Era il 24 marzo del 1944. Son passati 80 anni dall’eccidio delle Fosse Ardeatine. A rendere omaggio ai 335 martiri presso il Mausoleo a Roma il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, insieme alle alte cariche dello Stato. Dopo la deposizione da parte del Capo dello Stato di una corona sulla lapide che ricorda i caduti del 24 marzo 1944, sono intervenuti il Presidente ANFIM, Francesco Albertelli e Marco Trasciani, Segretario generale dell’ANFIM, che ha letto i nomi dei Martiri. La commemorazione è proseguita con la preghiera cattolica recitata dal Mons. Sergio Siddi, Cappellano Militare e la preghiera ebraica officiata dal Rav. Riccardo Di Segni, Rabbino Capo della Comunità ebraica di Roma. Al termine, il Presidente Mattarella ha reso omaggio, all’interno del Mausoleo Ardeatino, alle vittime dell’eccidio.
Per l’Anpc era presente il Consigliere Nazionale Aladino Lombardi e l’Alfiere Lucia Scagnoli con il medagliere dell’Associazione.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia commemorativa del 80° anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine
(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)Rav. Riccardo Di Segni, Rabbino Capo della Comunità ebraica di Roma,eleva una preghiera ebraica
(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia commemorativa del 80° anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine
(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)Rav. Riccardo Di Segni, Rabbino Capo della Comunità ebraica di Roma,eleva una preghiera ebraica
(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)
Un appuntamento da non perdere giovedì 4 aprile 2024 alla Casa della Memoria e della storia in Roma in Via San Francesco di Sales, 5. Presentazione dei libri: “Il soffio dello Spirito” di Giorgio Vecchio e di “Una violenza “incolpevole”. Retoriche e pratiche dei cattolici nella Resistenza veneta” di Alessandro Santagata.
Presiede: Silvia Costa. Introduce: Gianfranco Noferi. Modera: Chiara Graziani (Giornalista Osservatore Romano). Saranno presenti gli autori Giorgio Vecchio e Alessandro Santagata.
Seguirà la visione del documentario “Noi Ribelli per amore” prodotto da TV2000 a cura di Caterina dell’Olio e Andrea Postiglione.
Pubblichiamo il video dell’incontro del 19 marzo 2024 presso la Casa della Memoria e della storia in Roma della- presentazione del libro: “Partigiani cristiani nella Resistenza. La storia ritrovata (1943-1945)” di Alberto Leoni e Stefano R. Contini.
Convegno e presentazione del libro dedicati ai fratelli partigiani, caduti in val d’Ossola.
Il ricordo della vicenda umana ed eroica dei fratelli Alfredo e Antonio Dio. Per coglierne l’attualità storica e ribadire anche nel tempo presente, nonostante reticenze e ambiguità, il valore fondativo dell’antifascismo e della scelta intenzionale di libertà e democrazia, sono stati oggetto di un convegno, sabato 9 marzo, organizzato dal Comune di Cremona e dall’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani di Cremona, in occasione dell’Ottantesimo dalla morte dei due fratelli, siciliani di nascita e cremonesi di vita e formazione. Un ricordo che si fa memoria e dovere civile. A fare gli onori di casa l’assessore alla Cultura LUCA BURGAZZI e il presidente di ANPC Cremona FRANCO VERDI. Al tavolo dei relatori con il sindaco GIANLUCA GALIMBERTI, gli onorevoli PIERLUIGI CASTAGNETTI, già deputato ed europarlamentare, attualmente presidente della Fondazione Fossoli, e PATRIZIA TOIA, europarlamentare. “Non si tratta solo di memoria storica – ha ribadito LUCA BURGAZZI – ma un dovere prima di tutto civico e volto a coltivare i valori di democrazia e libertà che troppo spesso diamo per scontati”. Il sacrificio dei fratelli Di Dio, militari antifascisti cattolici, caduti per la Patria, che per loro era là, sulle montagne dell’Ossola, deve far riflettere. Ha sottolineato FRANCO VERDI, sia per l’inequivoca chiarezza della scelta che fecero, né facile, né scontata, né obbligata se non per vincolo di coscienza, sia per il valore fondativo e generativo. Da questa scelta ebbero origine la Repubblica e la Costituzione . Anche l’onorevole CASTAGNETTI ha ribadito il concetto perché “Resistere al nazifascismo portava con sé l’ambizione di costruire l’Italia di domani”, una scelta certamente coraggiosa fatta da giovani, educati in famiglia da valori solidi, fondamento del loro patriottismo. Un esempio da tenere bene a mente, come ha sottolineato l’onorevole TOIA, e che deve essere da monito nella costruzione dell’Europa, il cui progetto politico, credibile ed efficace, è l’univoca risposta ai nazionalismi dell’egoismo e dell’odio. E’ stato ricordato ANGELO RESCAGLIO, già parlamentare e per anni presidente della ANPC di Cremona, purtroppo recentemente deceduto. Ha concluso il convegno il sindaco GALIMBERTI sull’indifferibile urgenza di educarci ed educare al valore della democrazia.
