ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

Incontro al Liceo Natta di Milano

Assemblea d’Istituto 17 maggio 2018

 FESTA DELLA LIBERAZIONE

LIBERAZIONE DAL NAZIFASCISMO

Presso l’Istituto Tecnico Statale per le Attività Sociali “Giulio Natta di Milano

Giovedì 17 maggio, unitamente al partigiano Libero Traversa (89 anni ben portati) ed al divulgatore delle aquile randagie Emanuele Locatelli, abbiamo tenuto quattro sessioni di storia della festa della liberazione e soprattutto cosa vuol dire essere resistenti al giorno d’oggi. Emanuele Locatelli, con la presentazione della storia degli Scout che ribellatisi alle norme restrittive del fascismo, nel 1928 diedero vita alla formazione delle Aquile randagie, e dopo l’8 settembre 1943 diedero origine all’organizzazione denominata OSCAR (Organizzazione Soccorso Collocamento Assistenza Ricercati) dedita ad aiutare ex prigionieri, dissidenti e ebrei ad espatriare in Svizzera – il più famoso movimento scout clandestino nato e vissuto durante il ventennio fascista, ha suscitato curiosità nei ragazzi, soprattutto quando lo spirito degli scout è stato declinato all’oggi, evidenziando il problema del bullismo, con risvolti anche tragici ed in alcuni momenti c’è stato il silenzio più assoluto nell’aula magna. Il partigiano Libero Traversa, con la sua testimonianza diretta degli avvenimenti, quando era ancora un ragazzo di 15 anni ha catturato l’attenzione ed anche lui ha insistito sull’importanza del rispetto di ogni essere umano. Ha raccontato come la propaganda fascista era molto capillare, infatti, in ogni scuola c’era una radio ed in ogni aula un altoparlante che trasmetteva i valori fascisti, oltre ad un testo unico che aveva uguale contenuto in tutte le scuole d’Italia e dove, naturalmente, veniva dato ampio spazio a ciò che il regime giudicava importante. Ha raccontato come ha vissuto la festa del 25 aprile a Milano ed a margine dei quattro incontri ha risposto a parecchie domande dei liceali. Da parte mia, ho sottolineato, vista anche la presenza di tantissime ragazze, il ruolo importante e determinante svolto dalle donne durante tutta la seconda guerra mondiale ed in particolare nei momenti cruciali, dopo l’8 settembre 1943, con le formazioni partigiane e con l’impegno nelle città. Non potevo dimenticare l’impegno delle staffette partigiane ed ho portato l’esempio di Tina Anselmi, sia perché ho avuto l’onore di conoscerla personalmente, ma anche per il compito svolto sia durante la resistenza che durante la carica di primo ministro donna della Repubblica (Ministro del lavoro e della previdenza sociale nel 1976 e Ministro della sanità nel 1978). Ho cercato di collegare la motivazione per cui oggi siamo a parlare di lotta partigiana e come possiamo portare esempi di persone che hanno combattuto e altri che sono morti per la libertà. Ma anche porci delle domande: oggi siamo liberi? Il nostro Paese che strada ha intrapreso? L’Europa ed i paesi della Comunità Europea sono effettivamente democratici e aperti oppure, come sta avvenendo nei paesi dell’est, nelle ultime elezioni, sono paesi che si stanno avviando verso l’antidemocrazia? Ed ho portato un esempio concreto: l’Italia ha accolto tantissimi immigrati mentre in questi paesi, alle nostre porte, sono stati respinti.  Ho chiesto ai ragazzi se ritengono questa una società giusta. Li ho pungolati dicendo che noi portiamo questi esempi ma sono loro, con i loro comportamenti e con le loro idee a lottare per far si che il fascismo e queste forme di intolleranza non prevalgano. E l’ultimo messaggio che ho lasciato loro è stato: NON DOVETE AVERE PAURA. Ce lo hanno insegnato i nostri partigiani, che hanno lottato per un ideale più grande. Dovete difendere la pace. Sono rimasta particolarmente colpita da un paio di ragazzi del collettivo, che hanno organizzato questa giornata, perché, alla fine di ogni sessione, si sono esposti ed hanno raccontato come la settimana precedente, fuori dal loro Istituto, si sia svolto un volantinaggio di Casa Pound, ed hanno sollecitato tutti i ragazzi presenti, nell’ipotesi si dovesse ripetere tale azione, a non farsi intimidire ma essere tutti presenti e rifiutare tali provocazioni. Se questi sono i ragazzi che in futuro si occuperanno della cosa pubblica, possiamo ben sperare perché hanno ben presente che la legalità si combatte ogni giorno, anche con fatti concreti e senza omertà.

Luisa Ghidini – Comotti

 

 

 

 

 

 

 

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