ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

Iole Mancini compie 104 anni

Tutta la Anpc fa gli auguri con gratitudine a Iole Mancini che oggi, 19 febbraio 2024, compie 104 anni. Iole Mancini, staffetta partigiana, ultima sopravvissuta della prigione di via Tasso e preziosa memoria storica della Resistenza.

La storia di Iole Mancini

Il 5 marzo 1944, all’età di 24 anni, Iole Mancini sposa il suo grande amore, Ernesto Borghesi, membro dei Gap (Gruppi di azione patriottica), che ha 26 anni. Borghesi è tra gli autori dell’attacco alla colonna di militari dell’esercito tedesco in via Rasella e cade nelle mani della polizia il 7 aprile 1944, dopo un fallito attentato a Vittorio Mussolini, fuori dalla sua residenza di via Lima. In quella occasione vengono catturati, con Borghesi, Marisa Musu e Pasquale Balsamo. Borghese riesce a evadere dal carcere di “Regina Coeli” e, per rappresaglia, i tedeschi arrestano tutta la sua famiglia, tra cui sua moglie, Iole Mancini, che viene rinchiusa nelle carceri di via Tasso fino alla liberazione di Roma. Iole viene interrogata e torturata da un terribile aguzzino: Erich Priebke, il boia delle Fosse Ardeatine, ma non cede mai, non parla e protegge fino all’ultimo il marito. Poi, finalmente, il 4 giugno 1944 torna libera. Negli anni è sempre intervenuta per ricordare, anche ai più giovani, gli orrori del nazifascismo. “Grazie Iole per la tua forza di allora e per i tuoi racconti di oggi e per tutte le volte che ricordi il valore della Resistenza e della libertà” scrive l’Anpi.

Iole Mancini è medaglia d’argento al valore militare. Ha raccontato la sua storia anche nel volume «Un amore partigiano».

RINNOVO CONSIGLIO  DIRETTIVO ANPC CREMONA.

COMUNICATO STAMPA ANPC CREMONA

Nelle scorse settimane è stato nominato il nuovo Consiglio Direttivo della ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI CRISTIANI DI CREMONA. Dopo la scomparsa dell’indimenticabile storico presidente ANGELO RESCAGLIO, all’unanimità è stato eletto presidente FRANCO VERDI, figura assai nota a Cremona. Vicepresidente la signora AGOSTINA AGOSTI, mentre nell’incarico di coordinatore è stato riconfermato GIORGIO CARNEVALI. Le finalità e gli scopi dell’Associazione sono rappresentati dalla nobile idea di condividere intenti educativi, sociali e civili che dalle macerie morali della guerra hanno posto le premesse della storia repubblicana e della Carta costituzionale. Soprattutto nella volontà di proiettarsi nel futuro, immediato e lontano, con immutata posizione democratica, popolare e culturale, nella consapevolezza  che gli alti  valori di democrazia e di libertà espressi dalla nostra Costituzione verranno sempre considerati quali irrinunciabili principi etici, sociali e morali.

Auguri di pronta ripresa al Ministro della Difesa

L’ANPC formula cordiali auguri al Ministro Crosetto per pronta ripresa del Suo importante impegno
Mariapia Garavaglia

Sarà beatificato Don Giuseppe Rossi, giovane prete ucciso dai fascisti nel ’45

Verbania – Don Giuseppe Rossi, 33enne parroco di Castiglione Ossola, in provincia di Verbania, ucciso nel 1945 da una squadraccia fascista, sarà proclamato beato il prossimo 26 maggio. Lo ha comunicato la Segreteria di Stato del Vaticano alla diocesi di Novara. La funzione, nella cattedrale di Novara, sarà presieduta dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto del dicastero delle cause dei santi. Nato il 3 novembre 1912, e ordinato prete il 29 giugno 1937, don Giuseppe divenne parroco di Castiglione Ossola, un piccolo paese della valle Anzasca, ai piedi del Monte Rosa, il 30 ottobre 1938.

Il 26 febbraio 1945 i partigiani, saputo che la legione “Ettore Muti” di Ravenna stava salendo verso Macugnaga, si appostarono per fermarla. Nell’attacco morirono due camicie nere e altre 15 rimasero ferite. Subito, per sottrarsi alla rappresaglia, gli uomini di Castiglione lasciarono il paese, mentre il curato restò in canonica. I componenti della brigata bruciarono alcune case e rastrellarono 45 fra anziani, donne e bambini. Oltre a don Rossi accusato di aver suonato le campane per segnalare il passaggio della colonna. Tutti gli ostaggi dopo lunghissimi interrogatori furono liberati, ma nella notte l’arciprete venne prelevato da quattro militari: di lui non si seppe più nulla per otto giorni. Fu ritrovato nel vallone vicino all’abitato della frazione di Colombetti sepolto in una fossa che era stato costretto a scavare a mani nude: il cranio spaccato dal calcio di un fucile, una pugnalata alla schiena e un colpo d’arma da fuoco in viso. Giuseppe Rossi, “umile prete, esemplare per la vita di preghiera e per il generoso servizio alla sua gente” è stato l”Icona di un parroco martire’, che si è speso sino alla fine, testimonianza di fedeltà e dedizione sacerdotale al bene della propria comunità, con la quale ha saputo condividere tutto”. Così il vescovo di Novara monsignor Franco Giulio Brambilla ha salutato la decisione della beatificazione. Don Rossi – ha concluso il vescovo – è stato “un modello per tutto il popolo di Dio, e in particolare per noi sacerdoti e per i laici che svolgono un ministero a servizio della Chiesa”.

