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Giornata della memoria 2017 ad Alatri

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Giorno della Memoria 2017 a Torino

GIORNATA DELLA MEMORIA FIACCOLATA

Dalla lapide dell’A.N.ED. della  stazione di PORTA NUOVA

alle celle dei condannati a morte del Museo del carcere LE NUOVE

PROGRAMMA

Venerdì 27 Gennaio 2017, ore 10.00-12.00 

ore 9.45-10.00:

ritrovo presso la lapide dell’A.N.ED. di fronte all’attuale binario 17 (ingresso da Via Sacchi).

  • Ricordo dei deportati.
  • Deposizione di una corona.
  • Silenzio. 

ore 10.15:

  • uscita del corteo da Via Sacchi.
  • Viale di corso Vittorio Emanuele.
  • Via Paolo Borsellino.
  • Ingresso Museo del carcere.

ore 11.15:

  • Strada di Ronda: Sosta davanti alle fotoceramiche
  • Braccio Femminile: Omaggio a tutti bambini ebrei imprigionati e alle donne deportate.
  • Ricordo di Suor Giuseppina De Muro.
  • Famigerato Braccio Tedesco:  Commemorazione dei deportati poco noti.
  • Silenzio davanti alla cella del Beato Giuseppe Girotti. 

ore 12.00:

  • Deposizione dei lumini alle celle dei condannati a morte.
  • Preghiera del deportato.
  • Silenzio.

 

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Giorno della memoria: 27 Gennaio 2017

gmL’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra  anche quest’anno celebrerà solennemente la data che ricorda lo sterminio e le persecuzioni del popolo ebraico, nonché dei deportati militari politici italiani nei campi nazisti.

La manifestazione avrà luogo venerdì 27 gennaio alle ore 16,00 presso l’Auditorium della Casa Madre del Mutilato di Guerra, in Piazza Adriana, 3 a Roma.

Sarà celebrato il Giorno della Memoria con la partecipazione di alcuni sopravvissuti a quella tragedia.

L’incontro si svolgerà alla presenza dei massimi dirigenti nazionali associativi, di Autorità civili e militari e di numerosi studenti. L’ANPC parteciperà.

CENTENARIO DELLA NASCITA DEL VENERABILE TERESIO OLIVELLI

CONFERENZA DEL 13 DICEMBRE 2016

Nella splendida cornice della sede dell’ANMIG a Piazza Adriana presso la Sala Pietro Ricci il 13 Dicembre abbiamo commemorato la figura di Teresio Olivelli, nel centenario della sua nascita.

Ha coordinato l’incontro Laura Dionisi del Gruppo di Volontariato Vincenziano della Parrocchia di San Ponziano. I relatori sono stati: Giovanni di Peio, autore del libro “Teresio Olivelli – tra storia e santità”; Vincenzo Secci della Società San Vincenzo dè Paoli; Padre Michele Pischedda assistente ecclesiastico della FUCI e sacerdote in cura d’anime presso l’Oratorio della pace di Brescia; Giovanni Bianchi, Presidente Nazionale ANPC.

Dopo le presentazioni prende la parola il Prof. Di Peio che sottolinea l’importanza del profilo umano e spirituale di Teresio Olivelli: egli morì a soli 29 anni e si spese per il suo prossimo senza sosta, convinto che in ogni circostanza bisognasse dare il proprio contributo nella società affinchè le persone si potessero avvicinare a Dio.

E’ importante inserire la sua figura nel contesto storico che stava vivendo, l’epoca del regime fascista per capire come egli, percorrendo migliaia di km, ha sempre coinvolto chiunque gli stesse accanto, anche nei lager, dove i detenuti videro la sua presenza provvidenziale. Egli conoscendo il tedesco potè aiutare tantissime persone a difendersi dalla terribile disciplina dei lager. Quando i tedeschi capirono questa sua leadership lo punirono e lo misero ai lavori forzati. Morì il 17/01/145 al termine di una lunga agonia dopo un calcio preso per difendere un giovane ucraino.  Le sue testimonianze le più significative sono la Preghiera del ribelle e la lettera ai genitori.

(Clicca qui per leggere l’abstracht della relazione del Prof. Di Peio centenario-di-teresio-olivelli_relazione-prof-di-peio ).

Anche il Dottor Vincenzo Secci, dopo aver portato i saluti del Presidente della Società San Vincenzo dè Paoli, ribadisce che tutta la vita di Teresio Olivelli è una espressione di Vangelo vissuta nell’aiuto degli altri. Era iscritto ad una conferenza vincenziana  appena diciassettenne per aiutare i poveri. (Ecco qui la relazione del Dott. Secci teresio-olivelli_relazione-secci ).

