ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

23 agosto 2023. Giornata europea di commemorazione delle vittime di tutti i totalitarismi.

Richiamiamo l’attenzione sul 23 agosto, Giornata europea di commemorazione delle vittime di tutti i totalitarismi. È giornata internazionale, istituita dal Parlamento Europeo già dal lontano 2009, ma pure osservata al di là dell’Oceano come Black Ribbon day, “Giorno del nastro nero”, infine fortemente raccomandata dalla ormai storica Risoluzione del Parlamento Europeo datata 19 settembre 2019. Poco conosciuta in Italia e non è certo grata a chi governa attualmente.

23 agosto 2023: un secolo fa nasceva Puecher

Cento anni fa nasceva Giancarlo Puecher, partigiano cristiano, fucilato dai fascisti il 21 dicembre 1943.

Giancarlo Puecher Passavalli, partigiano cristiano, nasceva un secolo fa, il 23 agosto 1923, a Milano. Il padre Giorgio era uno stimato notaio di origini trentine: liberale e antifascista. Nell’estate del 1943 dovette trasferirsi con la famiglia in Brianza, a Lambrugo. Subito dopo la caduta del fascismo e in seguito all’armistizio, di fronte all’occupazione tedesca e all’usurpazione della Repubblica sociale di Mussolini, Giancarlo non esitò a passare all’azione, animato da spirito patriottico e da desiderio di libertà. Confidatosi con i sacerdoti che in zona già sostenevano la Resistenza, anche Puecher si fece partigiano, organizzando un gruppo di altri giovani come lui e portando a compimento atti per lo più dimostrativi, di disturbo e di sabotaggio, nei confronti dei nazifascisti. La sera del 12 novembre 1943 lui e l’amico Franco Fucci incapparono in un posto di blocco di militi repubblichini, nei pressi di Ponte Lambro: essendo in possesso di volantini antifascisti e di materiale esplosivo, il compagno tentò la fuga, rimanendo ferito. Puecher fu condotto in carcere a Como, dove presto furono rinchiusi altri partigiani del gruppo. Anche suo padre venne arrestato, colpevole “solo” di essere contrario al regime e di non aver saputo “educare” il figlio: deportato nei lager nazisti, Giorgio Puecher morirà di stenti a Mauthausen il 17 aprile 1945. La situazione già drammatica per Giancarlo precipitò il 20 dicembre 1943, dopo l’attentato a uno squadrista di Erba. I repubblichini decisero di condannare a morte Giancarlo Puecher. Al frate che lo confessò, Puecher consegnò una lettera per la sua famiglia, in cui si legge: «Muoio per la mia Patria. Ho sempre fatto il mio dovere di cittadino e di soldato Spero che il mio esempio serva ai miei fratelli e compagni… L’amavo troppo la mia Patria: non la tradite, e voi tutti giovani d’Italia seguite la mia via e avrete il compenso della vostra lotta ardita nel ricostruire una nuova unità nazionale». E infine: «I martiri convalidano la fede in una vera idea. Ho sempre creduto in Dio, e perciò accetto la sua volontà». Giancarlo Puecher venne fucilato a soli vent’anni nel cimitero nuovo di Erba il 21 dicembre 1943. Fu insignito della medaglia d’oro al valor militare alla memoria, la prima, subito dopo la Liberazione.

22 agosto 1923-2023: 100 anni di Paola Del Din

ANPC invia affettuosi e grati auguri per i suoi 100 anni a Paola Del Din. Coraggiosa partigiana che, unica, è stata decorata con Medaglia d’oro al Valor militare. La nostra immutata e grande riconoscenza alle donne che come lei hanno riscattato l’onore di tutte le donne sottomesse alla ideologia familiare del regime fascista. Le neo-femministe avrebbero da imitare un esempio così illuminante per le loro lotte.

Auguri magnifica Paola, nostra eroina!