L’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani ricorda con affetto, commozione e gratitudine l’amico Ottavio Battisti, Presidente Provinciale di Rieti dell’ANPC. La sua scomparsa lascia in tutti noi un vuoto profondo, per il suo forte impegno nel difendere e promuovere i valori e i principi della Resistenza, su cui si basa la nostra Costituzione. L’ANPC tutta esprime un pensiero di vicinanza e le più sentite condoglianze alla famiglia del caro Ottavio.
I funerali di svolgeranno giovedì 21 marzo ore 15 nella Chiesa Parrocchiale piazza della Torre di Poggio Bustone.
Sabato 23 marzo a Senigallia, alle ore 16 al circolo Acli di piazza del duomo ricorderemo l’indimenticabile Enrico Mattei, nostro fondatore. Sarà presente e interverrà anche Gianfranco Noferi dell’esecutivo nazionale Anpc.
Il vicepresidente Nazionale Ferdinando Sandroni ha partecipato alla commemorazione dell’ottantesimo anniversario della fucilazione di otto partigiani, il 17 marzo 1944, per rappresaglia a seguito dell’assalto al treno di Valmozzola: Angelo Trogu, Domenico Mosti, Giuseppe Tendola, Gino Parenti, Nino Gerini, Ubaldo Cheirasco, o i russi Vassil Belacoski e Mikhail Tartufian. La cerimonia, iniziata con la deposizione di fiori alla lapide collocata nell’ex stazione ferroviaria da parte del sindaco di Valmozzola, Claudio Alzapiedi, è proseguita con la Messa celebrata dal Vescovo di Piacenza-Bobbio, Monsignor Adriano Cevolotto. (…) Il vicepresidente Nazionale Anpc Ferdinando Sandroni ha ricordato l’importanza degli adulti e delle istituzioni a coinvolgere i giovani in iniziative affinchè facciano un percorso fatto di consapevolezza e di speranza, partendo dalla conoscenza dei fatti del passato. La cerimonia è stata incorniciata dall’Anpc, Alpi, Anpi di Parma, della Spezia e della Lunigiana, dai soci dell’Associazione Amici del Museo, con la partecipazione di Carme Motta, presidente dell’Istituto Storico della Resistenza e tantissime altre autorità citate nell’articolo che riportiamo qui sotto di Valentino Straser sulla Gazzetta di Parma.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera, ha deposto una corona d’alloro sulla tomba del Milite Ignoto.
La Presidente Mariapia Garavaglia ha così dichiarato: “Purtroppo oggi non è Festività nazionale non lavorativa perché non avrebbe votato la legge il gruppo leghista. Fui la relatrice della ultima legge della legislatura. Era stata approvata alla Camera e serviva la seconda lettura. Il Presidente Napolitano pressava perché fosse calendarizzata. La mediazione fu di non fare vacanza! La Lega forse non ha mai ascoltato l’ intero ‘Canto degli Italiani’ che celebra la battaglia di Legnano! Viva l’Italia, una e unita!”.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Il 17 marzo celebriamo il 163° anniversario di nascita del nostro Paese, al quale le battaglie che vi fecero seguito in tutto l’arco del Risorgimento avrebbero consentito di essere finalmente unito. La “Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera”, riassume i valori di indipendenza, sovranità popolare, libertà, giustizia, pace, coniugati in oltre un secolo e mezzo di percorso impervio e difficile e mirabilmente riassunti nella Costituzione repubblicana. Generazioni generose furono protagoniste del nostro essere Italia, sino a quelle che, senza esitazioni, seppero scegliere la causa della Liberazione nella Seconda guerra mondiale. E, oggi, Costituzione, Inno degli Italiani e Tricolore simboleggiano la Repubblica Italiana. Più vero sarà l’ideale della nostra unità, più ricco di opportunità sarà l’avvenire del popolo italiano. Le Istituzioni sono chiamate, per prime, a dare esempio di collaborazione e responsabilità, di unione nel servizio al bene comune. I venti di indipendenza e libertà che attraversarono l’Europa nei secoli scorsi, con le domande di democrazia e giustizia sociale che le hanno accompagnate, hanno trovato nel percorso della integrazione europea la cornice di garanzia. Oggi, siamo di fronte a sfide non dissimili da quelle che vennero affrontate allora. La crescente e terribile situazione di instabilità caratterizzata da aggressioni sempre più sanguinarie, in Ucraina come in Medio Oriente, minacciano di coinvolgere tutta la comunità internazionale. Queste guerre vanno fermate, affinché si ripristini il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale, a garanzia della vita di ogni popolo».