Padre Pischedda ci parla di Teresio Olivelli come uomo di fede impegnato nella storia del proprio Paese. (Ecco qui la sua relazione:

Prende la parole infine Giovanni Bianchi : “Nel regime fascista dove c’è solo morte la figura di Teresio Olivelli dà una forza di vita enorme. La cosiddetta “zona grigia” della Resistenza, di colore che combattevano senza odiare ma per difendere,  non è assolutamente tale perché ha i mille colori di tanti cattolici, in primis Teresio Olivelli, che abbiamo il dovere di far conoscere”. (Ecco la sua relazione: relazione-giovanni-bianchi_teresio-olivelli ).

La passione e la profondità degli interventi hanno reso questo incontro davvero emozionante ed importante. La commemorazione finisce con un Padre Nostro.

Auguri Natale 2016

Il Presidente Giovanni Bianchi e tutto il Direttivo Nazionale fanno di cuore i loro migliori auguri per le prossime festività a tutti i soci, amici e simpatizzanti.

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VERBALE DELLA RIUNIONE DEL CONSIGLIO NAZIONALE

 

 

Martedì 13 Dicembre 2016, alle ore 14:00 presso la Sede nazionale a Piazza Adriana 3 in Roma si  è riunito il Consiglio Nazionale  dell’ANPC con il seguente Ordine del giorno:

 

  • Comunicazioni del Presidente Nazionale
  • Rendiconto del progetto: Resistenza 70. Bilancio Convegni e lancio piattaforma multimediale.
  • Tesseramento 2017.
  • Situazione varie sezioni. Proposte collaborazioni.
  • Varie ed eventuali.

 

Sono presenti: Giovanni Bianchi, Angelo Sferrazza, Marina Pighizzini, Carla Bianchi Iacono, Aladino Lombardi, Giorgio Prinzi, Pino Ferrarini, Caterina Iapoce.

Assenti giustificati con delega: Andrea Rossi, Carlo Costantini, Antonio Cipolloni, Lino Garlini, Carla Roncati, Annamaria Cristina Olini, Wanda Roncati, Maurizio Gentilini.

 

  • Comunicazioni del Presidente Nazionale

Il Presidente Bianchi, dopo i saluti di benvenuto, apre la riunione con sentimenti di apprezzamento per la commemorazione di Teresio Olivelli, nel centenario della sua nascita, avvenuta la stessa mattina presso la nostra sede. È nostro preciso impegno divulgare incontri di questa natura e di così alto spessore culturale, inseriti perfettamente nel loro contesto storico, ma con un forte messaggio di esaltazione di quei valori che ci contraddistinguono, messaggio che oggi più che mai risulta attuale.

Annuncia poi l’uscita del suo prossimo libro: “La Resistenza quotidiana”, che forse presenteremo per la data del 25 Aprile.

 

  • Rendiconto del progetto: Resistenza 70. Bilancio Convegni e lancio piattaforma multimediale.

Il Presidente Bianchi riassume l’ottimo lavoro del Progetto Resistenza70: sia per il successo dei Convegni realizzati a Roma, Torino e Milano, sia per la piattaforma multimediale che è un perfetto raccoglitore di fonti, ordinate criticamente ed accuratamente selezionate, ma soprattutto un ottimo strumento di divulgazione. Il nostro impegno futuro deve essere rivolto a continuare questo lavoro di raccolta di testimonianze ancora sconosciute, di riorganizzazione delle fonti. la diffusione e la comunicazione restano un focus di primaria necessità.

Angelo Sferrazza sottolinea fortemente questo ultimo aspetto: molti non sanno nemmeno che esistiamo come Associazione o peggio ancora, molti, soprattutto giovani, non sanno nulla della Resistenza cattolica.

Pino Ferrarini insiste sull’importanza di dare il giusto risalto a personaggi e storie ancora sconosciute. Giorgio Prinzi propone di recuperare anche i diari delle varie parrocchie per raggiungere questo intento. E sottolinea l’importanza di coinvolgere tutto il territorio nazionale, anche il sud, dove, si sente più forte in questo periodo una attenzione a 360° verso la riscoperta di ideali e valori.

Angelo Sferrazza riassume il successo del Convegno di Torino. Emerge da tutti che il dato più significativo è stata la partecipazione degli alunni. Dobbiamo trovare il modo di arrivare ai giovani e la via di accesso più significativa è la scuola.

