Nell’imminenza dell’apertura del processo diocesano di beatificazione di don Giuseppe Borea, che ha già avuto il benestare dei Vescovi dell’Emilia Romagna, abbiamo contribuito alla realizzazione di un libretto che racchiude tutte le notizie, maggiormente dettagliate, già presenti nell’ultima pubblicazione. Alleghiamo il testo in pdf, leggibile e scaricabile
Domenica 14 giugno 2026, ANPC Citta Metropolitana Milano col Presidente Luisa Ghidini Comotti, ANPI Ortica col Presidente Ginetto Mori e ANPPIA Milano col Presidente Sergio Bonioli, accompagnati da numerosi soci della rispettive associazioni, si sono recati a Ornavasso, per la vista-riflessione al MUSEO PARTIGIANO del Raggruppamento Divisioni Patrioti “Alfredo Di Dio”. Ci hanno accolti il Presidente del museo, Emanuele Rossi e la storica Maria Grazia Vona. Le loro spiegazioni di quei mesi di Repubblica dell’Ossola ci hanno fatto toccare con mano, grazie anche ai tanti reperti custoditi dal museo, le fatiche e le speranze di quei giovani e meno giovani che, imbracciando il fucile, liberarono la valle dell’Ossola e i paesi di quella parte di Piemonte dal 10 settembre 1944 al 23 ottobre 1944. Poco più di un mese, ma fu un esempio del vigore della Resistenza. Fondamentale l’impegno dei fratelli Antonio ed Alfredo Di Dio, giovani cattolici che dopo l’esperienza nelle truppe del Regio Governo italiano, imbracciarono il fucile per dare alla lora amata patria Libertà e Democrazia.
Cattolici, sotto la guida spirituale di sacerdoti come Don Giuseppe Rossi, ora Beato, raggrupparono la meglio gioventù piemontese. Uomini come Giovanni Marcora, Rino Pacchetti l’architetto Filippo Beltrami, Eugenio Cefis.. e molti altri combatterono le forze nazifascite in Val Grande, Val Toce, col motto VIVA L’ITALIA LIBERA – il loro programma: SI DISPIEGHI TUTTO L’ARDORE CHE ANIMA LA SANTA LOTTA E TUTTO L’AMORE VERSO L’AZZURRO EMBLEMA CHE RICORDA IL BEL CIELO D’ITALIA – il loro distintivo era appunto un cielo azzurro, con in basso una stella e in alto a sinistra il tricolore.
Gli scarsi aiuti delle forze alleate, soprattutto in armi per mantenere le posizioni, fecero si che la Repubblica durasse così poco. Non potevano le forze nazifasciste tollerare che una parte così importante del Nord Italia fosse libera! La Val d’Ossola, incuneata nel territorio svizzero, con accessi sia a destra che a sinistra con preziose vie di fuga per i rifugiati e ebrei. E furono proprio da quei valichi che la maggior parte della popolazione valligiana percorse per rifugiarsi, quando le ultime speranze di mantenere la libertà furono dissolte dalla macchina da guerra messa in campo da fascisti e tedeschi per riprendersi l’Ossola.
Furibonde furono le rappresaglie e le ritorsioni contro i Partigiani. Nel giugno del 1944, 43 prigionieri furono catturati e 42 trucidati a Fondotoce, dove un memoriale ne ricorda il martirio. Uno solo si salvò e continuò la lotta partigiana.
Preziosa la partecipazione anche delle donne, sia come collegamento ma anche nella vera guerriglia: imbracciarono il fucile per liberare l’Italia. Il 12 ottobre del 1944, in un agguato Alfredo Di Dio fu trucidato nella sua auto. Morì dissanguato. La portiera con i fori dei proiettili ed i proiettili stessi è esposta al museo. Ma l’esempio e il sacrificio non furon vani. Nella primavera del 1945, passato il terribile inverno, altri giovani si unirono ai veterani e scesi dalle montagne, come un’orda di liberatori, ci diedero quella Libertà, che dobbiamo sempre riconquistare anche noi, ricordando ciò che fecero ma soprattutto i LORO ideali, di Democrazia, Giustizia e Pace.
