Un fiore per la Memoria a Reggio Calabria
Il 27 gennaio 2025 per il Giorno della Memoria a Reggio Calabria.

Il 27 gennaio 2025 per il Giorno della Memoria a Reggio Calabria.

A Reggio Emilia si è svolta la celebrazione solenne in occasione del 228° anniversario dell’adozione del primo Tricolore. Questo evento, di altissimo valore simbolico, celebra l’adozione di quello che sarebbe diventato il simbolo dell’unità e dell’identità della nostra Nazione: la Bandiera italiana, emblema di libertà e appartenenza. La cerimonia ha visto lo schieramento di una compagnia di onore interforze e della Banda del Comando Artiglieria Controaerei, ed ha aperto con l’alzabandiera ufficiale il programma delle celebrazioni per la “Giornata Nazionale della Bandiera”, sottolineando la rilevanza e l’importanza dell’evento. In un clima di profondo rispetto e patriottismo, è stato onorato il Tricolore, in una città ritenuta una pietra miliare della storia d’Italia. La ricorrenza, che celebra la “Giornata Nazionale della Bandiera”, istituita con legge n. 671 del 31 dicembre 1996, rievoca la data in cui, nel 1797, i rappresentanti delle quattro città di Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ferrara, riuniti in congresso nel Palazzo Comunale del capoluogo reggiano, accolsero favorevolmente la proposta del deputato Giuseppe Compagnoni di adottare un vessillo Tricolore.
Presente il nuovo Coordinatore Anpc della Sezione di Reggio Emilia, Gabriele Torricelli, con il medagliere dell’Associazione. (nella foto qui sotto)
Tra novembre 1944 e gennaio 1945 la XIII Zona (corrispondente alla Provincia di Piacenza) viene investita da un’imponente rastrellamento in funzione antipartigiana. Nel gennaio del 1945 le scuole elementari di Bettola (PC), situate in Piazza Colombo, erano utilizzate dai nazifascisti come centro di raccolta dei tanti prigionieri catturati nelle operazioni di rastrellamento eseguito dalle truppe dell’Infanterie Regiment 329 coadiuvati da uomini della 162.a Divisone Turkestan, approfittando tra l’altro della neve eccezionalmente abbondante che rendeva difficile l’occultamento.
Nella giornata di venerdì 12 gennaio 1945 un gruppo di circa venti (le fonti oscillano sempre tra i 20 e i 23) prigionieri viene prelevato dalle scuole, fatto spogliare, e condotto nella vicina località di Rio Farnese, lì vengono uccisi uno ad uno con un colpo di pistola alla nuca da un ufficiale tedesco che la memorialistica locale e le memorie orali sono concordi nell’individuare nel Sergente Maggiore Holler.
L’eccidio di Rio Farnese è tra le motivazioni che hanno portato al conferimento della medaglia d’argento al Valor Militare al Comune di Bettola.
In occasione dell’80° anniversario dell’eccidio, il Comune di Bettola in collaborazione con ANPI Piacenza e ANPC Piacenza. Domenica 12 Gennaio 2025 alle ore 10.30, presso il monumento eretto proprio in località Rio Farnese in Comune di Bettola (Pc), organizzano l’annuale commemorazione, con il programma di cui alla locandina allegata.
L’orazione ufficiale verrà tenuta da Luca Quintavalla, consigliere Regione Emilia Romagna e iscritto ANPC.
Pubblichiamo un articolo uscito sul quotidiano di Piacenza “Libertà” intitolato: “Don Borea, la causa di beatificazione alla Conferenza Episcopale regionale”, che illustra come la Conferenza Episcopale Emilia Romagna stia valutando se e come affrontare le varie proposte di avvio di cause di beatificazione, tra cui quella del piacentino Don Giuseppe Borea proposta da Anpc Piacenza, relative ai sacerdoti uccisi durante la Resistenza dai nazifascisti.