19 agosto 1954 -19 agosto 2023: 67° anniversario della morte di Alcide De Gasperi

Oggi anniversario della morte di De Gasperi. La Presidente Mariapia Garavaglia: “Abbiamo il dovere di ricordare questo Padre della Patria che ha voluto unire le forze democratiche – cattolici, socialisti e liberali – in un grande disegno di ricostruzione morale, prima che politica, della Nazione. Non fece politica ma inventò la politica, con quella lungimiranza che lo fece lavorare con altri due politici cattolici- Adenauer e Schuman – a costruire il sogno dell’Europa culla di pace. Troppa ignoranza e incultura dominano la nostra società perciò ci corre l’obbligo di divulgare il più possibile la lezione degasperiana. Dopo di Lui difficile incontrare statisti. Per esserlo bisogna, come Lui, disinteressarsi degli interessi personali o della propria parte per avere solo l’orizzonte del bene comune del popolo. Popolo! Senza demagogia populista. Sentiamoci uniti anche nelle preghiere e nelle Messe che oggi vengono celebrate a Suo grato ricordo. Uniamo anche Maria Romana, scomparsa quest’anno, fedele segretaria del Capo del Governo a titolo gratuito “ perché – disse – non pesassero sul bilancio dello Stato due stipendi”.

Così lo ricorda la Vicepresidente Nazionale Silvia Costa: “Un grande statista, un indomito ricostruttore materiale e morale dell’Italia democratica e repubblicana ,un pioniere dell’europeismo, un uomo di fede diamantina e interprete della laicità di una etica politica che non rinuncia alla fatica di indicare  valori condivisibili, per un futuro di solidarietà civile, sviluppo e pace. Un maestro di buona vita e di buona politica che continua ad ispirare generazioni di Cattolici democratici e di uomini e donne di buona volontà. Ricordo anche io la carissima Romana custode intelligente e vigile della sua eredità spirituale e politica”.

Ieri ad onorare De Gasperi sulla sua tomba monumentale, in rappresentanza dell’Anpc, il nostro Consigliere Nazionale Aladino Lombardi.

Amatrice 21 agosto 2023: presentazione libro “Giovanni Minozzi. Un uomo al servizio”

Appuntamento lunedì 21 agosyto presso l’Auditorium della Laga di Amatrice alle ore 18:00 la presentazione del libro “Giovanni Minozzi un uomo al servizio”. Un libro di Flavio Giacosa, edito da Effatà sulla figura di Don Giovanni Minozzi: “Don Giovanni Minozzi (1884-1959) è stato un uomo dalla acuta intelligenza, dalla capacità di progettare per il futuro, dalla carità infinita. Un uomo di statura pari ad altri preti straordinari del ‘900: don Luigi Orione, don Giovanni Calabria, don Primo Mazzolari, don Luigi Guanella, don Lorenzo Milani, che come lui hanno segnato la storia civile ed ecclesiale del nostro Paese.
Questa è la storia, ricca e complessa, di un sacerdote della terra amatriciana; la storia dai tratti a volte avventurosi e drammatici di un uomo di fede e di azione, forgiato dalla sua terra di origine, dalla sua identità sacerdotale, dalla sua drammatica esperienza di cappellano dell’esercito al fronte nella prima guerra mondiale. I frutti della sua azione, a partire dalle Case del Soldato durante la guerra fino alla costituzione, con padre Giovanni Semeria, dell’Opera Nazionale per il Mezzogiorno d’Italia con la costruzione di orfanotrofi, scuole materne, centri professionali, sono stati segni evidenti non solo di una profonda carità ma anche di un entusiasmo coinvolgente che ha salvato migliaia di ragazzi e ragazze, ha dato loro formazione e dignità, rendendoli autonomi e padroni della loro vita attraverso un’attenta formazione culturale e professionale. Un’azione che ancora oggi getta semi di futuro”.

È scomparsa a 103 anni la mamma di Salvatore Oppo

È scomparsa a 103 anni la mamma di Salvatore Oppo, già sindaco di Borgotaro e attuale responsabile Anpc delle sezioni delle valli del Taro e del Ceno.

Le parole della Presidente Nazionale Mariapia Garavaglia: “All’amico Oppo la vicinanza di tutta l’Anpc. La scomparsa della mamma a qualsiasi età porta via parte della vita: Condoglianze affettuose”.

