Al Parco dei Martiri di Forte Bravetta con la Vicepresidente Silvia Costa per ricordare Don Giuseppe Morosini, fucilato 80 anni fa insieme a 67 resistenti civili e militari insieme al Sindaco di Ferentino (suo comune natale) Gianni Fiorletta, Gianfranco Noferi, Peppe Sangiorgi, Alberto Campitelli e Gioia Farnocchia assessore alla cultura del XII municipio. Presente anche il socio Anpc Tobia Morandi.
Il 25 aprile, dopo la grande manifestazione cittadina conclusasi a Porta San Paolo, si è tenuto l’incontro “I cattolici e la Resistenza: la figura di don Giuseppe Morosini” organizzato da Rete per Forte Bravetta in collaborazione con ANPC.
I Martiri di Forte Bravetta furono 68 militari e partigiani, tutti appartenenti alla Resistenza Romana, fucilati dal Comando tedesco nel periodo dell’occupazione (10 settembre 1943– 4 giugno 1944) a Forte Bravetta, una delle costruzioni fortificate che circondavano la città di Roma, uno dei luoghi simbolo della Resistenza con il Sacrario delle Fosse Ardeatine e il Museo della Liberazione a Via Tasso.
E’ stata ricordata la figura di don Giuseppe Morosini (1913-1944), presbitero, cappellano militare e partigiano, Medaglia d’Oro al Valor Militare. Attivo nella resistenza nella banda partigiana Monte Mario, che dipendeva dal Fronte Militare Clandestino comandato dal col. Giuseppe Cordero di Montezemolo. Tradito da un delatore, rinchiuso nel carcere di via Tasso, sede della Gestapo, fu sottoposto a interrogatori e torture, ma non parlò. Fu di costante conforto agli altri internati, era in cella con Epimenio Liberi, partigiano del Partito d’Azione, la cui moglie era in attesa del terzo figlio. Per lui don Morosini scrisse una Ninna nanna per soprano e pianoforte. Nonostante le pressioni della Santa Sede per liberarlo, fu fucilato a Forte Bravetta il 3 aprile 1944. All’ordine di aprire il fuoco, dieci componenti del plotone di esecuzione spararono in aria e don Morosini fu ucciso dall’ufficiale fascista che comandava il plotone con due colpi alla nuca.
Nel film di Roberto Rossellini, Roma città aperta è narrata, in forma romanzata, la vicenda dell’uccisione di don Giuseppe Morosini, nella figura di don Pietro interpretato da Aldo Fabrizi, che nelle intenzioni del regista riassume le figure di don Morosini e di don Pietro Pappagallo, partigiano, Medaglia d’Oro al Valor Civile, martire della Chiesa, che fu l’unico prete cattolico martirizzato alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944.
ll Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 79° Anniversario della Liberazione, ha deposto una corona d’alloro sulla Tomba del Milite Ignoto, all’Altare della Patria a Roma con le più alte cariche dello Stato. autorità civili e militari. Per l’Anpc era presente la Vicepresidente Nazionale, Cristina Olini, con l’Afiere Lucia Scagnoli che ha portato il nostro medagliere.
80° Anniversario del 25 aprile A Civitella in Val di Chiana, l’ANPC con il Presidente Mattarella, il Presidente della Regione Toscana Giani, il Sindaco Ottavia Piccolo in occasione del ricordo dei 244 martiri di Civitella Val di Chiana. Per l’Anpc era presente il Consigliere Nazionale Aladino Lombardi.
Civitella in Val di Chiana – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Civitella in Val di Chiana in occasione del 79* anniversario di Liberazione, oggi 25 aprile 2024
(Foto di Paolo Giandotti – Ufficio Stampa per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)Civitella in Val di Chiana – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Civitella in Val di Chiana in occasione del 79* anniversario di Liberazione, oggi 25 aprile 2024
(Foto di Paolo Giandotti – Ufficio Stampa per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)
Il 25 Aprile a Porta San Paolo la Vicepresidente Nazionale Silvia Costa con il Consigliere Gianfranco Noferi, assieme al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ai rappresentanti istituzionali ed ex partigiani come Luciana Romolo e Mario di Maio. Sul palco c’erano anche il segretario della Cgil Roma e Lazio, Natale di Cola e l’assessore capitolino alla Cultura, Miguel Gotor.
Il 25 Aprile 2024 ha visto ANPC a Cinisello Balsamo impegnata a portare la mostra sugli IMI “ RESISTERE, NON PIEGARCI” al Centro Culturale Il Pertino, biblioteca della città, molto frequentata anche dai giovani. La mostra , curata da Stefano Contini, è stata inaugurata mercoledì 24 alla presenza del Sindaco Giacomo Ghilardi, del Consigliere Nazionale Luisa Ghidini, di pubblico e esponenti politici della città, tra cui la delegazione di ANPI. Toccanti anche le testimonianze dei figli e nipoti dei deportati, tra cui Letizia Villa e la signora Besso. Un episodio, quello degli internati militari dal 1943 al 1945, da portare in evidenza a 80 anni dai tragici mesi di guerra. La Resistenza al nazifascismo ha visto tutte le componenti del popolo italiano soffrire e partecipare alla lotta di liberazione, con NO alla furia ceca di una dittatura che opprimeva tutta la nazione.
