Commemorazione Eccidio di Rio Farnese
Appuntamento al Monumento di Rio Farnese ore 10,30 qui la locandina.
Appuntamento al Monumento di Rio Farnese ore 10,30 qui la locandina.
Dovrebbe essere festa nazionale! Chiunque ami la libertà, la democrazia, la propria comunità nazionale deve sentirsi rivestito di questo splendido simbolo di unità e di pace ricostruita. Inneggiamo al tricolore e rispettiamolo. Evitiamo che sia mal esposto, mal conservato e sottovalutato. Evviva il tricolore, evviva la bandiera degli Italiani. ANPC la onora e invita tutti ad a farlo.
Oggi, 6 gennaio 2024, al Santa Donna unitamente al presidente delle Sezioni di Borgo Val di Taro, al presidente della Sezione di Bedonia, saluto dell’Anpc Nazionale e Provinciale. Ricordo delle giovani vittime falciate dai nazisti. Presenti i sindaci di BorgoTaro (città m.o.v.m.) e di Bardi. Successiva deposizione di corona a Osacca alla lapide che ricorda un’importante combattimento nel Natale del ’45.








Ieri, improvvisamente, è venuto a mancare Giuseppe “Pino” Fumi, classe 1925, cattolico, partigiano combattente, uomo dalla fede incrollabile che ha vissuto in modo virtuoso in tutte le occasioni: da patriota partecipando attivamente alla Lotta di Liberazione, da maestro elementare quale esempio per tante generazioni, da uomo impegnato in politica al servizio della comunità, da padre e marito esemplare dedito alla famiglia, da cittadino sempre disponibile ai bisogni dei più deboli. L’ultimo dei combattenti per la libertà del territorio piacentino.
Tutta l’ANPC si unisce al dolore dei famigliari con affettuose e grate condoglianze. Il ricordo di Pino è indelebilmente legato al sacrificio prima e all’impegno civile poi per difendere libertà e democrazia. La nostra gratitudine è affidata agli amici di Piacenza che vorranno onorare Pino come si conviene. Una preghiera di suffragio d a conforto delle persone che gli sono state care.

Il ricordo di Mario Spezia, Presidente Anpc Piacenza
Orazione funebre a ricordo di Giuseppe “Pino” Fumi
Conosco da sempre Pino Fumi, per la “antica” amicizia che legava mio padre Giovanni a lui e alla sua famiglia. Amicizia che derivava da un percorso di vita comune: la partecipazione alla Lotta di Liberazione nelle file partigiane; la preparazione sociale e spirituale nell’Azione Cattolica, l’adesione, subito nel primo dopoguerra, alle fila della Democrazia Cristiana nell’ambito della componente morotea; la forte impronta spirituale legata ad un impegno sociale a tutto tondo che ne animava l’azione quotidiana. Pino apparteneva a quella generazione che il 2 giugno 1946, con voto popolare a suffragio universale, contribuì a portare il nostro Paese a scegliere la Repubblica; apparteneva a quella generazione di eroi che dopo gli orrori della guerra, il regime fascista e la Repubblica “fantoccio” di Salò, animati dallo spirito ardimentoso di una generazione di giovani desiderosi di contribuire in prima persona alla rinascita, diede la scossa vitale alla ricostruzione del nostro Paese. Tra questi eroi, si distinguevano per preparazione, rigore personale e dimensione valoriale i giovani cattolici che dalle fila dell’Azione Cattolica, forgiati dall’insegnamento dei loro assistenti spirituali, si stavano avviando a fare la loro parte al servizio della comunità ed anche a contribuire in prima persona, attraverso l’impegno politico nelle fila della Democrazia Cristiana e nelle tante attività associative e lavorative, a costruire la nuova Italia. E Pino era uno di loro, un eroe che, senza mai voler apparire, senza mai voler figurare in prima persona ma, silenziosamente senza mai scoraggiarsi, ha sempre fatto la sua parte, in modo egregio e sempre in prima fila, assumendosi responsabilità che poteva anche evitare. Pino, un uomo illustre che ha vissuto, grazie alla fede incrollabile, la sua vita in modo virtuoso in tutte le occasioni: da patriota partecipando attivamente alla Lotta di Liberazione; da maestro elementare quale esempio per tante generazioni; da uomo impegnato in politica e nell’associazionismo al servizio della comunità; da padre e marito esemplare dedito alla famiglia; da cittadino sempre disponibile ai bisogni dei più deboli. Pino aveva compreso da subito che la ricostruzione del tessuto sociale poteva avvenire solo attraverso la personale assunzione di responsabilità di ognuno, nessuno escluso; ed aveva ben compreso come vi era bisogno di rinsaldare la società civile attraverso la costruzione di una comunità di persone capaci di dialogare tra di loro, senza pregiudizi ne differenze di classe o di genere, e aveva portato avanti, in tutte le sue attività, questo concetto, che presupponeva partecipazione e un esercizio di grande condivisione ma anche capacità e professionalità. Caro Pino, quanti discorsi abbiamo sviluppato negli ultimi anni, quanta passione ancora manifestavi per la politica, per il destino del Paese, quanto ti battevi perché le cose migliorassero e ti accaloravi come se non vi fosse un limite al trascorrere del tempo. Caro Pino, quanto si addicono le parole di San Paolo alla tua vita, anche tu: hai combattuto la buona battaglia, hai terminato la tua corsa, hai conservato la fede. Onore e gloria a te, PINO FUMI, l’ultimo dei padri costituenti del nostro territorio che ha lasciato la vita terrena; senza di te siamo più soli, ma ti assicuriamo che ci impegneremo affinché la tua memoria ed il tuo esempio, oltre che essere sempre nei nostri cuori e nelle nostre menti, ci spinga ad essere migliori”.
Qui l’articolo pubblicato su Libertà il 5 gennaio 2024
Alla cerimonia commemorativa dell’80° Anniversario della Deportazione dei Cittadini romani del 4 gennaio 1944 – Cimitero Monumentale del Verano, Muro del Deportato, questa mattina ha partecipato, in rappresentanza dell’Anpc, il Consigliere Nazionale Aladino Lombardi.