14 agosto 2023: oggi si celebra San Massimiliano Kolbe

Zduńska Wola, Polonia, 8 gennaio 1894 – Auschwitz, Polonia, 14 agosto 1941.

San Kolbe è entrato nell’elenco dei santi con il titolo di sacerdote e martire. La sua testimonianza illumina di luce pasquale l’orrido mondo dei lager. Nacque in Polonia nel 1894; si consacrò al Signore nella famiglia Francescana dei Minori Conventuali. Innamorato della Vergine, fondò “La milizia di Maria Immacolata” e svolse, con la parola e con la stampa, un intenso apostolato missionario in Europa e in Asia. Deportato ad Auschwitz durante la seconda guerra mondiale, in uno slancio di carità offrì la sua vita di sacerdote in cambio di quella di un padre di famiglia, suo compagno di prigionia. Morì nel bunker della fame il 14 agosto 1941.

Giovanni Paolo II lo ha chiamato “patrono del nostro difficile secolo”. La sua figura si pone al crocevia dei problemi emergenti del nostro tempo: la fame, la pace tra i popoli, la riconciliazione, il bisogno di dare senso alla vita e alla morte.

Se non è il primo è senz’altro fra i primi ad essere stato beatificato e poi canonizzato fra le vittime dei campi di concentramento nazisti. Giovanni Paolo II ha detto che con il suo martirio egli ha riportato «la vittoria mediante l’amore e la fede, in un luogo costruito per la negazione della fede in Dio e nell’uomo». E nell’omelia della Messa di canonizzazione spiegò: «Massimiliano non morì, ma “diede la vita per il fratello”. V’era in questa morte, terribile dal punto di vista umano, tutta la definitiva grandezza dell’atto umano e della scelta umana: egli da sé si offrì alla morte per amore. E in questa sua morte umana c’era la trasparente testimonianza data a Cristo: la testimonianza data in Cristo alla dignità dell’uomo, alla santità della sua vita e alla forza salvifica della morte, nella quale si manifesta la potenza dell’amore».

La nostra Presidente Nazionale ha dichiarato: “La forza di questo martire e la carezza della Assunta portino i nostri auguri a tutti gli amici e alle persone di buona volontà che amano e cercano la pace”.

12 agosto 1944-2023: eccidio Sant’Anna di Stazzema

Le parole della nostra Presidente Nazionale: “560 vittime uno degli eccidi più efferati, consumato il 12 agosto 1944 dalle SS e da collaborazionisti della RSI. Tante donne e bambini. Non dimentichiamo le responsabilità storiche e ricordiamo quali brutalità può causare l’odio. Il ricordo di quelle vittime ci impone di ricordare la storia per costruire il dialogo per non demonizzare gli avversari ma piuttosto collaborare per la coesione nazionale, finalizzata al confronto democratico senza negazionismi, revisionismi e desidero di rivincite  La storia continui ad essere maestra di vita!”.

La storia: “A Sant’Anna di Stazzema, la mattina del 12 agosto 1944, si consumò uno dei più atroci crimini commessi ai danni delle popolazioni civili nel secondo dopoguerra in Italia. La furia omicida dei nazi-fascisti si abbattè, improvvisa e implacabile, su tutto e su tutti. Nel giro di poche ore, nei borghi del piccolo paese, alla Vaccareccia, alle Case, al Moco, al Pero, ai Coletti, centinaia e centinaia di corpi rimasero a terra, senza vita, trucidati, bruciati, straziati. Quel mattino di agosto a Sant’Anna uccisero i nonni, le madri, uccisero i figli e i nipoti. Uccisero i paesani ed uccisero gli sfollati, i tanti saliti, quassù, in cerca di un rifugio dalla guerra. Uccisero Anna, l’ultima nata nel paese di appena 20 giorni, uccisero Evelina, che quel mattino aveva le doglie del parto, uccisero Genny, la giovane madre che, prima di morire, per difendere il suo piccolo Mario, scagliò il suo zoccolo in faccia al nazista che stava per spararle, uccisero il prete Innocenzo, che implorava i soldati nazisti perché risparmiassero la sua gente, uccisero gli otto fratellini Tucci, con la loro mamma. 560 ne uccisero, senza pietà in preda ad una cieca furia omicida. Indifesi, senza responsabilità, senza colpe. E poi il fuoco, a distruggere i corpi, le case, le stalle, gli animali, le masserizie. A Sant’Anna, quel giorno, uccisero l’umanità intera. La strage di Sant’Anna di Stazzema desta ancora oggi un senso di sgomento e di profonda desolazione civile e morale, poiché rappresenta una delle pagine più brutali della barbarie nazifascista, il cancro che aveva colpito l’Europa e che devastò i valori della democrazia e della tolleranza. Rappresentò un odioso oltraggio compiuto ai danni della dignità umana. Quel giorno l’uomo decise di negare se stesso, di rinunciare alla difesa ed al rispetto della persona e dei diritti in essa radicati”. (https://www.santannadistazzema.org/).z