CHI TIENE INSIEME LA REPUBBLICA? UNA SERATA DI RIFLESSIONE E IMPEGNO CIVILE A CASSANO D’ADDA
In occasione dell’80° anniversario della nascita della Repubblica Italiana, il Circolo ACLI “Ghidini e Bonomi” di Cassano d’Adda ha promosso una serata pubblica dal titolo “Chi ha costruito la Repubblica? E chi la tiene insieme oggi?”, ospitata presso la Biblioteca Civica e partecipata da numerosi cittadini.
Ad aprire l’incontro è stato Sandro Valtorta, presidente del Circolo ACLI, che ha ricordato come la Repubblica non sia nata da un gesto improvviso, ma dal contributo di donne e uomini che, dopo la tragedia della guerra e della dittatura, hanno saputo ricostruire il Paese attraverso il lavoro, la partecipazione democratica, il volontariato, l’associazionismo, i corpi intermedi e l’impegno nelle comunità locali.
A guidare il confronto è stato Fabio Pizzul, presidente della fondazione culturale Ambrosianeum di Milano, che ha accompagnato il pubblico in una riflessione sul significato attuale della cittadinanza e della democrazia.
Particolarmente apprezzati gli interventi dei relatori.
Savino Pezzotta ha richiamato il valore della Costituzione come patto vivo tra generazioni, ricordando come la democrazia non possa essere considerata acquisita una volta per tutte, ma richieda una continua manutenzione civile e morale. Ha inoltre evidenziato il ruolo fondamentale svolto nel corso della storia repubblicana dalle organizzazioni sociali, sindacali e associative che hanno contribuito a costruire partecipazione, diritti e coesione sociale.
Delfina Colombo ha posto l’accento sul ruolo delle associazioni, della partecipazione sociale e della cittadinanza attiva, sottolineando come la Repubblica continui a vivere nelle relazioni quotidiane, nella solidarietà e nell’impegno concreto delle persone. Una democrazia forte, ha ricordato, non si regge soltanto sulle istituzioni, ma anche sulla vitalità delle comunità organizzate e sulla capacità dei cittadini di assumersi responsabilità condivise.
Vittorio Caglio ha portato la testimonianza di chi opera ogni giorno accanto alle persone più fragili, mostrando come il welfare di comunità e la prossimità siano oggi uno degli strumenti più importanti per mantenere coesa la società e per trasformare i principi costituzionali in esperienze concrete di solidarietà.
Un tema trasversale emerso durante tutta la serata è stato quello dei corpi intermedi: associazioni, sindacati, cooperative, gruppi di volontariato, parrocchie, organizzazioni civiche e realtà sociali che costituiscono il tessuto vivo del Paese. Se la Repubblica è stata costruita anche grazie a queste esperienze collettive, oggi continua a reggersi sulla loro capacità di creare legami, promuovere partecipazione e generare responsabilità condivisa. In un tempo segnato da individualismo e frammentazione, il rafforzamento di questi luoghi di incontro e di impegno rappresenta una delle sfide più importanti per il futuro della democrazia.
Nel corso della serata non sono mancati momenti di confronto e alcune posizioni critiche espresse dal pubblico. Anche questi passaggi hanno contribuito a ricordare come la democrazia sia confronto aperto e pluralità di opinioni, purché orientati alla ricerca del bene comune e al rispetto reciproco.
A concludere l’incontro è stata Luisa Comotti Ghidini, presidente ANPC di Città Metropolitana di Milano, che ha richiamato il valore della memoria come responsabilità verso il presente e il futuro. Ricordare chi ha costruito la Repubblica non significa celebrare il passato, ma raccogliere un’eredità di impegno, partecipazione e attenzione agli altri. La Repubblica, ha ricordato, continua a vivere ogni volta che una persona sceglie di non restare indifferente, di assumersi una responsabilità verso la comunità e di contribuire, anche con piccoli gesti quotidiani, alla costruzione di una società più giusta e solidale.
La serata si è così conclusa con una convinzione condivisa: la Repubblica non è soltanto un insieme di istituzioni. È una comunità di persone che ogni giorno, spesso lontano dai riflettori, tengono insieme il Paese attraverso il lavoro, l’educazione, la cura, la solidarietà, il volontariato e la partecipazione democratica. Ed è proprio nella forza delle comunità, delle associazioni e dei corpi intermedi che continua a trovare una delle sue radici più profonde e più preziose.
Venerdì 12 giugno alle ore 10.30 ai Giardini di via dell’Arringo hanno preso il via le iniziative, con l’intitolazione dell’area alle Vittime civili dei bombardamenti 1943-1944, a cura dell’Amministrazione comunale. Nel pomeriggio, alle ore 17, alla BCT – Biblioteca comunale di Terni – si è svolta la presentazione del libro “Maiorca” di Giovanni Dozzini. Sabato 13 giugno, giornata dell’anniversario della Liberazione, le celebrazioni sono iniziate alle 9.45 in Piazza della Repubblica con il raduno delle delegazioni, gli interventi pubblici e la prolusione dello storico Angelo Bitti. A seguire, dalle 10.15, le deposizioni delle corone in vari luoghi simbolici della città: dalla Rotonda dei Partigiani, alle targhe dedicate ad Aspromonte Luzzi a Ponte Garibaldi e ad Alfredo Filipponi, fino al Belvedere 13 Giugno e al ponte sul Serra.
Per l’Anpc presente Alberto Liurni con la bandiera dell’Associazione.
#savethedate per l’incontro promosso da ANPC Sezione di Roma che si terrà alla Casa della Memoria e della Storia di Roma mercoledì 24 giugno alle ore 17,00.
A 81 anni della Liberazione e a 80 anni dalla proclamazione della Repubblica italiana e dalla elezione dell’Assemblea Costituente con il primo voto delle donne, una riflessione sulla presenza delle donne cattoliche nella Resistenza, nella partecipazione al voto e nel loro decisivo ruolo alla Costituente.
Si è svolta questa mattina a Roma, in Lungotevere Arnaldo da Brescia, presso la stele monumentale realizzata da Iorio Vivarelli in memoria di Giacomo Matteotti, la tradizionale commemorazione del 102° anniversario del suo assassinio, promossa dal Circolo Culturale Saragat-Matteotti di Roma e dalla Fondazione Giacomo Matteotti ETS.
Alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali, del mondo della scuola e del lavoro, delle associazioni culturali e politiche, della società civile e numerosi cittadini, accomunati dalla volontà di rendere omaggio a una delle figure più alte della storia democratica italiana.
La manifestazione si è aperta alle ore 9.00 con l’esecuzione dell’Inno di Mameli e con la deposizione della corona del Presidente della Repubblica. Sono stati quindi letti i patrocini concessi all’iniziativa e i messaggi istituzionali pervenuti, cui hanno fatto seguito gli interventi delle autorità e dei rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali.
Nel corso della mattinata hanno preso la parola esponenti delle Fondazioni, dei Circoli e delle Associazioni aderenti alla commemorazione, insieme a rappresentanti del mondo del lavoro e della scuola e a cittadini che hanno voluto portare la propria testimonianza e il proprio contributo alla memoria di Matteotti. Gli interventi hanno richiamato l’attualità della sua lezione civile e morale, il valore della difesa delle istituzioni democratiche e il significato del suo sacrificio nella storia dell’Italia contemporanea.
Presenti anche Elena e Laura Matteotti, nipoti dello statista socialista, sempre in prima linea con il loro prezioso impegno nella trasmissione della memoria familiare e civile di Giacomo Matteotti.
Per l’Anpc erano presenti l’Alfiere Lucia Scagnoli e il Consigliere Nazionale, Aladino Lombardi.
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