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Oggi Tina Anselmi avrebbe compiuto 99 anni

Oggi, 25 marzo 2026,Tina Anselmi avrebbe compiuto 99 anni, ma purtroppo ci ha lasciato dieci anni fa il 1° novembre 2016.

Tina Anselmi è stata una partigiana durante la Seconda Guerra Mondiale e ha continuato a lottare per i diritti delle donne e la democrazia anche dopo la guerra.

La sua memoria resta viva e luminosa anche nelle nuove generazioni che non l’hanno direttamente conosciuta, ma sanno che è stata la madre della legge sulla parità nel lavoro tra uomo e donna, del Servizio Sanitario Nazionale, della legge sulla psichiatra,  della battaglia contro la P2 a difesa della democrazia e della libertà delle istituzioni.

Una figura fondamentale nella storia italiana. Chi ha avuto l’onore e la gioia di conoscerla, di condividerne l’impegno politico di cristiano democratica  e di averla tra le maestre politiche, deve continuare a trasmetterne i valori e le sue idee.

24 marzo 2026: 82° anniversario eccidio Fosse Ardeatine

Oggi, 14 marzo, è stata celebrata la cerimonia per ricordare le 335 vittime della strage delle Fosse Ardeatine avvenuta nel 1944, quando i nazisti trucidarono civili, militari italiani, prigionieri politici, ebrei, o detenuti comuni. In occasione dell’ottantaduesimo anniversario, il presidente della Repubblica ha deposto una corona di alloro al sacrario che ospita chi perse la vita.

In questo luogo altamente simbolico e consacrato alla memoria dei caduti per la libertà e la giustizia, l’anniversario è occasione di ulteriore riflessione e rinnovato impegno comune nella difesa dei valori più alti, da trasmettere alle nuove generazioni. Insieme alle più alte cariche dello Stato, Autorità civili e militari e i rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e Partigiane. Per l’Anpc era presente l’Alfiere Lucia Scagnoli con il Medagliere dell’Associazione ed il Consigliere Nazionale Aladino Lombardi assieme a Giuseppe di Fede.

L’ANPC DI BERGAMO HA PARTECIPATO ALLE CELEBRAZIONI IN RICORDO DELLE VITTIME DEL COVID

Si sono svolte la mattina del 18 marzo a Bergamo le cerimonie istituzionali per la Giornata Nazionale in memoria delle Vittime del Covid-19, per ricordare le persone scomparse durante la pandemia e rinnovare la memoria collettiva di quanto accaduto.
Il 18 marzo, data scelta a livello nazionale per commemorare le vittime dell’epidemia, per Bergamo non è solo una ricorrenza istituzionale, ma un giorno profondamente inciso nella memoria collettiva della città.

Le celebrazioni hanno preso avvio alle ore 10 al Cimitero Monumentale, sul sagrato della Chiesa di Ognissanti, e sono proseguite sul piazzale Famedio, dove si sono svolti gli interventi istituzionali. Alle ore 12.30 le commemorazioni si sono spostate al Parco “Martin Lutero” alla Trucca, presso il Bosco della Memoria, con la deposizione di una corona di fiori e gli interventi musicali eseguiti da oltre 100 studenti della Scuola primaria e secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo Muzio di Bergamo.

Ribadito da tutti gli oratori che si sono succeduti la necessità di tenere viva la memoria di quei drammatici giorni per farne responsabilita’ ogni giorno. Momenti di intensa commozione partecipati anche dai giovani delle scuole medie e superiori.

17 marzo 2026: Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera, celebrata il 17 marzo, ha reso omaggio al Milite Ignoto, all’Altare della Patria a Roma. Il Capo dello Stato, accompagnato dal Ministro della Difesa, Guido Crosetto, dopo aver ricevuto gli onori militari, ha deposto una corona d’alloro sul sacello del Milite Ignoto. Alla cerimonia hanno preso parte il Presidente del Senato Ignazio La Russa, il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, e il Presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso. Erano presenti, inoltre, autorità civili e militari, rappresentanti Interforze e delle Associazioni combattentistiche e d’Arma. Per l’Anpc era presente L’Alfiere Lucia Scagnoli con il Medagliere ed il Consigliere Nazionale Aladino Lombardi.

PROGETTO DI EDUCAZIONE CIVICA dal titolo:“SULLE ORME DI DON BOREA”

Proseguendo le iniziative nelle scuole per far conoscere i cattolici che hanno portato il proprio contributo alla costruzione del nostro Paese, anche a costo della vita, il prossimo 8 aprile 2026 si terranno una serie di incontri a cui prenderanno parte gli alunni dell’Istituto Comprensivo Carpaneto-Gropparello nell’ambito del PROGETTO DI EDUCAZIONE CIVICA dal titolo:“ …SULLE ORME DI DON BOREA…” (don Giuseppe Borea, uno dei 6 sacerdoti piacentini uccisi durante la lotta di liberazione e per il quale ANPC Piacenza ha chiesto l’avvio del processo diocesano di beatificazione).

Il programma, che si sviluppa lungo i luoghi della montagna piacentina che più hanno vissuto la fase Resistenziale, prenderà il via con l’introduzione della dott.ssa Roberta Gulieri Dirigente scolastica e poi si svilupperà attraverso un percorso che passerà prima dal Municipio di Gropparello, con visita alla targa di don Giuseppe Borea e i saluti del Sindaco Armando Piazza.

Dopodichè in pullman ci si recherà alla Chiesa di San Bartolomeo con visita alla lapide nel cimitero di Obolo, per proseguire al Passo dei Guselli con visita al monumento ai caduti e al cartello commemorativo di don Borea e Incontro con gli studenti della scuola Secondaria di Morfasso, il saluto del Sindaco Paolo Calestani e l’intervento di Andrea Losi, Presidente del Museo Resistenza Piacentina. Ci si recherà quindi a Bramaiano per la visita all’ospedale militare della Resistenza “Preventorio Chiapponi” e a seguire arriveremo a Bettola con sosta nella nuova via intitolata a don Giuseppe Borea, incontro con gli studenti della scuola media statale Enrico Fermi e saluto del Sindaco Paolo Negri.

Tre vallate, tre scuole, tre sindaci, una sessantina di ragazzi, sei docenti accompagnatori, un importante sforzo organizzativo per il quale dobbiamo in particolare ringraziare il vice presidente ANPC Piacenza, Giuseppe Borea, nipote del sacerdote che concluderà la giornata.

Allegata la locandina con la descrizione delle attività

    Mario Spezia
presidente provinciale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani di Piacenza

16 marzo 1978: il rapimento di Aldo Moro

Ricordiamo che il 16 marzo 1978, in via Fani a Roma, le Brigate Rosse rapirono Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana, uccidendo i cinque agenti della scorta: Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera, Francesco Zizzi e Raffaele Iozzino. L’agguato avvenne mentre Moro si recava in Parlamento per il governo Andreotti IV. 

Con il rapimento di Aldo Moro, ucciso poi dopo 55 giorni di prigionia, si apre una delle pagine più drammatiche della storia italiana, spesso indicata come il momento in cui la “Prima Repubblica” entra in una crisi profonda e irreversibile, che porterà alla sua fine. 

Il doveroso ricordo ci impone una preziosa partecipazione alla vita politica e civile per promuovere lo stile che fu di Moro e di quella generazione di governanti che usarono il metodo del dialogo e del confronto invece del linguaggio sboccato e violento che cateterizza il dibattito odierno. Segnatamente Moro insegna che la politica estera deve essere coinvolgente per tutte le forze parlamentari.

8 marzo 2026: inaugurato il progetto “Vie Maestre”

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, l’8 marzo 2026 è stato ufficialmente inaugurato a Villaga il progetto “Vie Maestre”, promosso da ANMIG in collaborazione con Toponomastica femminile e ANPC.

L’iniziativa nasce nel quadro delle celebrazioni per l’80° anniversario del diritto di voto alle donne italiane (1946–2026) e dell’elezione delle 21 donne all’Assemblea Costituente, le Madri Costituenti. Obiettivo del progetto è onorare la loro memoria, valorizzare il contributo femminile alla nascita della Repubblica e trasmettere alle nuove generazioni il significato profondo della partecipazione civica e democratica. Il progetto si inserisce in un più ampio percorso di riflessione condivisa tra istituzioni, associazioni, enti locali e cittadini, con l’intento di rendere visibile e permanente il ruolo svolto dalle donne nella costruzione della democrazia italiana e nella redazione della Costituzione. La memoria storica viene così riconosciuta come bene comune, fondamentale per la costruzione di una società più giusta, equa e consapevole. In tale prospettiva, la scelta di dedicare luoghi pubblici – parchi, giardini, vie, piste ciclabili, monumenti e spazi simbolici – alle Madri Costituenti rappresenta un gesto concreto per restituire loro visibilità nello spazio urbano e nella coscienza collettiva, trasformando tali luoghi in punti di riferimento per la cittadinanza e, in particolare, per le giovani generazioni.

La cerimonia si è aperta con i saluti alle autorità, alle associazioni d’arma e combattentistiche, al Gruppo Alpini di Villaga e ai rappresentanti della Croce Rossa Italiana. A seguire, l’esecuzione dell’Inno di Mameli, interpretato alla fisarmonica dal Maestro Giuliano Fracasso, direttore dell’Orchestra e Coro di Vicenza.