Il ricordo dei 79° della LIBERAZIONE ha visto poi la nostra partecipazione al corteo per le vie cittadine, accanto alle associazioni e ai cittadini che hanno voluto portare la testimonianza alla memoria dei valori della Resistenza. Con ANPI, ANPC ha deposto la corona al monumento al Partigiano, appena risistemato col contributo delle Cooperative cinisellesi. In piazza Gramsci, davanti alla Chiesa parrocchiale e accanto alla lapide che ricorda Don Battista Testa, il nostro Prete Partigiano, Carlo Borghetti ha tenuto il discorso celebrativo, testimoniando la necessità della memoria condivisa di questa FESTA di tutta la nazione.
25 aprile 2024: mai avremmo pensato di celebrare i 79 anni della Liberazione nel pieno di crisi internazionali di così grave pericolo per l’umanità. La guerra di aggressione della Russia all’Ucraina, l’attentato terroristico a Israele del 7 ottobre, la guerra a Gaza e l’incendio scatenato nel Medio Oriente dall’Iran e dalle milizie ad esso collegate, hanno modificato gli assetti geopolitici e violato le Convenzioni di protezione umanitaria internazionale e stanno portando il mondo sull’orlo della catastrofe.
Anpc, fortemente ancorata ai diritti dei popoli ad avere una propria Patria e dei cittadini a non essere usati come scudi umani nei conflitti, ma titolari del diritto alla libertà e al riconoscimento della propria inviolabile dignità, festeggia una ricorrenza che tutti gli Italiani hanno l’obbligo di ricordare per riconoscere il successo della lotta di liberazione che ci ha conquistato una patria libera, indipendente, repubblicana.
La Resistenza ha fondato la Costituzione, baluardo di diritti e di doveri per una nazione capace di autodeterminarsi e dedicare la propria sovranità per ripudiare la guerra e ogni discriminazione.
L’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani è ancora qui e sempre ci sarà per continuare una battaglia pacifica a difesa dei valori della libertà e della democrazia e quindi contro ogni forma di razzismo, antisemitismo e apologia di regimi illiberali e criminali.
Esprimiamo solidarietà agli ebrei italiani e in particolare agli ebrei romani che continuano a essere offesi dopo le atrocità subite dal regime fascista delle leggi razziali.
La “Resistenza ora e sempre” è il manifesto di un impegno che non potrà mai venire meno e al quale educare le giovani generazioni che, lontane dai fatti storici, devono sentirsi protagoniste di un futuro costruito per dire mai più alla guerra.
Il 25 aprile 2024 è alla vigilia di una importante convocazione elettorale per eleggere il Parlamento europeo. I nostri martiri hanno combattuto e sognato patrie in pace in una Europa in pace: forti del loro esempio e della loro eredità dobbiamo essere non pacifisti ma operatori di pace.
L’appello a una forte partecipazione al voto potrà essere un importante messaggio a sostegno della Resistenza Ucraina contro nuove mire imperialistiche. Il popolo ucraino è l’avanposto per la difesa di tutti i liberi e democratici cittadini europei.
Come pure ANPC, sollecita ogni istanza – colpevolmente e per troppo tempo latitante – a costruire concrete vie pacifiche verso un assetto mediorientale che finalmente doni patria e Stato, sicuri, a Israele e Palestina.
Lunedi 22 aprile 2024 appuntamento al Polo Culturale Catarabbia- Cangrate alle ore 21,00. Introduce Andrea Sfondrini (ANPC) ed interviene Lorenzo Gaiani (Fondazione Achille Grandi): Ribelli per amore. I cattolici nella Resistenza
Il 22 aprile 2024 alle ore 17,00 presso la Casa della Cultura e dello Sport “Silvio di Francia” in Via Casilina 665 a Roma: ” I martiri Cristiani nei campi di sterminio”.
Il Movimento scout di Monza e Brianza, il Centro Documentazione Bolognesi, il gruppo Granis del Decanato di Monza, insieme alle Associazioni giovanili scout e alle Associazioni Partigiane, tra cui l’Anpc, hanno organizzato il giorno 20 aprile alle ore 15,30, presso la sala di lettura della Biblioteca di Carrobiolo, l’evento su: “Giovanni Minzoni testimone e martire per la libertà di educare. A 100 anni dalla morte e all’inizio del processo di Beatificazione”. Qui di seguito la locandina.
La presentazione della mostra su Enrico Mattei, avvenuta presso il circolo ACLI Falco a Casine di Ostra nella giornata di sabato scorso 13.04.2024 rimarrà aperta fino al 27 Aprile 2024.
