Nella ricorrenza di S.Barbara, l’ANPC di Bergamo ha accolto l’invito della Ass. Marinai per partecipare alla celebrazione della S.Messa nello splendido Tempio dei Caduti a Bergamo Alta. È stata una messa suggestiva tra le mura celebrative del sacrificiodei caduti nelle guerre che ci stimola all impegno per la pace.
L’orafo trentino Settimo Tamanini, in arte Mastro 7, in occasione dell’anno giubilare, esporrà a Romal’opera “TUTTI SOTTO LO STESSO CIELO, ALL’OMBRA DELLA QUERCIA DI MAMRE”, presso l’Oratorio di San Francesco Saverio del Caravita (accanto al Collegio Romano e a S. Ignazio).L’installazione consiste in una maestosa Quercia di 7 metri di altezza, in rame puro a fuoco soffiato, cesellato e fiammato, con un tronco da cui si innalzano tre rami protesi verso il cielo. L’opera trae ispirazione dall’episodio biblico (Genesi 18,1-8) della quercia di Mamre, dove Abramo accoglie tre viandanti forestieri, che si riveleranno inviati di Dio. L’opera afferma i temi e i valori dell’accoglienza, della pace, del rispetto dell’altro.L’esposizione ha anche il patrocinio della nostra ANPC.
L’inaugurazione avverrà nella Chiesa del Caravita (in Via del Caravita, 6 – Roma) domenica 8 dicembre 2024 alle ore 17,30.
Successo per l’evento targato Santa Barbara nel Mondo a Roma Capitale il 4 dicembre con il concerto della Banda Musicale della Guardia di Finanza. La serata, realizzata con i Patrocini di Roma Capitale e ANCI Lazio presso la Basilica Santa Maria in Aracoeli, ha entusiasmato i presenti. Strepitosa la Banda Musicale del Guardia di Finanza diretta dal M° Colonnello Leonardo Laserra Ingrosso. Ha dato il benvenuto ai numerosi intervenuti, cittadini e religiosi, il consigliere delegato del sindaco, Mariano Angelucci. L’organizzazione ringrazia don Savino D’Amelio e don Cesare Faiazza responsbili dell’Ordine e dell’ Opera del Mezzogiorno d’Italia fondati da padre Giovanni Minozzi di Amatrice. Si è ricordata l’opera del cappellano militare durante e dopo la Grande Guerra. Si sono ricordate le popolazioni dell’amatriciano colpite dal sisma e invito alle Istituzioni a tenere le i riflettori sempre accesi. Un grazie a tutta la comunità Francescana della Basilica guidata da padre Massimo Cocci”.
Nell’occasione è stato conferito il PREMIO INTERNAZIONALE DI SOLIDARIETÀ “NEL FUOCO” al Corpo della Guardia di Finanza nel 250° anniversario della fondazione. A consegnarlo dott. Gianpiero Guerrieri Vice Presidente Associazione Santa Barbara nel Mondo e presidente sezione Roma Capitale. Ha presentato la serata Catiuscia Rosati.
Un volume di Carla Bianchi Iacono e Stefano Bodini ricostruisce, attraverso testimonianze orali e documenti, la storia di una delle organizzazioni di salvataggio attive a Milano nell’epoca della Resistenza, legata al mondo scout e cattolico e alla figura di don Andrea Ghetti «Baden»
Una storia che pochi, al di fuori del mondo scout, conoscono, ma che in realtà è una storia italiana. È la vicenda di Oscar, anagramma di «Organizzazione scout (poi modificata in soccorso) collocamento assistenza ricercati», sulla quale esce ora un volume prezioso: Oscar. Storie di una resistenza disarmata 1943-1945, scritto a quattro mani da due storici, Carla Bianchi Iacono e Stefano Bodini, e pubblicato nella collana «Edificare» dell’Ente Educativo Mons. Andrea Ghetti – Baden di Milano da Tipiscout Edizioni, casa editrice che di recente si è dedicata alla pubblicazione di testi di approfondimento sul metodo e sulla storia dello scoutismo.
Oscar era una delle tante organizzazioni di salvataggio attive a Milano nell’epoca della Resistenza, ma che ha un significato speciale per chi bazzica il mondo scout e quello cattolico. A darle vita furono infatti tre sacerdoti ambrosiani, don Andrea Ghetti, don Enrico Bigatti e don Aurelio Giussani. Il cuore e l’anima dell’impresa era però senza dubbio don Ghetti, ed è proprio grazie a lui, tra i fondatori anche del movimento clandestino scout della Aquile randagie con il nome di battaglia «Baden», che la storia di Oscar e quella degli scout sono profondamente intrecciate.
Come tutte le organizzazioni fuorilegge all’epoca del Fascismo e poi della Resistenza, sappiamo di Oscar soprattutto dalle memorie orali di chi ne fece parte, in primis uno dei protagonisti, don Giovanni Barbareschi, scomparso nel 2018. Una frammentarietà aggravata dal fatto che per mettere in salvo i ricercati – ebrei, disertori della repubblica di Salò, prigionieri di guerra – veniva chiesta la collaborazione di volontari che però spesso erano coinvolti per portare a termine solo un pezzo dell’impresa, e questo per ragioni di segretezza e sicurezza.