(pubblicato su La Repubblica del 9/02/2024 https://torino.repubblica.it/cronaca/2024/02/09/news/sara_beatificato_don_giuseppe_rossi_giovane_prete_ucciso_dai_fascisti_nel_45-422101034/)

Piacenza – 10 febbraio 2024: Commemorazione di don Giuseppe Borea e ricordo delle vittime delle Foibe

79 anni fa veniva ucciso dal regime fascista don Giuseppe Borea, fucilato al cimitero di Piacenza per dare una lezione ai preti piacentini che insieme alla loro gente lottavano per la libertà e desideravano una società senza guerra e oppressione. Sabato 10 febbraio – la fucilazione fu il 9 febbraio 1945 – è stata celebrata una messa nella chiesa di Santa Maria del Suffragio al cimitero di Piacenza con i rappresentanti dell’Associazione Partigiani Cristiani, dell’Anpi e del Comune di Piacenza.

Durante la cerimonia sono anche stati ricordati, nell’anniversario del Giorno del Ricordo, le vittime delle foibe.
Celebrare quest’oggi la messa – ha detto nell’omelia don Davide Maloberti – significa collegarci con il “segreto” della vita di don Borea, impegnato per il bene della sua parrocchia e attento a tutti coloro che erano colpiti dalla violenza della guerra. Lo muoveva la stessa passione che animava Gesù. Nel brano della moltiplicazione dei pani, che la liturgia propone nel giorno di Santa Scolastica, si sottolinea che Gesù è mosso a compassione per la gente che lo seguiva e che, all’ora di cena, avrebbe desiderato sfamarsi. Il miracolo che Gesù compie non è un atto magico, ma nasce dalla compassione che prova per tutta quella gente oppressa da mille problemi. È questo il segreto di Gesù, ed è anche il segreto di don Borea, la forza che lo ha sostenuto.
Così ancora oggi, duemila anni dopo, l’eucaristia può essere anche per noi la forza per compiere di nuovo, in un tempo segnato da guerre e conflitti sociali, il gesto che ha segnato gli ultimi istanti della vita di don Borea: il perdono per i propri nemici, per i soldati che gli avrebbero di lì a poco sparato.

Tra gli intervenuti, al termine della messa. il presidente dell’Associazione Partigiani Cristiani di Piacenza Mario Spezia e Giulia Piroli in rappresentanza dell’Anpi. Hanno preso la parola anche Gloria Sartori, consigliera del Comune di Gropparello, Salvatore Scafuto, consigliere comunale di Piacenza, Paola Gazzolo, presidente del Consiglio comunale di Piacenza, e Giuseppe Borea, nipote del sacerdote, che ha ricordato il percorso compiuto dal 2017 ad oggi per riscoprire la figura del sacerdote. Il momento iniziale – ha detto – è stato una pubblicazione del nostro settimanale voluta dall’Associazione Partigiani Cristiani dedicato proprio a don Borea. Da quella scintilla è nato un cammino che ha portato, di recente, alla seconda edizione del libro sulla vita di don Giuseppe Borea, scritto da Lucia Romiti e edito da Il Duomo.

Al termine della cerimonia, una delegazione composta dai rappresentanti di ANPC Piacenza e dei Comuni di Piacenza e Gropparello, ha deposto una corona d’alloro nella tomba di don Giuseppe Borea, all’interno della cappella del Pio ritiro Cerati presso il cimitero di Piacenza.

Beppe Matulli ci ha lasciati

Una dolorosissima notizia per tutti noi: morto a 85 anni Giuseppe Matulli, che è stato il nostro grandissimo indimenticabile Presidente.  Oggi siamo muti per il dolore e ci associamo ai Suoi Cari, ma fra poco troveremo il modo di ricordarlo doverosamente.

Ex vicesindaco di Firenze e prima vice e poi sindaco a Marradi (Firenze). Laureato in Economia e commercio all’Università di Firenze e ricercatore universitario in statistica, fu prima vice sindaco a Marradi, suo luogo natale, dal 1964 al 1970. Poi venne eletto nelle file della Democrazia Cristiana in Consiglio regionale della Toscana, dove fece tre legislature: la prima dal ’70 al ’75 e le successive dal ’79 all’87, quando venne eletto alla Camera dei deputati, diventando nel 1992 sottosegretario al ministero della Pubblica istruzione nei governi Amato e Ciampi. Successivamente fu sindaco di Marradi dal 1995 al 2002 e successivamente vicesindaco di Firenze dal 2002 al 2009, per poi diventare assessore a Scandicci (Firenze).

