La resistenza del clero abruzzese in un docufilm di Anna Cavasinni
Il documentario 1943-1944: la guerra in Abruzzo, il contributo del clero alla Guerra di Liberazione lungo la linea Gustav, prodotto da ANPC e Manuli Productions, è stato presentato il 2 maggio u.s. all’Auditorium Cianfarani di Chieti.
Alla presentazione sono intervenuti, S.E.R. Mons. Bruno Forte – Arcivescovo della Diocesi di Chieti-Vasto, Maurizio Gentilini e Gianfranco Noferi – consiglieri ANPC, Anna Cavasinni – Regista.
Erano presenti tra gli altri Diego Ferrara – sindaco di Chieti, il Gen. Antonino Neosi – Comandante Legione Abruzzo-Molise Arma dei Carabinieri, il Ten. Col. Adolfo Felicissimo – Comandante Ufficio Documentale Esercito – Chieti, Gianluca Antonucci – Presidente ANPI Chieti e una delegazione della Associazione Nazionale Alpini – Chieti.
Il documentario ripercorre le vicende di quegli anni drammatici in Abruzzo, in una vasta zona che si trovava sulla linea del fronte e nelle immediate retrovie, raccogliendo le testimonianze di civili, religiosi e militari.
Eventi che coinvolsero tutta la popolazione, in fuga dagli scontri che si svolgevano lungo la linea Gustav, dalle razzie, dalle distruzioni e dalle stragi perpetrate dagli occupanti tedeschi.
Di quegli eventi furono protagonisti i religiosi e in particolare S.E.R. Mons. Giuseppe Ventura, Arcivescovo di Chieti, impegnati in una difficile opera di soccorso verso la popolazione, di mediazione tra gli eserciti belligeranti, di aiuto ai ricercati (ebrei e antifascisti) e di supporto alle formazioni partigiane.
Sono state raccolte le inedite testimonianze di mons. Emilio Venturi, nipote dell’arcivescovo e all’epoca suo segretario, di mons. Antonio Iannucci, di don Alfonso Ciaramellano, di don Gaetano Di Sipio e di numerosi civili. Testimone attivo di uno degli eccidi perpetrati a Chieti dai nazisti è mons. Emilio Venturi che corse a confortare e a confessare un gruppo di 9 giovani patrioti, prima che venissero fucilati.
E’ in tale contesto che si svolge l’opera di mediazione con gli alti comandi della Wehrmacht da parte dell’Arcivescovo Mons. Giuseppe Venturi che, con una straordinaria forza e determinazione, nel marzo del ’44, dopo lunghe trattative, riuscirà a ottenere dai tedeschi il riconoscimento di Chieti Città Aperta, risparmiando la distruzione della città che era diventata rifugio di oltre 100.000 sfollati.
Il documentario ripercorre anche le vicende di cui furono protagonisti i primi gruppi partigiani, che subirono pesanti perdite da parte dei nazifascisti e che furono supportati dalla popolazione e dai religiosi.
Con la testimonianza di don Peppino Carnevale, cappellano militare, sono ricordate le gesta eroiche del Primo Raggruppamento Motorizzato, all’inizio forte di soli 5.000 militari inquadrati nell’esercito del Regno del Sud, che a Monte Lungo affrontò due importanti battaglie al fianco degli americani l’8 e il 16 dicembre 1943.
Poi il Raggruppamento proseguì verso l’interno e sulle Mainarde riuscì in un’impresa che gli Alleati consideravano impossibile: l’occupazione e la difesa di Monte Marrone il 31 marzo del ‘44.
Ne fu erede il CIL Corpo Italiano di Liberazione, schierato a fianco degli alleati, con 25.000 combattenti tra aprile e agosto 1944, e poi da estate ’44 a maggio ’45 dai sei “Gruppi combattenti” con 60.000 effettivi inquadrati nell’8ª Armata britannica ( le divisioni “Friuli”, “Cremona”, “Folgore”, “Piceno”, “Legnano” e “Mantova”). Il CIL ebbe oltre 3000 caduti e fu decorato con 67 MOVM.
Nel frattempo fra le montagne della Maiella operano religiosi che si prodigano per aiutare civili e militari a scavalcare la linea del fronte per raggiungere la zona già liberata dagli Alleati. Fra questi è assai importante l’opera indefessa e rischiosa di don Fausto che, alle falde della Maiella, attraverso un varco nel cimitero di Guardiagrele, riesce a far transitare ebrei, antifascisti, militari che cercano la salvezza fuggendo dal sud della Penisola.
Alcuni di questi andranno a confluire in una formazione di patrioti che si è costituita nella vicina Casoli il 5 dicembre del ’43 al comando dell’avv. Ettore Troilo: la Brigata Maiella, l’unica forza partigiana che, dopo la liberazione dell’Abruzzo, fu inquadrata nell’esercito inglese e continuò a combattere sino alla fine della guerra, partecipando all’offensiva lungo l’Adriatico e contro la linea gotica, fino alla liberazione di Bologna, della Romagna e di Milano. Fu l’unica formazione partigiana a essere decorata di medaglia d’oro al valor militare alla bandiera. Onore concesso alla bandiera del Corpo Volontari della Libertà.
L’entrata a Chieti della divisione Nembo inquadrata nel CIL avvenne il 9 giugno del ’44.
Dal 6 maggio il documentario è visionabile sul canale YouTube @AnpcNazionale al link: https://youtu.be/N9j75p2zW_U?si=qfXHxL-eGxlmeVWK
Alcune foto della presentazione:






Il servizio del TGR RAI Abruzzo sulla presentazione a Chieti:


