ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

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Da oggi Roma è un po’ più bella

“In occasione della ricorrenza del bombardamento di San Lorenzo,  abbiamo inaugurato “Il Civico Giusto” dedicato a don Libero Raganella. Attraverso il qr code sul Civico sarà la parrocchia stessa a raccontare la storia del suo sacerdote durante quegli anni, attraverso la voce narrante di Valerio Mastandrea. Grazie a “mister” Claudio Ranieri per aver partecipato a questo lavoro, a Luca Barbarossa per la sigla finale e al Trio Monti per le musiche. Testi di Maria Grazia Lancellotti montaggio di Mirko Bertarelli.

Un grazie particolare al parroco Padre Gianni Tescaro per l’accoglienza, a Luca Pelosi e Rolando Galluzzi per il contributo storico e a Francesca Del Bello e Fabrizio Rufo per credere in questo progetto.

Per vedere questa e le altre storie: http://www.ilcivicogiusto.it

Roma Best Practices Award. Memorie. Una città, mille storie”.

19 luglio 2025. 82° anniversario bombardamento San Lorenzo – Roma

Al Parco Caduti del 19 Luglio 1943, questa mattina, cerimonia commemorativa per l’82° anniversario dei bombardamenti che devastarono il quartiere Tiburtino – San Lorenzo.

Il bombardamento segnò in modo drammatico la popolazione. L’obiettivo era colpire lo scalo ferroviario centrale di Roma, ma le oltre 4 mila bombe sganciate non risparmiarono il popolare quartiere.

Le bombe sganciate sulla zona provocarono 3.000 morti e 11.000 feriti, di cui 1.500 morti e 4.000 feriti nel solo quartiere di San Lorenzo. Circa 40.000 persone rimasero senza tetto, le loro case ridotte a macerie. La memoria di quella tragica giornata è ancora viva, soprattutto negli abitanti del quartiere, e le tracce di quella distruzione rappresentano l’orrore della guerra e del fascismo.

Per l’Anpc era presente il Consigliere Nazionale Aladino Lobardi e l’Alfiere Lucia Scagnoli con il medagliere dell’Associazione.

Recensione del libro “Carlo Bianchi”

Carlo Bianchi

“…agire per il bene, tuffarci nella carità”

Il nuovo libro di Anselmo Palini, Carlo Bianchi “Per un domani non solo di pane, ma di giustizia e di libertà” (Edit. AVE), raccoglie la straordinaria testimonianza di Carlo Bianchi, imprenditore milanese fucilato a Fossoli (12 luglio 1944) insieme a 67 oppositori al regime fascista.

Carlo Bianchi compie gli studi presso il collegio San Carlo di Milano, poi il Politecnico, cresce nell’Azione cattolica e nella Fuci. Stimolato dal cardinale Schuster si attiva per le persone disagiate sottoponendo al cardinale un promemoria per l’istituzione di un centro legale medico in aiuto ai milanesi provati dalle ripetute incursioni aeree. Tra il 1940 e il 1945, furono 60 i bombardamenti sulla città. Nel giorno dell’apertura del centro di assistenza, approvato dal cardinale Schuster, Carlo Bianchi scrive una lettera alla moglie Albertina. Bisogna: “agire per il bene, tuffarci nella carità… Appunto perché ho figli sento che occorre per loro salvare l’avvenire dell’Italia, della civiltà, della libertà, della dignità: per essi voglio dare il mio contributo alla ricostruzione del domani”. Con Teresio Olivelli, che ospita clandestinamente nella sua casa, Carlo Bianchi viene in contatto con il CNL di Milano. Prende parte alle prime forme di Resistenza e alla pubblicazione del foglio clandestino Il Ribelle. Con l’amico Olivelli viene arrestato il 27 aprile 1944 in piazza San Babila, portato a San Vittore e in seguito trasferito a Fossoli.