La Sua vita di impegni tutti dediti alla comunità e la Presidenza di ANPC ha coronato i Suoi valori democratici valorizzando le testimonianze dei Partigiani  Cristiani. È il Suo lasciato cui certamente corrisponderemo con gratitudine.

MOSTRA IMI – Briosco (MZ)

Si conclude domenica 11 febbraio 2024 la mostra sugli IMI che sta proseguendo il suo giro nelle province della Lombardia. Inaugurazione martedì 6 febbraio in una sala gremita di cittadini e figlie, figli e nipoti di Giuseppe Villa (di Briosco), uno degli internati rappresentato sui pannelli della mostra.

Alla presenza del Sindaco Antonio Verbicaro e dell’Assessora Antonella Casati, il nostro storico Stefano Contini ed io abbiamo spiegato il motivo di questa mostra itinerante e come sia importante non dimenticare questa pagina della nostra storia. La serata è trascorsa in un clima molto familiare e di soddisfazione per tutti.

Luisa Ghidini – Comotti

Commemorazione del Giorno del Ricordo a Sestri Levante (GE)

Commemorazione del Giorno del Ricordo a Sestri Levante (GE) davanti al cippo dedicato ai martiri delle foibe nella piazza antistante la stazione ferroviaria. Alla presenza delle forze dell’ordine e dei rappresentanti dell’amministrazione comunale, sono intervenuti il delegato dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD) Dino Peretti che ha portato una sua testimonianza e Maura Moracchioli che ha letto un ricordo dell’esule istriano Graziano Stagni, già consigliere comunale di Sestri Levante. A chiudere la cerimonia l’orazione ufficiale del Sindaco Francesco Solinas. Presente anche una delegazione della locale sezione Anpc, guidata al Presidente Umberto Armanino.

Giorno del ricordo – 10 febbraio 2024 a Cassano d’Adda

A Cassano d’Adda oggi, giorno del ricordo, abbiamo ricordato la strage di Vergarolla, con l’aiuto dell’istriana Anna Maria Crasti, vicepresidente del Comitato di Milano dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD). Anna Maria ha ripercorso gran parte della storia dell’Istria, per meglio comprendere le vicissitudini di questo territorio italiano, che nel tempo passò sotto gli Asburgo, ritornò ad essere italiano e poi, dopo il trattato di Parigi del 1947 definitivamente assegnata alla Jugoslavia che l’aveva occupata. Una terra martoriata, con politica di persecuzioni ed eccidi (i massacri delle foibe) durante e subito dopo la fine della seconda guerra mondiale da parte dei partigiani jugoslavi e dell’OZNA.

Ma il 18 agosto del 1946, quando l’Istria era ancora italiana, successe questa immane tragedia sulla spiaggia di Vergarolla (Pola). Lo scoppio di materiale bellico provocò la morte di oltre 100 persone, di cui solo 64 furono identificate. Un terzo erano bambini. In quel periodo l’Istria era rivendicata dalla Jugoslavia di Tito, che l’aveva occupata fin dal maggio 1945. Pola invece era amministrata dalle truppe britanniche e quindi l’unica parte ad essere al di fuori del controllo jugoslavo. Questo fatto contribuì in modo deciso all’esodo degli istriani, che vedevano nell’Italia la loro patria, anche se non furono ben accettati e “sparpagliati” in tutta la penisola. Molto toccante l’intervista rilasciata dalla moglie del medico di Pola, dottor Geppino Micheletti, che a distanza di più di 50 anni dal fatto, ha voluto ricordare quel giorno e il lavoro instancabile del marito che, nonostante avesse perso i due figli di 6 e 9 anni, lavorò instancabilmente in ospedale per curare i feriti. Anna Maria Crasti, istriana, con la sua testimonianza, ci ha trasportato in Istria e ci ha aiutato a capire come il senso di appartenenza di un popolo è molto forte e ne è lei stessa la testimonianza vivente. Instancabile la sua opera di trasmettere la storia, vissuta in prima persona, ai ragazzi con gli incontri nelle scuole, e agli adulti, che tanti fatti non conoscono. A lei un sentito ringraziamento per la dedizione ed il tempo che regala a tutti gli italiani, affinché conoscano realmente i fatti, senza ricostruzioni fantasiose.

Luisa Ghidini Comotti

Presidente  ANPC Città Metropolitana di Milano

Comunicato del Forum sul Treno del Ricordo

Il comunicato del Forum delle Associazioni antifasciste e della Resistenza sul Treno del Ricordo.

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