A partire dalla ricchissima raccolta di testimonianze compiuta negli anni scorsi da Vittorio Cagnoni, amico e primo biografo di don Ghetti, Bianchi Iacono e Bodini hanno condotto una ricerca storica approfondita per individuare fonti storicamente attendibili e contestualizzarle nella più ampia storia della Resistenza lombarda. Nel libro, infatti, alle pagine che raccontano degli avventurosi salvataggi sul confine lombardo-svizzero compiuti da Oscar, si alternano pagine stampate su fondo grigio sulla «storia grande», quella dell’Italia e del mondo che stava tribolando per uscire dalla guerra. «Quella di Oscar fu un’esperienza complessa e frammentata. Il libro presenta una serie di episodi, la difficoltà è stata ricostruire il quadro generale. Un filo rosso che ci ha guidato è l’esperienza del giornale clandestino Il Ribelle», spiega Stefano Bodini.
Il collegamento tra l’esperienza di Oscar e Il Ribelle era Carlo Bianchi, imprenditore milanese, grande amico di Ghetti, cattolico impegnato, presidente della Fuci e fondatore di quella istituzione caritativa sollecitata dal cardinal Schuster nota con il nome di «Carità dell’arcivescovo». Bianchi fu catturato a causa di un delatore e morì martire nel campo di concentramento di Fossoli senza conoscere la sua figlia minore, Carla, che sarebbe nata poco dopo. Carla ha dedicato una vita a studiare l’operato del padre e degli altri 66 caduti nell’eccidio di Fossoli, la Resistenza e il ruolo in essa avuto dai cattolici e oggi co-firma questo importante lavoro su Oscar: «È stato pagato un prezzo molto caro per la libertà, la democrazia e la giustizia del nostro Paese – spiega -. Nel nord Italia la situazione dopo l’armistizio era terribile. A Milano si contavano i morti ammazzati per strada ogni giorno e le rappresaglie erano immediate e feroci, tanto da indurre il cardinal Schuster a scrivere una lettera al comando nazista perché lo scempio terminasse».
Uno scempio che i protagonisti di Oscar, appartenenti al mondo cattolico, non potevano tollerare: «Nel caos in cui era piombata l’Italia dopo l’8 settembre – spiega Bodini – la Chiesa era rimasta uno dei pochi tessuti sociali a cui riferirsi. I ricercati si rivolgevano ai preti per essere messi in salvo. E il cardinal Schuster affermò apertamente che bisogna stare vicino ai bisognosi, implicitamente appoggiando l’opera di aiuto a queste persone». Naturalmente fu un sostegno non violento, che mirava a salvare vite contro la distruzione imperante. «Senza la resistenza disarmata di Oscar ci sarebbero stati molti più morti – afferma Carla Bianchi Iacono -. Perché questo sacrificio non sia stato vano, abbiamo il dovere della memoria. Dobbiamo ancora conoscere a fondo quanto è avvenuto e farlo conoscere ai nostri figli e nipoti, perché possano costruire un futuro migliore a partire da quel sacrificio. Ma la memoria deve essere documentata. Il nostro libro è un piccolo contributo, anche se la ricerca delle fonti e della verità storica è per sua natura sempre incompleta, non finisce mai».
Si è spento il 4 dicembre 2024 all’età di 94 anni. L’ANPC ricorda Eugenio Borgna grande studioso e medico psichiatra ma anche come figlio di un partigiano cattolico dell’Ossola che si e’ salvato da giovinetto con una avventurosa fuga in Svizzera. Traferi’ la passione per la cura dei suoi anche nella cura dei suoi cittadini da sindaco della sua città, Borgomanero, cittadina del novarese che era stato terreno della Resistenza.
L’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani si congratula con Roberto Cenati per l’assegnazione della massima onorificenza milanese.
Classe ’52, antifascista fin da giovane, Roberto Cenati è stato impegnato per decenni nell’ANPI percorrendo tutte le tappe elettive dalla Sezione Monforte-Venezia. E’ stato il primo presidente non partigiano per ovvie ragioni anagrafiche. Eletto Presidente dell’ANPI provinciale di Milano il 5 luglio 2011 e riconfermato il 10 aprile 2016 e il 13 marzo 2022. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni divulgative sulla Resistenza e centinaia di interventi formativi nelle scuole oltre a quelli delle cerimonie commemorative e delle manifestazioni civili. In questi 13 anni ha anche ricoperto la carica di Presidente del Comitato permanente antifascista contro il terrorismo per la difesa dell’ordine repubblicano di Milano, fondato nel 1969 (durante la strategia stragista neofascista).
L’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani di Milano e Città Metropolitana ha avuto modo di apprezzare la sua volontà di guidare l’ANPI ad una sempre maggior apertura e riconoscimento delle varie forme in cui si è manifestata la Resistenza al nazifascismo.
Auspicando la sempre più convinta unità antifascista teniamo strette le date festiva dell’onorificenza con quella della Memoria del 12 dicembre.