La figura di Carlo Bianchi per troppi anni è stata rimossa dalla memoria storica. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il 25 aprile 2017 a Carpi, pone fine all’oblio citando pubblicamente i nomi di tre milanesi: Carlo Bianchi, Jerzi Sos Kulczycki e Giuseppe Robolotti. Anche mons. Mario Delpini, al Campo della Gloria del Cimitero Maggiore di Milano, il 16 aprile 2019, ha ricordato la figura di Carlo Bianchi. Di fronte al male c’è chi si lamenta, chi si adagia adattandosi, chi si rassegna. “Altri – dice Mario Delpini – spaccano tutto! Siccome qualcosa è sbagliato allora distruggiamo tutto! Reagiscono al male con la violenza […] Io vorrei prendere spunto da Carlo Bianchi, questo partigiano antifascista, cattolico che ha fatto la Resistenza fino a quando è stato tradito, poi imprigionato e fucilato… c’è un modo un po’ speciale dei cattolici di buona volontà, di reagire a quello che è sbagliato: seminare il bene per combattere il male”. “Il richiamo a questi riconoscimenti – scrive Paolo Trionfini nella prefazione – non è un’appendice, diciamo così, estetica…ma rientra a pieno titolo nel volume, nel quale l’autore ha cercato di approfondire la scelta di Carlo Bianchi a favore della libertà e ne ha descritto il ricordo, il quale lo ha tratto fuori dall’”oblio”, tenendo insieme storia e memoria”.

Nella Resistenza, insieme ai comunisti, socialisti, liberali, monarchici, militari e apolitici c’è stato anche il contributo dei cattolici. Proprio nella storia di Carlo Bianchi la collaborazione con alcuni sacerdoti è stata fondamentale. Una peculiarità della Resistenza italiana, di fatto resistenza di popolo, è stata la partecipazione di sacerdoti e, senza imbracciare il fucile, delle suore che hanno salvato moltissime persone in pericolo: sbandati, renitenti alla leva, disertori, prigionieri, antifascisti, ebrei, partigiani. Per questo, nella storia della Resistenza, la testimonianza di Carlo Bianchi è importante perché collegata alla nascita delle formazioni cattoliche (Fiamme Verdi) in Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emila Romagna e Liguria, lottando  per il primato della libertà e della giustizia. Il libro termina con la postfazione curata da Carla Bianchi figlia di Carlo Bianchi.  10 luglio ’25                                                 Silvio Mengotto

12 LUGLIO 2025: 80 ANNI LIBERAZIONE DEL TARO E DEL CENO

Comunicato stampa

Di questi giorni le dichiarazioni pubbliche del ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara, che ha invitato l’Associazione italiana degli Editori – in nome del codice di autoregolamentazione della categoria – a valutare la correttezza delle informazioni riportate nel manuale di storia “Trame del tempo”, opera di Caterina Ciccopiedi, Valentina Colombi, Carlo Greppi e pubblicato dall’editore Laterza.

L’ANPC esprime preoccupazione per l’iniziativa, ravvisando un intento censorio nei confronti del libro, degli autori e dell’editore. Il codice di autoregolamentazione impegna in proprio i singoli editori, e non la loro associazione, al rispetto del pluralismo, alla non discriminazione e alla correttezza “delle fonti e dei dati utilizzati”, così come non prescrive alcuna verifica della correttezza delle valutazioni o interpretazioni proposte nei manuali scolastici.

Le libertà di espressione e di insegnamento sono tutelate dalla Costituzione e rappresentano un patrimonio indisponibile alla base della convivenza civile nella Nazione. La loro regolamentazione spetta alle leggi e al potere giurisdizionale.

La bontà dei contenuti del manuale in questione sarà valutata dal mondo della scuola, attraverso la decisione di adottarlo o meno.

Preoccupa particolarmente la pretesa da parte di un rappresentante del governo di esercitare un’esplicita forma di censura su prodotti scientifici in quanto contenenti giudizi storici sgraditi a chi detiene il potere, intervenendo senza seguire alcuna procedura, e attaccando un editore di grande serietà, che ha contribuito a formare la coscienza democratica del Paese.