Un autunno d’agosto di Agnese Pini

La descrizione del libro: «Questo è un libro sugli ultimi ed è a loro che è dedicato, perché su di loro si è costruita l’ossatura forte e imperfetta di tutto il nostro presente, dunque anche del mio.»
Estate 1944. Lungo la Linea gotica si consuma la parte più feroce della guerra in Italia, una serie di eccidi orribili per mano dei nazifascisti. A San Terenzo Monti, paese di poche centinaia di abitanti tra Liguria, Emilia e Toscana, vengono uccise senza pietà 159 persone, in prevalenza donne e bambini, l’esecuzione accompagnata dal suono di un organetto. Attraverso la storia della sua famiglia, con una scrittura intensa, viva e piena di grazia, una galleria di personaggi che diventano romanzeschi per la forza e l’umanità della narrazione, Agnese Pini ha scritto un grande romanzo civile, con il respiro universale dell’inchiesta-racconto che parla di noi e del presente. “Una storia così” dice l’autrice “lascia un segno indelebile nelle famiglie che l’hanno subita, e appartiene a tutti i sopravvissuti e ai figli dei sopravvissuti. È una storia di umanità e di amore perché, soprattutto nei momenti in cui vita e morte sono così vicine, l’umanità e l’amore escono più forti che mai. L’ho sentita raccontare fin da quando ero piccola: la raccontavano mia nonna, mia madre, mia zia (nella foto di copertina), ma per molto tempo ho pensato che fosse un capitolo ormai chiuso della storia d’Italia e della mia storia personale. Grazie anche al lavoro che faccio, ho capito invece che quel capitolo era tutt’altro che chiuso, che lì si nascondono gli istinti più inconfessabili di ciò che possiamo ancora essere. L’ho capito con la guerra in Ucraina, vedendo come certi orrori si perpetuino sempre identici al di là delle latitudini e degli anni. E l’ho capito perché nel nostro paese c’è un periodo, il ventennio fascista, che ancora non riusciamo a guardare con una memoria davvero condivisa. La storia raccontata in questo libro può diventare allora un’occasione per tornare a ciò che siamo stati con una consapevolezza nuova. Del resto la resistenza civile di un paese si può tenere viva solo restituendo verità e dignità al destino degli ultimi. Questo è un libro sugli ultimi ed è a loro che è dedicato, perché su di loro si è costruita l’ossatura forte e imperfetta di tutto il nostro presente, dunque anche del mio”.

10 agosto 2023 – Milano – Piazzale Loreto

La cerimonia, organizzata dal Comitato Permanente Antifascista e presieduta dal Presidente Roberto Cenati, ha visto un grande partecipazione delle Istituzioni di città metropolitana di Milano, con la partecipazione di numerosi cittadini milanesi.

L’importanza di ricordare quello che è successo 79 anni a piazzale Loreto deve essere sempre il punto di partenza per tutelare la libertà e la democrazia. Dobbiamo essere sempre riconoscenti a quelle 15 persone che furono massacrate per aver difeso la libertà di essere uomini liberi. Per non aver chinato il capo di fronte ai soprusi e per aver dato la loro vita per regalarci il nostro stato democratico.

Anpc Città Metropolitana di Milano era presente con Carla Bianchi Iacono e Luisa Ghidini Comotti. 

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