A 104 anni ci ha lasciati Iole Mancini, staffetta partigiana, ultima testimone degli orrori di Via Tasso. Torturata dai nazisti, mai parlò per amore della libertà. L’Anpc partecipa al dolore per la perdita di una delle più grandi testimoni della resistenza romana che ha dedicato la sua vita ad un costante impegno contro il fascismo e per la democrazia. La ricordiamo sempre presente ad ogni commemorazione e resterà nei nostri occhi e nei nostri cuori sul palco a Porta San Paolo quel 25 aprile quando disse: “Oggi i giovani forse non si rendono conto che vivono in un Paese libero, sono liberi di esprimersi, di passeggiare. Noi no, c’era la dittatura fascista e tutto era molto difficile. Siete giovani, studiate – è l’appello – fate la vostra carriera, questo significa Resistenza, riuscire a salire su questo palco è una grande gioia”. E si è accomiatata intonando – flebilmente ma con ferrea volontà – ‘Bella Ciao’, tra la commozione dei presenti. Instancabile testimone la ricorderemo sempre con infinito affetto, rispetto ed immensa gratitudine.
“L’ANPC di Bergamo ha partecipato il 24/11/2024 a Cornalba (alta val Brembana) all’80° anniversario di uno più efferati eccidi fascisti bella bergamasca. Con i familiari delle vittime i Sindaci dei comuni coinvolti, l’ANPI e numerosi amici abbiamo percorso il sentiero e ad ogni lapide una corona d’alloro, una preghiera. Davanti alla croce di N. Duxionie G. Zelasco è toccato all’ANPC illustrare la storia dei 2 partigiani cristiani. Abbiamo pregato anche per tutte quelle donne che, silenziosamente e con grandi rischi hanno contribuito alla Resistenza. Dopo la S. Messa, la benedizione alla cappella dedicata ai 15 martiri, i discorsi delle autorità, la Sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, ha chiesto di farsi fotografare con il labaro dell’ANPC. Marina Pighizzini”.
Mariapia Garavaglia, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Partigiani Cristiani (ANPC) ha lanciato una petizione per chiedere al sindaco Roberto Gualtieri l’impegno affinché lo storico Palazzo dei Congressi dell’Eur, attualmente in fase di restauro, possa essere dedicato ad Alcide De Gasperi. Si tratta di una proposta già avanzata di recente dagli “Amici di Piazza Nicosia” con una lettera indirizzata ad Eur spa – società proprietaria dell’immobile avente come soci il Ministero dell’Economia e Roma Capitale – cui è stata data una risposta interlocutoria. Occorre tener presente che lo statista trentino, considerato l’artefice principale della Ricostruzione di un Paese – il nostro – uscito distrutto nel 1945 dalla guerra e dalla dittatura, è apprezzato universalmente come uno dei Padri dell’Europa comunitaria. Ora, poiché ricorre il 70º anniversario della sua scomparsa, questo atto di pubblica riconoscenza renderebbe il giusto onore oltre che alla persona, rispettabile per integrità morale e rigore politico, anche a ciò che egli ha rappresentato nella vicenda democratica del secondo Novecento italiano. Dunque, aiuta con la tua firma a rafforzare questo invito al sindaco Gualtieri perché, in forza del suo ruolo e nell’ambito delle sue competenze, assuma appunto l’iniziativa tesa ad intestare allo statista il Palazzo dei Congressi, sede prestigiosa di convegni e conferenze, spesso di respiro internazionale.
In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, lunedì 25 novembre ore 18.00 è stato presentato il volume “Iran a mani nude. Storie di donne coraggiose contro ayatollah e pasdaran” di Mariano Giustino. Incontro a cura delle Associazioni della Casa della Memoria e della Storia. Per l’Anpc ha partecipato la Vicepresidente Cristina Olini.
“Registrazione video del dibattito dal titolo “Presentazione del libro di Mariano Giustino “Iran a mani nude. Storie di donne coraggiose contro ayatollah e pasdaran” (Rubbettino, 2024)”, registrato a Roma lunedì 25 novembre 2024 alle ore 18:15. Sono intervenuti: Annabella Gioia (storica IRSIFAR), Bianca Cimiotta Lami (vice presidente della Federazione Italiana Associazioni Partigiane), Masih Alinejad (giornalista iraniana, attivista diritti umani), Flavia Fratello (giornalista de La7), Mariano Giustino (corrispondente di Radio Radicale dalla Turchia, autore), Maryam Pezeshki (artista e attivista iraniana), Faiborz Kamkari (artista e attivista iraniano), Mariano Giustino (corrispondente di Radio Radicale dalla Turchia). Tra gli argomenti discussi: Arte, Carcere, Cultura, Curdi, Democrazia, Diritti Civili, Diritti Umani, Donna, Esteri, Giovani, Integralismo, Iran, Islam, Libro, Manifestazioni, Tortura, Violenza. La registrazione video di questo dibatto ha una durata di 1 ora e 35 minuti. Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio”. (pubblicato su: https://www.radioradicale.it/scheda/744740/presentazione-del-libro-di-mariano-giustino-iran-a-mani-nude-storie-di-donne)
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