Un percorso di lettura attraverso dei nuovi volumi dedicati a Balducci, Mazzolari, Turoldo, Dossetti e Milani

CULTURA – Pace e giustizia, la sfida dei preti di fontiera

In uno scenario in cui «la minaccia di morte» ci sta venendo incontro «come una selva di missili o come catastrofe dell’equilibrio ecologico», la nascita di un nuovo «uomo planetario» è l’unica possibilità per evitare la fine del mondo. La «profezia» di Ernesto Balducci è datata 1985, quando esce L’Uomo planetario, summa del pensiero dello scolopio toscano che ora meritoriamente, dopo 40 anni, l’editore Gabrielli ripubblica (L’uomo planetario. Etica laica e fedi religiose sul crinale apocalittico, a cura di Pietro Domenico Giovannoni, pp. 254, euro 18).

Balducci, e con lui Mazzolari, Turoldo, Dossetti e Milani appartengono a quel gruppo di «preti di frontiera», per anni osteggiati dalle gerarchie ecclesiastiche, che non hanno mai smesso di parlare ai credenti più aperti e ai laici disposti a confrontarsi con chi proviene da un mondo altro e, partendo dal Vangelo, affronta grandi temi come pace e giustizia.

OLTRE AL TESTO DI BALDUCCI, sono diverse le novità editoriali arrivate in libreria. Giorgio Vecchio, docente di Storia contemporanea all’università di Parma, pubblica il primo volume di quella che è la più completa biografia di Mazzolari (Don Primo Mazzolari. Una biografia. 1890-1932, Morcelliana, pp. 276, euro 25).

Lo studio di Vecchio supera le definizioni totalizzanti e contraddittorie che, a seconda dei tempi, sono state affibbiate al parroco di Bozzolo: «obbedientissimo», «ribelle», «tradizionalista», «innovatore». E delinea un profilo a 360 gradi di Mazzolari. «Sembra esserci sempre qualcosa di troppo in tutte queste definizioni – scrive l’autore – che finiscono per pietrificare una vita (che pure fu ricca di contraddizioni, come tutte le vite degli esseri umani), inchiodandola a una sola nota, positiva o negativa che sia».

SEMPRE DI MAZZOLARI, Edb pubblica La Resistenza dei cristiani (ancora a cura di Vecchio, pp. 124, euro 15) e recupera alcuni testi rari e preziosi sul carcere, tema centrale nell’azione pastorale del prete cremonese, richiuso per brevi periodi nelle galere fasciste (Oltre le sbarre, il fratello. Il carcere e la giustizia, a cura di Bruno Bignami e Umberto Zanaboni, pp. 136, euro 14). «Noi gente benpensante e ben vestita facciamo presto a trovare naturale che chi ha sbagliato paghi, quando al mattino, tra due sorsi di caffè, leggiamo sbadatamente la cronaca giudiziaria», scrive Mazzolari, con una prosa da cui emerge il volto dell’essere umano, del «fratello», sfigurato dalla gabbia del detenuto.

David Maria Turoldo. Vita di un poeta ribelle (Ts edizioni, pp. 368, euro 29) è il titolo del libro di Mario Lancisi, giornalista e scrittore che ha attraversato le vicende del cattolicesimo fiorentino conciliare e postconciliare. Non è una biografia «scientifica» (per questa c’è Mariangela Maraviglia, David Maria Turoldo. La vita, la testimonianza 1916-1992, Morcelliana) ma la storia di Turoldo e dei «folli di Dio» – a cui Lancisi anni fa dedicò un altro volume – che «incendiarono la Chiesa dell’onnipotenza di papa Pacelli e la società italiana del dopoguerra».

C’è un anno chiave, il 1954 (quando Turoldo fu esiliato a Firenze e Milani a Barbiana, mentre Montini, futuro Paolo VI, veniva allontanato dalla Segreteria di Stato vaticana e trasferito a Milano), e un blocco, quello del «partito romano», che sognava un cattolicesimo conservatore e un’alleanza tra Dc e destra fascista. Attorno a questo nodo si dipana la storia di Turoldo, attraverso i punti nodali della sua vita: la Resistenza, il Concilio, l’obiezione di coscienza alle armi e alla guerra, la poesia.

È UNA BIOGRAFIA POLITICA di Giuseppe Dossetti quella di Rocco Gumina, che analizza la fase dell’impegno di Dossetti nella Resistenza, alla Costituente e nella Dc – dove era il leader della sinistra sociale – nel 1958 abbandonata per la vita monastica.