Quarantantasei anni fa, il 16 marzo del 1978, il rapimento da parte delle Brigate rosse del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro e l’uccisione dei cinque uomini della sua scorta.
Iniziarono così i 55 drammatici giorni del sequestro Moro, che si conclusero con il ritrovamento il successivo 9 maggio del corpo dello statista all’interno del bagagliaio di una Renault 4 rossa parcheggiata a Roma in via Caetani, distante circa 150 metri sia da via delle Botteghe Oscure, sede nazionale del Partito Comunista Italiano, sia da Piazza del Gesù, sede nazionale della Democrazia Cristiana.
Aldo Moro nato in Puglia a Maglie il 23 settembre 1916 dal 1936 nella Federazione degli universitari cattolici (Fuci), su indicazione di Giovanni Battista Montini, futuro pontefice con il nome di papa Paolo VI (a cui avrebbe scritto anche durante il sequestro), ne divenne molto presto presidente nazionale, ancora giovanissimo fu tra i fondatori della Democrazia Cristiana e suo rappresentante nella Costituente, ne divenne dapprima Segretario dal 1959 al 1964 e in seguito Presidente nel 1976; all’interno del partito aderì inizialmente alla corrente dorotea, ma negli anni 1960 assunse una posizione più indipendente formando la corrente morotea. Fu Ministro della giustizia (1955-1957), della Pubblica istruzione (1957-1959) e per quattro volte Ministro degli esteri (1969-1972 e 1973-1974) nei governi presieduti da Mariano Rumor ed Emilio Colombo. Cinque volte Presidente del Consiglio dei ministri, guidò governi di centro-sinistra “organico” tra il 1963 e il 1968 e tra il 1974 e il 1976 promuovendo la cosiddetta strategia dell’attenzione verso il Partito Comunista Italiano attraverso il compromesso storico e determinò la nascita del Governo Andreotti III (definito il governo della non-sfiducia) in cui il PCI garantiva l’astensione.
Molti storici sono concordi nell’affermare che con la morte di Aldo Moro, seguita il 6 agosto 1978 da quella del suo caro amico Papa Paolo IV, ebbe termine la fase politica denominata Prima Repubblica.
Il ricordare questo tragico evento a distanza di 46 anni significa fare memoria oltre che della più luminosa figura politica, assieme ad Alcide De Gasperi, dell’Italia del dopoguerra, anche di tutti i martiri che hanno perso la vita in nome della democrazia e della libertà.
A loro, per sempre, va il nostro ricordo eterno e la nostra riconoscenza.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato a Cassino in occasione dell’80° anniversario della distruzione della città. Al suo arrivo ha deposto una corona presso il Monumento ai Caduti in Piazza Alcide De Gasperi. Si è svolta, quindi, la cerimonia con la preghiera commemorativa per i Caduti della Seconda guerra mondiale, officiata dal Mons. Gerardo Antonazzo, Vescovo di Sora – Cassino – Aquino – Pontecorvo, e l’intervento del sindaco di Cassino, Enzo Salera. La cerimonia si è conclusa con il discorso del Presidente Mattarella (leggilo qui: https://www.quirinale.it/elementi/109103)
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella depone una corona d’alloro,presso il Monumento a Don Giuseppe Morosini
(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella depone una corona d’alloro,presso il Monumento a Don Giuseppe Morosini
(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Enzo Salera, Sindaco di Cassino,in occasione della cerimonia commemorativa dell’ottantesimo anniversario della distruzione della città
(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella depone una corona d’alloro,presso il Monumento ai Caduti,in occasione della cerimonia commemorativa dell’ottantesimo anniversario della distruzione della città di Cassino
(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)
Il Capo dello Stato si è recato poi a Ferentino dove ha reso omaggio alla memoria di Don Giuseppe Morosini, Medaglia d’oro al Valore Militare.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla Chiesa di Sant’Ippolito,accolto da Mons. Ambrogio Spreafico, Vescovo di Frosinone – Veroli – Ferentino
(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla Chiesa di Sant’Ippolito,a Ferentino
(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla Chiesa di Sant’Ippolito,a Ferentino
(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)
Era presente alle due cerimonie il Consigliere Nazionale Aladino Lombardi.
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