Ricordando Giuseppe Accorinti
Non a tutti è data la possibilità di essere ricordati con affetto e ammirazione. Giuseppe Accorinti lo sarà. Per la sua personalità, cortesia da gentiluomo d’altri tempi, ma soprattutto per la sua coerenza e legame con un passato che riusciva a far rivivere, un passato fatto di coraggio, ideali, sacrificio, generosità ed entusiasmo. La sua carriera all’Eni e consociate è stata importante, con grandi esperienze all’estero in un momento storico vivace e di cambiamento in vaste aree di Asia e Africa, tutte convergenti nel Mediterraneo. In questi giorni di dolore non vogliamo illustrare un curriculum, ci saranno altre occasioni, ma cogliere l’essenzialità della sua vita. Che è stata sempre di prima linea, ma mai discostandosi dalle sue ferme convinzione e dal profondo spirito cristiano. Era una generazione quella, uscita dalla guerra, fatta di giovani già adulti e che avevano avuto grandi maestri. Un momento della nostra storia che si vorrebbe ignorare, cancellare, condannare all’oblio e sostituirla con una “falsa” memoria. Sarebbe tempo di agire per recuperare quella memoria e combattere la sua attuale, rozza e sfacciata manipolazione. Giuseppe fino all’ultimo giorno ha lavorato al “suo” libro Quando Mattei era l’impresa energetica_ io c’ero. Volume giunto alla sua quarta edizione arricchito di nuovi documenti e testimonianze, soprattutto su Enrico Mattei, di cui aveva scrutato fino al fondo la sua complessa personalità. Giuseppe si era molto impegnato nell’azione dell’ANPC individuandone la peculiarità e l’altezza dei valori. Per ora lo ricordiamo indaffarato fra centinaia di pagine, troppe come diceva l’editore. Avrebbe dovuto tagliarne molte … Immaginiamo la sua difficoltà a farlo. Perchè Giuseppe apparteneva a quelle persone che con Cicerone del de senectute pensano che Memoria minuitur … nisi eam exerceas. Giuseppe la memoria l’ha esercitata e come, lasciando a noi una eredità da non disperdere.