Lo scoprimento dell’insegna commemorativa è stato un momento toccante: la presidente ANMIG di Vicenza, Adriana Bonelli, ha voluto come “madrina” Valentina Magrin, nipote di Tina Anselmi ed intervenuta alla cerimonia in rappresentanza dell’ANPC. Valentina Magrin ha portato i saluti dell’ANPC e una testimonianza personale, ricordando con emozione il contributo della zia nella lotta partigiana e nella difesa dei diritti delle donne. Ha inoltre sottolineato il valore simbolico del luogo dell’inaugurazione, richiamando il ruolo di staffetta partigiana della zia. La Presidente nazionale ANPC, Mariapia Garavaglia, ha inviato un messaggio per l’inaugurazione: «Mi associo idealmente ed esprimo sincero apprezzamento, anche a nome di tutta l’ANPC, per la decisione di dedicare spazi della città alle “Maestre”, donne che dal voto del 2 giugno 1946, e già durante la Resistenza e la Costituente, sono state maestre di vita. Hanno assunto responsabilità e mostrato coraggio, compiendo scelte che hanno messo a repentaglio le loro vite. Testimoni della democrazia conquistata, continuano a esortarci a essere vigili nella difesa dei diritti, dei doveri e dei principi che tutelano la dignità inviolabile della persona. Chiunque legga le targhe con i nomi delle “Maestre”, soprattutto i giovani, si chieda chi erano e cosa fecero, traendo ispirazione per il tempo che ci è dato vivere, un tempo che richiede ancora il coraggio della testimonianza».

A conclusione della cerimonia, tutte le donne presenti sono state omaggiate con un mazzetto di mimose e un bigliettino che cita una celebre frase di Tina Anselmi:«Quando le donne si sono impegnate nelle battaglie, le vittorie sono state vittorie per tutta la società. La politica che vede le donne in prima linea è politica d’inclusione, di rispetto delle diversità, di pace».

10 marzo 1946: le donne italiane votarono per la prima volta

Il 10 marzo 1946 le donne italiane votarono per la prima volta, e che occasione importante! Elezioni amministrative, e le donne si presentarono alle urne per eleggere i sindaci. Un grande passo verso l’uguaglianza.
Circa il 71,6% della popolazione italiana partecipò alle votazioni, che si svolsero in più turni tra la primavera e l’autunno di quell’anno.
Per quanto riguarda le sindache, furono elette 6 donne:

  • Ada Natali a Massa Fermana (Marche)
  • Ninetta Bartoli a Borutta (Sardegna)
  • Lydia Toraldo Serra a Tropea (Calabria)
  • Elena Tosetti a Fanano (Emilia-Romagna)
  • Ottavia Fontana a Veronella (Veneto)
  • Margherita Sanna a Orune (Sardegna)
    Inoltre, oltre 2.000 donne furono elette nei consigli comunali italiani

10 marzo 2026: 50 anni fa la scomparsa di Attilio Piccioni

Oggi, 10 marzo, si commemora il 50° anniversario della scomparsa di Attilio Piccioni, un grande statista italiano nato a Poggio Bustone, Rieti, il 14 giugno 1892. Piccioni fu un protagonista importante della Resistenza e della costruzione della Repubblica italiana. Fu segretario politico della Democrazia Cristiana dal 1946 al 1949 e vicepresidente del Consiglio dei ministri in diversi governi, tra cui quelli di De Gasperi e Fanfani. Inoltre, fu ministro degli Esteri dal 1954 al 1954 e dal 1962 al 1963.
L’ANPC, Associazione Nazionale Partigiani Cristiani, ricorda oggi la sua figura e il suo contributo alla storia d’Italia.

La Festa della Donna 2026 a Bergamo

A Bergamo la Festa della Donna è stata ricordata con una grande varietà di iniziative tutte interessanti.

L’ANPC ha scelto di ampliare la celebrazione unendo anche il ricordo dell’80° anniversario del voto alle donne. In collaborazione con la CISL abbiamo spaziato dalla grande storica conquista fino ai nostri giorni. Per l’ANPC è intervenuta la nostra Consigliera Nazionale Luisa Ghidini che ha illustrato l’importante apporto delle Partigiane nella Resistenza e come la loro lotta sia ancora di riferimento alle nostre rivendicazioni attuali. Anche il quadro sindacalista è partito dalle prime timide partecipazioni femminili alla politica. Grande ancora oggi l’impegno che necessario ad ottenere la parità. Impegno necessario per ottenere la parità con gli uomini. 

Gratificante per la nostra Associazione il saluto di Elena Carnevali, prima sindaca donna di Bergamo che nel ricordare l’eroismo delle donne partigiane/cristiane, ha citato con stima la nostra Presidente Nazionale Mariapia Garavaglia, conosciuta da neoeletta alla Camera. Il gradimento del pubblico, anche giovanile, ci ha riempito di soddisfazione.

Marina Pighizzini

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