REGGIO EMILIA. La sezione reggiana dell’ANPC ha partecipato alle Celebrazioni dell’80° anniversario dell’eccidio dei Sette Fratelli Cervi e di Quarto Camurri.
Sono trascorsi 80 anni dall’eccidio dei Sette Fratelli Cervi e di Quarto Camurri e dall’inizio della Resistenza italiana. Si tratta di un anniversario profondamente significativo per Casa Cervi, per Reggio Emilia e per l’Italia. Il 27 e il 28 dicembre 2023 a Guastalla, a Campegine, a Reggio Emilia e a Casa Cervi (Gattatico) si sono tenute le celebrazioni dell’80° anniversario della fucilazione dei Cervi e di Camurri, uccisi dai fascisti il 28 dicembre 1943 presso il Poligono di Tiro di Reggio Emilia. Un programma denso di iniziative in vari luoghi del territorio reggiano, nello spirito di quei valori di libertà e di giustizia che animarono i Cervi e tanti come loro, che contribuirono, con le loro azioni e i loro ideali a liberare l’Italia dall’oppressione del nazifascismo.







Il 23 dicembre, cioè alla vigilia di Natale, è stata pubblicata nel 1978 la legge n. 833, che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale. È la attuazione completa dell’art. 32 della Costituzione che dichiara ‘fondamentale’ il diritto alla tutela della salute. E la firma è di Tina Anselmi, ministro della sanità, testimone della laicità della politica e partigiana. A Lei la storia ha riservato la occasione di approvare una riforma tra le più importanti se non la più importante, attuativa della nostra Carta e che sancisce l’uguaglianza di tutti i cittadini all’accesso dei servizi utili a garantire il miglior stato di benessere. Ancora oggi la 833 non è completamente applicata ma certamente segnala le difficoltà ad interpretare le innovazioni demografiche, tecnologiche, culturali e politiche. Tuttavia anziché mettere mano ad una doverosa revisione per eliminare le attuali inaccettabili diseguaglianze fra i cittadini, le forze politiche di sfidano con slogan mentre, invece, servirebbe una grande mobilitazione come avvenne a sostegno della legge 833. Il nostro Sistema Sanitario è un prezioso bene comune. Abbiamo il diritto di usufruirne ma anche il dovere di difenderlo, promuoverlo e garantirlo con la fiscalità generale. Oggi è un compleanno democratico importante!
Mariaiapia Garavaglia