Pino Ferrarini, ricordando una iniziativa analoga avvenuta in passato per la sensibilizzazione verso la questione ebraica, lancia la proposta di preparare un video ed una lezione guida sulla Resistenza, in particolare quella cattolica, da presentare al MIUR ed Ministero dell’Istruzione per portarla nelle scuole.

Carla Bianchi Iacono presenta il successo del Convegno di Milano. Esalta l’ottimo lavoro dei relatori ed anche qui la presenza dei giovani del liceo che hanno partecipato al Convegno.

  • Tesseramento 2017.

Tutti espongono le difficoltà reali per allargare il numero dei soci. La migliore via possibile sarebbe quella di creare sinergie e cootesseramenti con associazioni cattoliche di ampio spettro come Acli e Cisl. Fare proposte di collaborazione avrebbe enormi vantaggi, ma incontra la difficoltà attuale della crisi dell’associazionismo che vivono purtroppo tutte le associazioni. In ogni caso bisogna ad ogni evento organizzato ed on-line di lanciare la proposta di tesseramento.

  • Situazione varie sezioni. Proposte collaborazioni.

Marina Pighizzini espone la situazione della Sezione di Bergamo. I soci si stanno estinguendo per via dell’età e c’è una enorme difficoltà di coinvolgimento di persone giovani. Bisogna entrare nelle scuole con una proposta concreta e strutturata.

Sferrazza propone di cercare di presentarsi con proposte di iniziative comuni alle organizzazioni cattoliche.

Aladino Lombardi sottolinea l’importanza di creare progetti comuni anche con le altre Associazioni combattentistiche e propone la creazione di un protocollo di intesa con il Ministero della Cultura.

In merito alla sinergia con altre Associazioni Carla Bianchi espone un Convegno promosso dall’ANED sui martiri di Fossoli al quale parteciperà come relatrice e rappresentante ANPC.

Carla Bianchi Iacono  inoltre pensa ad una possibile collaborazione con il mondo dello scoutismo con particolare riferimento alle Aquile Randagie.

 

 

 

Conferenza stampa “Verità e giustizia per le stragi naziste del 1943-1945”

“Si renda  giustizia alle oltre 15.000 vittime delle stragi nazifasciste, avvenute in Italia dal 1943 al 1945, e ai loro familiari che ancora oggi attendono che le sentenze di condanna all’ergastolo dei criminali nazisti, emesse da tribunali italiani, siano eseguite e accolte dalla Germania”.

E’ stato chiesto oggi nell’aula della Camera dei Deputati nella discussione della Mozione (presentata dal deputato PD Andrea De Maria),  affinché l’Italia si impegni a far eseguire le condanne e a ottenere i risarcimenti alle vittime delle stragi nazifasciste.

Dopo la vicenda dell’occultamento dei 695 fascicoli sugli eccidi, rinvenuti “nell’armadio della vergogna” solo nel 1994, i tribunali italiani hanno potuto emettere sentenze definitive nei confronti dei colpevoli delle stragi a cui sono stati comminati 59 ergastoli. Ma nessun criminale nazista risulta aver scontato un solo giorno di pena. La Germania ha negato sia la loro estradizione sia l’esecuzione della condanna penale sul suo territorio dichiarando illegittime, nel 2013,  le sentenze italiane

Con questa mozione si impegna il Governo a non chiudere, moralmente, l’armadio della vergogna una seconda volta. E’ indispensabile accostare al ricordo il dovere di riconoscere le responsabilità del proprio passato, non solo durante gli anniversari, ma nel rispettare, nei fatti, il diritto alla giustizia delle vittime.

I rappresentanti delle Associazioni combattentistiche e partigiane hanno seguito la discussione della mozione. Per l’ANPC ha partecipato il Segretario Nazionale Maurizio Gentilini. E’ seguito un incontro con la vicepresidente della Camera Marina Sereni.Ecco il link della conferenza stampa:  https://www.radioradicale.it/scheda/494096/conferenza-stampa-verita-e-giustizia-per-le-stragi-naziste-del-1943-1945

“Bisagno” su Rai Storia

bisagno_locandina_a5Domani sabato 3 dicembre alle ore 21.10 su Rai Storia (canale 54 del digitale terrestre) andrà in onda il film documentario “Bisagno” sul comandante Aldo Gastaldi.

Si allega il comunicato stampa, con preghiera di diffusione: comunicato_stampa-bisagno_raistoria

Le nostre più vive congratulazioni per questo bel  lavoro a Marco Gandolfo che lo ha realizzato.