“Il sangue degli Angeli”, un libro sul contributo dei cattolici nella Resistenza e nella Liberazione

Ricordando il nostro Presidente Beppe Matulli pubblichiamo questo video.

L’altra faccia della Resistenza e della Liberazione, quella dei sacerdoti cattolici uccisi dai nazifascisti e rimossi dalla memoria ufficiale. Un libro edito da Toscana Oggi col patrocinio di Città metropolitana di Firenze racconta, porta alla luce e fissa nella memoria storica anche questa faccia della medaglia. “Il Sangue degli Angeli. La faccia scomoda della Resistenza, il contributo dei cattolici per la libertà”, scritto da Marcello Mancini e Giovanni Pallanti, con l’introduzione del direttore di Toscana Oggi, Domenico Mugnaini è stato presentato giovedì 26 giugno nella Sala Luca Giordano di Palazzo Medici Riccardi a Firenze. Tra i relatori l’arcivescovo di Firenze monsignor Gherardo Gambelli, l’ex parlamentare Rosy Bindi e Matteo Mazzoni, direttore dell’Istituto storico della Resistenza. Per Città Metro Firenze è intervenuto il consigliere Massimo Fratini. Servizio, riprese e montaggio: Carlo Carotenuto Interviste:

  • Massimo Fratini, Consigliere delegato Città Metropolitana di Firenze
  • Marcello Mancini, giornalista
  • Rosy Bindi, ex Parlamentare

Alfredo Dall’Oglio diventerà “beato”

L’annuncio del riconoscimento del martirio di Alfredo Dall’Oglio in un articolo su Vita Trentina. Venerdì 20 giugno Papa Leone ha autorizzato il Dicastero per la Cause dei Santi a promulgare i decreti riguardanti i martiri della guerra civile spagnola e dei nazisti in Francia.

La Rosa Bianca – recensione del libro

La Rosa Bianca: storia di giovani per i giovani

Al Book Pride di Milano (22 marzo ’25) è stato presentato, in forma graphic novel, il libro La Rosa Bianca studenti contro Hitler. ( LA ROSA BIANCA Studenti contro Hitler). All’evento hanno partecipato Beniamino Delvecchio, illustratore, Fabio Caneri, membro dell’Associazione Rosa Bianca, ed Elisabetta Xausa, copresidente dell’associazione. Il racconto a fumetti della lucida e coraggiosa vicenda degli studenti che nella Germania nazista sfidarono Hitler distribuendo volantini sovversivi con il nome di Rosa Bianca.  Siamo nel 1942, quando il gruppo di studenti di Medicina dell’università di Monaco, guidati da Hans Scholl e la sorella Sophie, inizia la distribuzione di volantini contro Hitler e il Nazismo. Il piccolo gruppo fa tremare il regime sollevandosi contro la tirannia e le sue atrocità, in nome della civiltà.

La tirannia nazista e l’apatia dei cittadini tedeschi di fronte ai crimini abominevoli del regime indignavano i membri della Rosa Bianca. Credevano che lo Stato non potesse mai sopprimere le libertà fondamentali, basandosi sul principio che «tutto può essere sacrificato per il bene superiore dello Stato, tutto tranne ciò che lo Stato stesso deve servire. Perché non è mai un fine in sé stesso».

la storia dei giovani della Rosa Bianca può affascinare i giovani di oggi per diversi motivi. In primo luogo si tratta di: “una storia di amicizia – dice Elisabetta Xausa -.  Per questo tempo di solitudine oggi l’amicizia è una delle grandi vie di salvezza. Perché è una storia dove questi ragazzi hanno un contatto con la natura, oggi così violata, proprio dal contatto benefico che la natura ci dona viene una indicazione bella e forte”.