Oggi 19 dicembre 2023 al Parco Virgiliano a Roma è stato inaugurato “Largo Tina Anselmi”. Con una cerimonia che, in II Municipio, ha coinvolto i familiari della Anselmi e ragazze e ragazzi delle scuole, Roma ricorda la partigiana, sindacalista, politica, prima donna ministro della Repubblica, protagonista di tante delle riforme sociali del dopoguerra, dalla legge Basaglia fino alla firma della 194 per l’interruzione volontaria della gravidanza. A svelare la targa ‘largo Tina Anselmi’ è stato il sindaco Roberto Gualtieri, insieme all’assessore capitolino alla Cultura, Miguel Gotor, e alla presidente del II Municipio, Francesca Del Bello, alla presenza di decine di cittadini e ragazzi della scuola media Esopo. Tra loro anche la sorella di Tina Anselmi, Maria Teresa, la nipote Emanuela Guizzon e l’amica e biografa Anna Vinci. Presenti tra gli altri l’ex ministro Graziano Delrio e la vicepresidente dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani, Silvia Costa.
“Sono felice di poter dedicare questo luogo a Tina Anselmi e consentire a chi verrà qui di conoscere una personalità straordinaria che ha contribuito in modo enorme, anche difficile da rappresentare, alla conquista e difesa della democrazia e all’attuazione della Costituzione“, ha dichiarato il Sindaco Gualtieri. “Una figura unica non solo perché è stata la prima donna ministro, ma perché seppe unire una grande capacità di incidere e produrre risultati anche in brevi periodi di responsabilità ministeriali; risultati giganteschi che sono monumenti tra le pagine migliori della nostra storia repubblicana, mantenendo la capacità di parlare al Paese incarnando valori e principi che andavano anche oltre la politica e la qualità dei suoi risultati“. Tina Anselmi, ha concluso il sindaco, “è il simbolo dei valori più alti su cui si è fondata la Repubblica, un volto dolce della democrazia ma anche una vera combattente quando necessario, tutto per edificare un Paese più giusto, unito e solidale“. “Garante della Costituzione, donna, una delle più importanti figure della nostra Repubblica – ha dichiarato la Presidente del II Municipio Del Bello –ricordiamo la sua figura, il suo impegno da donna nella politica italiana, il suo rigore morale, che la rendono un esempio per tutti ancora adesso“.




(Pubblicato su: https://www.comune.roma.it/web/it/notizia.page?contentId=NWS1122104)
La Presidente Mariapia Garavaglia ed il Direttivo dell’Anpc porgono a tutti i soci, amici e simpatizzanti della nostra Associazione i più affettuosi auguri per un sereno Natale con una bellissima poesia di Antonio Bruni intitolata “Il vento” e la preghiera per la pace nel mondo e nei nostri cuori.
Il vento
Di rosso era tinto l’odore
dell’aria montando a capriole
il fumo offuscava la scia
splendente dell’astro segnale
invano scrutavano volta
i saggi in cammino seguendo
profetico invito in Scrittura
cometa vi guidi laddove
il Figlio dell’Uomo si avvera
scomparsa la stella orientante
al buio smarrita la via
la guerra infuriava tra palme
squarciava uliveti e granai
violava giacigli e ripari
un arduo percorso in ricerca
la fede guidava le menti
sfidava le spine e gli agguati
un vento improvviso irruento
degli angeli un battito in schiera
scacciò degli umani l’orrore
cometa indicava una grotta
richiamo fu accolto da quanti
correvano in cerca di scampo
trovarono attorno al neonato
la quiete e il calore di bestie
la stalla allargava accoglienza
i doni dei magi a ristoro
dei volti straziati e adoranti
nel bimbo l’attesa salvezza
Natale 2023
XXXIII Storia della Natività dal 1991 –
la raccolta: http://antoniobruni.it/wp-content/uploads/2023/12/Nativita1.pdf
interpretazione di Remo Girone https://youtu.be/kjBv1ykD7zc

“Sabato 9 dicembre 2023 Giampaolo Serpagli, Sindaco di Bedonia, città Medaglia d’argento V.M., ha partecipato all’Assemblea Anpc di Parma e si è iscritto all’ANPC. Anche questo è un modo per onorare il sacrificio dei partigiani che dopo la guerra ebbero nell’Associazione un punto di riferimento. I sindaci sono sempre i benvenuti nell’Anpc ed anche tutti i cittadini che hanno nel cuore i valori della Resistenza” queste le parole del nostro Vicepresidente Nazionale Ferdinando Sandroni.
Qui di seguito l’articolo uscito sulla Gazzetta di Parma di martedì 12 dicembre.