CENTENARIO DELLA NASCITA DEL VENERABILE TERESIO OLIVELLI

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E’ morto Claudio Pavone: aprì lui il dibattito sulla Resistenza come guerra civile

Aveva 95 anni, la sua opera ‘Una guerra civile’ è stato uno snodo centrale della storiografia sugli anni tra il 1943 e il 1945

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ROMA – È scomparso a Roma Claudio Pavone, tra i più autorevoli storici italiani e uno degli ultimo grandi maestri del Novecento. Classe 1920 – avrebbe compiuto 96 anni domani 30 novembre – è autore di libri importanti, capaci di cambiare lo sguardo sulla storia. Nel suo lavoro più celebre, Una guerra civile(1991 Bollati Boringhieri), sostenne che la Resistenza oltre a essere una guerra di liberazione dai nazifascisti fu anche una guerra civile tra italiani.

Una lettura profondamente innovativa, che non mancò di suscitare discussione nelle file del partigianato. Ma gli argomenti usati da Pavone – e la sua specchiata biografia di resistente – finirono per risultare più forti rispetto alle critiche. E oggi quel suo lavoro figura come un titolo spartiacque, capace di segnare gli studi storici e il senso comune intorno alla guerra partigiana.

Nato pochi anni prima dell’avvento di Mussolini, Pavone crebbe sotto la dittatura che non gli impedì di maturare una coscienza civile: l’8 settembre 1943, a Roma, assiste al disfacimento delle forze armate e dell’apparato statale, prende contatti con il Psiup –  Partito Socialista d’Unità Proletaria – e diventa assistente di Eugenio Colorni, figura storica dell’antifascismo. Il 25 aprile del 1945, giorno della liberazione, Pavone è a Milano: di quella giornata ricorderà l’incredibile anarchia, “tra pulsione di festa e spettacolo di morte”. Misura e sensibilità resteranno componenti fondamentali di una personalità colta ed elegante, che avrebbe coltivato la sua passione civile attraverso lavori storiografici fondamentali.

Per moltissimi anni, nel dopoguerra, svolse il lavoro di archivista. Ebbe un ruolo importante nella sistemazione dell’Archivio Centrale dello Stato. La frequentazione con i documenti gli consente di approfondire il suo interesse per la storia. Dalla metà degli anni Settanta riceve un incarico all’università e fino alla pensione sarà professore a Pisa. La prima opera rilevante sul piano storiografico si intitola “La continuità dello Stato: Istituzioni e uomini”: lo studioso vi sostiene la tesi della continuità dello Stato, degli apparati burocratici e dei funzionari, nel passaggio tra il regime fascista e la democrazia. Tesi storiografica innovativa che inaugurò un nuovo filone della ricerca anche sul piano metodologico (allo stesso tema è dedicato  il volume più recente “Alle origini della Repubblica”).

La sua opera più famosa porta come sottotitolo “Saggio storico sulla moralità nella Resistenza”. Ricchissimo di materiale documentario, e forse anche frutto dell’esperienza diretta vissuta da combattente, il libro punta per la prima volta la lente storiografica sulle motivazioni, i comportamenti, le aspettative dei partigiani. Un’opera cardine della storiografia, che “sdogana” la nozione di guerra civile, fino a quel momento invalsa soltanto nella pubblicistica neofascista. La Resistenza secondo Pavone è stata una triplice guerra: patriottica contro l’invasore tedesco, civile tra italiani fascisti e italiani antifascisti, e di classe tra rivoluzionari e classi borghesi. Non mancarono le polemiche, ma Pavone ebbe dalla sua parte figure antifasciste della statura di Vittorio Foa e Norberto Bobbio, che aveva partecipato all’elaborazione dell’opera.

Caposcuola di un revisionismo di sinistra, Pavone non avrebbe poi esitato a intervenire nella battaglia politico-culturale contro un “neorevisionismo” anti-antifascista che voleva deformare la storia d’Italia, rendendola più adatta al nuovo corso politico inaugurato nel 1994 da Silvio Berlusconi e i postfascisti.

Intellettuale rigoroso, fu allergico alle “sciatterie” di ricostruzioni storiche strumentali. E tra le imprese cui teneva di più era anche la sua rivista “Parolechiave”, con cui indagava i temi della contemporaneità. Sposato, tre figlie, ha poi incontrato la seconda moglie, la storica Anna Rossi-Doria, con cui ha condiviso tantissimi anni di amore e di ricerca.

(di SIMONETTA FIORI. Pubblicato su “La Repubblica” al link: http://www.repubblica.it/cultura/2016/11/29/news/morto_claudio_pavone_storico_guerra_civile_italia-153069226/?ref=HREC1-5 ).

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