D. Amicizia, natura, ci sono altri motivi?  “Certamente. E’ un’amicizia dove la cultura è nutrimento, un piacere per l’animo che ne ha profondamente bisogno. E’ anche una storia di profondità, parola alla quale potremmo affiancare quella della spiritualità tra amici alla ricerca della verità. Tutto questo si inserisce nel profondo amore per la libertà. La libertà di uscire, cantare, ascoltare una musica. Libertà che oggi dobbiamo imparare a rinominare. Oggi la libertà sembrerebbe legata all’acquistare al possesso, fare ciò che voglio a prescindere dalle conseguenze che questo può avere sugli altri. Anche la sfida della parola libertà, sulla quale questi giovani hanno, volontariamente e pacificamente, immolato la propria esistenza, credo valga la pena conoscere la loro storia”

D. Nei volantini i giovani della Rosa Bianca parlano dell’Europa. Non crede sia un tema di straordinaria attualità?  “I giovani della Rosa Bianca si sono trovati schiacciati nella seconda guerra mondiale, ma questa situazione ha dato la spinta per riflettere sulle cause dei conflitti mondiali e sulle cause dei nazionalismi, quindi sulla necessità di ripensare a un tipo di governo diverso e democratico. Oggi i nazionalismi, l’Europa e il federalismo sono quanto mai attuali. I neo-nazionalismi, i populismi interpellano il ruolo dell’Europa in maniera radicale e problematica. La storia di questi giovani ci suggerisce di capire quali siano, oggi, gli anticorpi al nazismo e al fascismo. Credo che la riflessione importante sull’Europa, la si deve anche ai giovani della Rosa Bianca”.

Marzo ’25                                                  Silvio Mengotto

Le attività di giugno dell’ANPC di Bergamo

2 giugno2025 – L’ANPC di Bergamo è stata presente alla cerimonia celebrativa che si è svolta sotto la Torre civica alla presenza di un folto pubblico. Discorsi delle autorità: Prefetto, Sindaca, e Vescovo (sempre presente alle manifestazioni civiche della città). Premiazioni con onorificenze al merito della Repubblica per 12 cittadini che si sono distinti per il loro impegno sociale. Oltre il valore della celebrazione ritengo utile l’occasione di incontro e scambio pareri con altre associazioni umanitarie per valutazioni operative future, magari in collaborazione.

4 giugno 2025 – L’ANPC di Bergamo presente al Famedio del Cimitero Monumentale di Bergamo per lo scoprimento di una lapide in onore di ” Elisabetta Ambiveri” una donna tra le figure più luminose della storia bergamasca del novecento.  Oltre essere stata una grande Partigiana si è spesa in ogni campo di assistenza e aiuto ai bisognosi meritando ampiamente la medaglia d’oro al merito civico. Gli studenti presenti hanno orgogliosamente raccontato la sua vita.

6 giugno 2025 – L’ANPC di Bergamo ha partecipato alla cerimonia di “intitolazione del GIARDINO DEI GIUSTI” nel giardino della scuola media di Torre Boldone (BG) a Don Tranquillo Dalla Vecchia grande e importante figura nella Resistenza. Si prodigo per aiutare i perseguitati e gli ebrei offrendo loro assistenza, rifugio, e facilitando la loro fuga verso la Svizzera.  Ammirevole il lavoro dei ragazzi che coordinati dalla dirigenza della scuola si sono impegnati in un lavoro di ricerca storica e di realizzazione del “loro GIARDINO DEI GIUSTI ” sul vecchio ulivo presente a scuola. Sembravano veramente consapevoli del significato del loro lavoro. L’ANPC è stata riconoscente alla scuola per il graditissimo invito alla condivisione di memorie resistenziali.

7 giugno 2025 – Nella finalità di collegare la cultura e l’arte alla lotta per impegno civico di democrazia nel ricordo della Resistenza l’Anpc ha organizzato una visita al museo d’arte Gabanelli a Zogno (BG): un museo di quadri, sculture, mobili campane, organi antichi ecc. raccolti dal nostro Ex Presidente nella sua vita. Oltre che l’aspetto storico abbiamo rivissuto i suoi insegnamenti. Parlava malvolentieri degli episodi violenti del periodo fascista, esortava piuttosto alla mediazione pacifica contro l’odio e la violenza, concludendo venite a vedere che bel quadro che ho trovato. L’arte dà serenità e ci insegna i veri valori.

Marina Pighizzini

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