ENRICO MATTEI – LA MEMORIA DEL RICORDO
Mostra Itinerante presso il Circolo ACLI FALCO di Casine di OSTRA con le foto più significative di Enrico Mattei
Il 13 aprile scorso, dopo la mostra effettuata presso l’ACLI U. Ravetta di Senigallia il 23.03.2024, presso il Circolo ACLI Falco di Casine di OSTRA/Ancona, si è aperta una ulteriore tappa della Mostra itinerante su Enrico Mattei, con l’organizzazione congiunta di FAP ACLI Ancona e della Sezione ANPC di Senigallia, sempre sotto l’egida di ANPC Nazionale. Questa volta a Casine di Ostra., dopo un iniziale saluto da parte del Presidente ACLI Falco, Lorenzo Mughetti, e della Segretaria Provinciale FAP ACLI Ancona, Carla Cocchi, si è proceduto alla proiezione delle parti principali del film di RAI 3 – Enrico Mattei: Ribelle per Amore.
A seguire si sono tenuti due interventi specifici sulla figura di Mattei: il primo, relazionato da Roberto Mancini un veterano di ANPC Sezione di Senigallia, è stato incentrato sulle doti di imprenditore e dirigente pubblico di Enrico Mattei, improntate ad un elevato “pragmatismo” ed una notevole capacità di cogliere le “opportunità” che il suo tempo gli ha presentato. Principi e doti che non sempre oggi si riscontrano nel palcoscenico politico-imprenditoriale attuale. Un tentativo si sta prospettando con il “Piano Mattei”, individuato dal Governo Italiano per la collaborazione con vari paesi dell’Africa ai fini di un loro sviluppo socio-economico e culturale; piano che dovrà essere però sviluppato e realizzato in modo compiuto, secondo lo spirito che aveva avuto a suo tempo Mattei.
Il secondo intervento è stato tenuto da Federico Uncini, ex-dipendente ENI ed esperto storico, sia sulla figura di Mattei, che sul suo coinvolgimento nella Resistenza partigiana in Italia e, soprattutto, nelle Marche. Dopo averlo presentato come partigiano-organizzatore nelle attività di resistenza partigiana nel territorio vicino a Matelica, Uncini ha illustrato la funzione che Enrico Mattei ha avuto nella Resistenza partigiana in alta Italia, in seno al CLN (Comitato di Liberazione Nazionale). Infine, dall’esperienza partigiana alla attività politica che lo ha portato poi ad essere un manager di Stato con il rilancio dell’AGIP, prima, e, alla fondazione dell’ENI, poi. Uncini ha infine elencato le strutture che Mattei ha contribuito, direttamente o indirettamente, a lasciare sul territorio marchigiano, tra cui: la Snamprogetti e la Tecneco a Fano, la Nuovo Pignone a Porto Recanati, l’Aquater a San Loreno in Campo, la Sogesta ad Urbino, la Ecoimpianti a Senigallia, ecc.
Nella fase conclusiva, Eraldo Raffaeli, Ex-dipendente di Saipem/Snamprogetti, nonché componente di ANPC e FAP ACLI Marche, oltre a menzionare come si è concretizzata la realizzazione della mostra itinerante su Enrico Mattei sia a Casine di Ostra che a Senigallia, si è soffermato sulle doti che ha avuto Mattei nell’analizzare il suo tempo e di prendere le iniziative vedendo molto più lontano, prevedendo già 50 anni fa gli sviluppi che l’Europa, l’Africa e il mondo intero, avrebbero avuto nei decenni successivi. Questo, unitamente alle doti umane e carismatiche che Enrico Mattei ha dimostrato di avere, sempre basate su principi di una misericordia cristiana, che lo portava a motivare al massimo i suoi collaboratori, inculcandone uno spirito combattivo e, soprattutto, la cultura del fare (doti peculiari e determinanti del Marchigiano). Raffaeli ha confermato che proprio in questo modo Mattei ha contribuito a creare dei gruppi fortemente uniti e solidali, sia in AGIP che in ENI, dove al centro c’era però l’individuo ed il suo benessere, non solo lo sviluppo economico della società.
Infine, Carlo Tortarolo di ANPC Senigallia, portando i saluti e i ringraziamenti di ANPC nazionale, sottolinea che la nascita dell’ENI può essere vista come un evento che, dal punto di vista economico, può essere paragonabile al Rinascimento dal punto di vista artistico. Grazie a Mattei l’ENI è diventata una vera rivincita italiana in quanto si è fatta conoscere in Italia, in Europa e nel mondo come protagonista e non come comparsa; anche per questo Mattei è da considerarsi il più grande italiano di tutto il ‘900 e non a caso è stato definito come l’Italiano più conosciuto al mondo dopo Cesare Augusto. Infatti, non ha avuto timore di mettersi in contrapposizione con i “padroni del vapore” angloamericani e francesi che avevano altri interessi rispetto a quelli di Mattei. Tortarolo conclude invitando tutti ad essere “partigiani”, e non tifosi, prendendo esempio da quegli italiani che come Mattei hanno permesso all’Italia di rialzarsi in piedi e camminare a testa alta con dignità. Questo perché serve una nuova generazione di partigiani italiani in grado di ricostruire un’Italia in cui la testa non debba più essere abbassata.
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