Don Pietro Capocasa, storia di un partigiano “ritrovato”
Pubblichiamo la recensione di “Fascismo, Antifascismo e partigianato calabrese, memorie ed opinioni, edito da alcuni giorni in cui l’autore, Francesco Rizza, ha approfondito il contributo importante dato dal Cattolicesimo calabrese.
“Don Pietro Capocasa, originario di Grottammare (AP) combatté in Piemonte prima di indossare l’abito talare e di svolgere il ministero in Calabria. Dall’anagrafe di Grottammare risulta che il partigiano sacerdote era figlio di Giacomo Capocasa e Chiara Virgulti e che era nato il 10 gennaio 1915. Terminati gli studi liceali, ci ha raccontato Rosalia, grazie all’aiuto del sacerdote don Giuseppe Chiesa, si era trasferito ad Alba, iniziando a lavorare presso la tipografia della Comunità San Paolo. Fu proprio nelle Langhe piemontesi che Pietro decise di aderire alla Resistenza, salendo in montagna con la brigata “Mauri” dell’alpino Enrico Martini, e prendendo il nome di battaglia di “Pasquale Ceci” e il soprannome di “Ombra”.Terminata la Resistenza è consacrato sacerdote, don Pietro visse molti dei suoi anni a Petilia Policastro, cittadina dell’Alto Marchesato Crononese dove fu il primo parroco della Frazione di Foresta nata nei primi anni del Novecento interno ai cantieri della So.Fo.Me una società arrivata in Calabria dal Veneto avendo acquistato un lotto boschivo della Sila. La sua biografia, ricostruita grazie alla Collaborazione dell’Anpi di San Benedetto Del Tronto ed ad alcune ricerche nell’archivio diocesano di Crotone e Santa Severina è una delle biografie che Francesco Rizza, giornalista e membro della sezione Anpi di Petilia Policastro ha inserito nel proprio saggio, fresco di stampa con la Casa editrice Publigrafic, “Fascismo, Antifascismo e Partigianato Calabrese. Memorie ed Opinioni”. Oltre che tratteggiare il Ventennio e le sue storie in Calabria nel libro prefetto da Vincenzo Calò, responsabile per il Sud italiano dell’ Anpi nazionale, l’autore ha inserito nel proprio saggio alcune interviste sul rischio del Fascismo italiano. A margine delle festività natalizie, “Fascismo, Antifascismo e Partigianato Calabrese. Memorie ed Opinioni” sarà presentato in vari Centri calabresi in una serie di iniziative con la quale l’Anpi policastrese animerà la provincia in vista dell’ottimismo anniversario del 25 aprile 1945. Fra gli altri appuntamenti già previsti, non mancherà un appuntamento nella parrocchia di Foresta per parlare di Partigianato cattolico calabrese. Come nel resto d’Italia, anche in Calabria, il contributo al Partigianato calabrese fu davvero importante. Relativamente alla Provincia di Cosenza, “Fascismo, Antifascismo e Partigianato Calabrese. Memorie ed Opinioni” racconta numerose vicende di lotta al Fascismo realizzato da Sacerdoti che, pur non partendo per le montagne, diedero il proprio contributo alla liberazione nazionale dal Nazi Fascismo. Importanti, in questo scenario, le biografie di don Luigi Nicoletti che sulle pagine di “Parole di Vita, bollettino dell’Arcidiocesi ancora in vita, si scagliò contro le leggi razziali del 1939 e per questo fu costretto a trasferirsi per un anno in Puglia dove proseguì il proprio ruolo di docente nel Liceo classico di Molfetta. Ecco quindi che il tour letterario che sarà avviato nelle prossime settimane dall’Anpi policastrese sarà occasione per approfondire alcuni aspetti dell’antifascismo calabrese che meritano di essere meglio ricordati. Francesco Rizza”.




