – due adolescenti legati da un sentimento profondo, in bilico tra amore e amicizia – si ritrovano catapultati in una vicenda che attraversa il tempo. L’acquisto di un regalo per un compagno di classe di Cecilia, in un negozio di abiti vintage, li porta al ritrovamento di una vecchia lettera nella fodera di una giacca militare. Parte un viaggio che li conduce alla scoperta della storia dimenticata di Edoardo e Dina, due giovani innamorati che, nel 1943, rischiarono tutto per salvare una famiglia ebrea, i Molho. Un racconto in cui memoria, impegno civile e responsabilità storica si intrecciano con il primo amore, la crescita e la fragilità emotiva dei nostri personaggi, in un parallelismo tra presente e passato.
La storia vera
Il corto è ispirato alla storia vera della famiglia Molho, proprietaria di una piccola azienda di Magenta, in Lombardia. A seguito dell’ordinanza Buffarini Guidi del novembre 1943, che aveva disposto l’arresto e la deportazione di tutti gli ebrei nella RSI, i Molho avevano cercato rifugio in una cascina isolata in campagna, ma con l’intensificarsi dei controlli furono costretti a rientrare a Magenta, dove alcuni fidati collaboratori della loro azienda decisero di aiutarli. Rischiando la vita, questi dipendenti costruirono una “casa segreta”, una stanza murata all’interno dello stabile della fabbrica Molho & C., permettendo alla famiglia di restare nascosta per circa un anno e mezzo. In un contesto in cui il Giorno della Memoria rischia spesso di scivolare nella ritualità, Cecilia e la casa segreta dimostra che è ancora possibile parlare di Shoah ai più giovani con linguaggi nuovi, senza perdere rigore storico né forza etica. Un prodotto pensato per la televisione educativa, ma che merita attenzione anche da parte di un pubblico adulto. Tra il pubblico che ha assistito all’anteprima e agli interventi che sono seguiti, è da segnalare la presenta del Sen. Graziano Del Rio, che ha portato il suo saluto, del Rabbino capo della Comunità Ebraica di Roma Riccardo Di Segni e del Consigliere di amministrazione della Rai Roberto Natale.
Ricordiamo questo anno perché i sommovimenti nell’ordine mondiale, che abbiamo conosciuto e che ha garantito 80 anni di pace in Europa, stanno tentando anche di riscrivere la storia. Si sta tentando di assimilare tragedie pure gravi ma che non potranno mai essere paragonate alla Shoah per cui anziché ricordare la enormità della Shoah che ha sterminato il popolo ebraico, oggi vengono messi sul banco degli imputati le vittime di allora. Abbiamo parole per denuciare i misfatti di Hamas e degli Ayatollah ma per essere credibili, sinceri, trasparenti dobbiamo essere coerenti con la storia che ha registrato i fatti. I governi non vanno confusi coi popoli. Saremo sempre dalla parte di chi resiste agli orrori della guerra in Ucraina, ai massacri in Iran o in Cisgiordania. Ma la memoria della Shoah e l’antisionismo troppo diffuso ci vedono attenti a promuovere e difendere la verità della storia.
Nel rinnovare gli auguri per un 2026 ricco di pace e serenità, siamo lieti di informarvi della ripresa degli incontri promossi dalla sezione ANPC di Roma per il 2026. Il primo importante appuntamento è in occasione del Giorno della Memoria 2026, conla presentazione in anteprima del cortometraggio prodotto da Rai Kids – Stand by me, “Cecilia e la casa segreta”.
Introduce Gianfranco Noferi (Consigliere nazionale ANPC), modera Silvia Costa (Vicepresidente nazionale ANPC). Intervengono: Roberto Genovesi (Direttore Rai Kids), Carola Funaro (Vice Presidente e Assessore alla Memoria e Shalom Comunità ebraica di Roma), Suor Grazia Loparco (Storica – Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione Auxilium), Victor Magiar (Scrittore, esperto di cooperazione internazionale, già Consigliere della Comunità ebraica di Roma e dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane), Raffaele Androsiglio (Regista). Conclude Mariapia Garavaglia (Presidente Nazionale ANPC).
“Cecilia e la casa segreta“, è un cortometraggio che vuole fornire ai più giovani la possibilità di avvicinarsi alla conoscenza di uno dei periodi più bui della storia italiana ed europea del Novecento attraverso un linguaggio adatto alla loro età. Sarà trasmesso su Rai Gulp del 27 gennaio.
Nel cortometraggio si narra di come il piccolo Dino Molho e la sua famiglia, furono nascosti e salvati dallo sterminio per il coraggio di Dina Cerioli, una giovane operaia di Magenta che li nascose nella soffitta della fabbrica dove lavorava. La famiglia di Dina fu insignita del titolo di Giusti tra le nazioni dallo Yad Vashem. Nella fiction questa vicenda rivive ai nostri giorni, attraverso le ricerche di due giovani adolescenti, Cecilia e David, che attraverso indizi e testimonianze riportano alla luce storie dimenticate della Shoah. L’ANPC ha sempre avuto una grande attenzione ai temi della memoria e del ricordo della Shoah, e negli anni scorsi ha promosso a Roma vari incontri dedicati al racconto della Shoah alle giovani generazioni attraverso le produzioni della Rai per bambini e ragazzi e per la scuola.
L’incontro è dedicato a quanti, uomini e donne, ragazzi e ragazze, religiosi e religiose, con coraggio, con spirito di abnegazione e a rischio della vita, si prodigarono per ospitare, proteggere e salvare gli ebrei dalla persecuzione nazifascista. Il nostro compito è preservare la memoria come ponte tra passato e futuro, e trasmettere la consapevolezza di eventi tragici come la Shoah è fondamentale per educare le nuove generazioni ai valori della tolleranza, della solidarietà e del rispetto. Come è fondamentale utilizzare linguaggi e strumenti giusti adatti alla loro età per avvicinarli gradualmente ai concetti di giustizia, empatia e memoria. Per questo è importante continuare a sviluppare la ricerca storica per far emergere le voci dei testimoni e le vicende spesso non ancora conosciute.
Segnaliamo la presentazione dei volumi “Carlo Bianchi per un domani non solo di pane, ma di giustizia e di libertà” di Anselmo Palini e “OSCAR storie di una Resistenza disarmata 1943-1945” di Carla Bianchi Iacono e Stefano Bodini mercoledì 21 gennaio 2026 alle ore 18:00 presso la Biblioteca Sormani (Sala del Portico) in Corso di Porta Vittoria, 6 – Milano. Si seguito la locandina.
“Il beato Olivelli chiede di vincere ogni accidia di fronte alla indifferenza insinuata nella comunità per continuare a difendere e promuovere la democrazia sotto attacco in tutto l’Occidente. I morti per liberare l’Europa dai totalitarismi esigono che la costruiamo unita per difendere democrazia e pace.”
Bellagio, Como, 7 gennaio 1916 – Hersbruck, Germania, 17 gennaio 1945.
Teresio Olivelli, nato a Bellagio in provincia di Como, si trasferì a dieci anni a Mortara e proseguì gli studi a Vigevano e nell’università di Pavia. Nel 1941 si arruolò tra gli Alpini e prese parte alla campagna di Russia, dedicandosi eroicamente all’assistenza spirituale ai moribondi. Tornato in Italia, prese definitivamente le distanze dal regime fascista, che aveva vanamente cercato di riformare dall’interno. Tra prigionie, fughe ed evasioni, cercò di avviare un progetto di ricostruzione del Paese dopo la guerra, come testimonia la nascita del giornale «Il Ribelle» nel 1944. Fu definitivamente imprigionato e inviato a Gries, poi a Flossenburg in Baviera e infine a Hersbruck dove assistette, tra gli altri, Odoardo Focherini (Beato dal 2013). Ormai consumato dagli stenti, morì il 17 gennaio 1945, in seguito alle percosse ricevute al posto di un giovane prigioniero ucraino, che aveva riparato col suo corpo. La sua causa di beatificazione si è svolta nella fase diocesana presso la Curia vescovile di Vigevano su un duplice binario, ovvero sia per l’indagine sulle virtù eroiche, sia per quella sul martirio. Inizialmente, il 14 dicembre 2015, è stato autorizzato il decreto con cui veniva dichiarato Venerabile. A seguito della presentazione di ulteriori prove per accertare la sua morte in odio alla fede, il 16 giugno 2017 papa Francesco ha dato il proprio assenso alla promulgazione del decreto con cui Teresio Olivelli poteva essere dichiarato martire. La beatificazione è stata celebrata il 3 febbraio 2018, presso il Palasport di Vigevano.
Pubblichiamo la locandina con il programma ed il calendario delle conferenze che Anpc Cremona ha organizzato per i primi mesi del 2026 dal titolo: “Antifascismo – Resistenza – Costituente. Figure e testimonianze”. Tutti gli incontri si svolgeranno nella Sala Teatro “Contardo Ferrini” di Corso Garibaldi, 121 (S.Agata) alle ore 17:30.
Nella mattinata di domenica 18 gennaio a Bettola (Pc) alle ore 10.30 si terrà la cerimonia che rievoca l’eccidio di 21 giovani partigiani compiuto dai nazifascisti il 12 gennaio 1945 nella valletta di Rio Farnese. Una tradizione che si rinnova, voluta dall’Anpi e dall’ANPC di Piacenza e dal comune di Bettola: con la deposizione di una corona d’alloro alla memoria dei partigiani uccisi ai piedi del monumento e il tradizionale momento di riflessione insieme agli studenti.
L’ECCIDIO – La mattina del 12 gennaio 1945 i tedeschi prelevano dalla scuola di Bettola 21 partigiani scelti tra i 40 catturati nel corso del rastrellamento invernale effettuato dalla divisione Turkestan nella Val Nure. Sono 21 giovani scelti a caso che vengono condotti sul greto del torrente Rio Farnese e sono uccisi con un colpo di pistola alla nuca da un sottufficiale. L’unica spiegazione data è stata la causa della mancanza di spazio sull’automezzo che doveva provvedere al trasporto dei prigionieri. Di questi 21 partigiani ne sono stati identificati solo dodici, gli altri sono rimasti senza nome.
Quest’anno, la tradizionale cerimonia verrà preceduta alle 10.15 dall’inaugurazione di un pannello rievocativo della figura di don Egidio Bottini, parroco della vicina Baramaiano: solo grazie alla sua intercessione le salme dei caduti di Rio Farnese, lasciate appositamente in bella mostra dai nazi-fascisti quale monito per tutti i rivoltosi, ottennero una degna sepoltura.
Don Egidio Bottini (1899-1963) Inizia gli studi nel Seminario di Bedonia, per poi perfezionarli nel Seminario Urbano di Piacenza. Sarà poi parroco di Montarsiccio, Bramaiano di Bettola e Rezzano. Nel Gennaio 1945 è solo grazie alla sua intercessione se le salme dei caduti di Rio Farnese ottengono una degna sepoltura. Dopo la strage, i cadaveri vengono infatti abbandonati sul greto del torrente gelato e ne viene impedita la rimozione da parte della popolazione. Don Egidio ottiene dalle autorità germaniche il permesso di seppellire le vittime, a patto che non siano ufficiate pubbliche cerimonie e che le salme vengano inumate non nel cimitero di Bettola, ma in quello di Bramaiano, la piccola frazione di cui è parroco appunto Don Egidio.
Prima di procedere alla sepoltura Don Bottini provvede a ricomporre i cadaveri e scattare ai volti dei caduti fotografie che saranno poi utilizzate per il riconoscimento di alcune delle salme.
Oggi Giornata Mondiale della Pace ci richiama a responsabilità personale disarmando per primi i nostri cuori e dando testimonianza in parole ed opere della nostra strenua fiducia nella capacità delle donne e degli uomini di buona volontà ad essere operatori di pace. Grazie a San Paolo VI che ha indetto questa Giornata e che ci ha ammaestrato “il nuovo nome della pace e sviluppo”. Auguri a tutti per farci testimoni. Anche la nostra bella Costituzione ci incoraggia ad essere fautori di pace sociale e sviluppo.
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