E’ venuto a mancare Angelo Bendotti. Bendotti è stato un valente e rigoroso storico, interlocutore attento anche dell’Anpc di Bergamo e lombardo e proprio in queste ultime settimane era uscita la sua ultima pubblicazione “Stanotte mi fucileranno”, una interessante biografia di Giorgio Paglia di Alzano Lombardo, l’eroe della Resistenza bergamasca fucilato a 22 anni nel dopo aver rifiutato la grazia a lui concessa in quanto figlio di un decorato medaglia d’oro della guerra fascista in Etiopia. Interessante come Angelo Bendotti, attraverso una ricerca accurata che ha attinto alle lettere inedite scritte dalla madre di Giorgio, un vero e proprio diario, messe a disposizione dal nipote Guido, e quelle alla fidanzata, ricostruisca la profonda fede cattolica di Giorgio Paglia, riconoscendo con onestà intellettuale come questa sia stata “un non detto che mai avrei immaginato di scoprire, rimasto a lungo nell’ombra forse perchè non si riusciva a spiegare come un ragazzo così credente potesse arrivare alla lotta armata. Come se una cosa in qualche modo disturbasse l’altra”.
Un grato ricordo, una preghiera e vicinanza ai suoi cari, una grave perdita per tutti noi.
Condividiamo ed appoggiamo il comunicato stampa del Presidente dell’Istituto Parri Paolo Corsini sulla scomparsa del Presidente dell’ISREC di Bergamo, Angelo Bendotti, avvenuta il 23 dicembre 2024: “Siamo profondamente addolorati per l’improvvisa scomparsa di Angelo Bendotti, figura storica dell’Istituto bergamasco per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, che ha presieduto fino a oggi. Studioso insigne della Resistenza, dell’antifascismo e della seconda guerra mondiale, ha firmato significativi contributi che hanno arricchito il panorama della storiografia nazionale: Bendotti, che è stato segretario generale dell’Istituto dal 1996 al 1998 sotto la presidenza di Rochat, ha costituito per l’intera rete Parri un ineludibile punto di riferimento oltre che per le sue doti di studioso, anche per la sua attenzione alla salvaguardia e conservazione delle fonti e le sue capacità come organizzatore culturale e promotore di iniziative. Fresco di stampa per Il filo di Arianna, il suo ultimo volume “Stasera mi fucileranno. Giorgio Paglia 1922/1944”, a cui Bendotti teneva molto. Con la sua scomparsa perdiamo una delle voci più stimolanti e significative: Angelo lascia un’eredità preziosa che non dovrà essere persa ma anzi valorizzata, ancor più in un momento importante e delicato per l’Istituto bergamasco che si è appena trasferito nella nuova sede. Ci stringiamo con un affettuoso abbraccio alla moglie, ai familiari e alle colleghe dell’Istituto bergamasco per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea. Il Presidente
Paolo Corsini insieme agli organi direttivi e allo staff dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri”.
Riflessione e memoria storica protagoniste il 21 dicembre 2024 a Greccio, dove alle 18 si è svolto l’incontro dedicato al contributo dei giovani di Azione cattolica alla lotta partigiana contro il nazifascismo. A ricevere il riconoscimento il ricercatore Andrea Pepe per il suo libro «Sparate ma non odiate».
Cattolici e Resistenza, il tema al centro dell’incontro che si è svolto sabato 21 dicembre a Greccio, per l’assegnazione del Premio di Cultura “Santa Barbara 2024”, ideato e realizzato dell’Associazione Culturale Santa Barbara nel Mondo assieme all’ANPC, l’Associazione nazionale dei partigiani cristiani, che su impulso del suo fondatore, il presidente dell’ENI Enrico Mattei, scelse la martire sabina, già patrona dell’Ente nazionale idrocarburi, come propria protettrice. In coda alle iniziative svolte a contorno della festività della patrona della diocesi reatina, l’iniziativa, che si avvale del patrocinio del Comune di Greccio, si è svolta nel pomeriggio del 21 dicembre, alle 18, nella Sala Giovanni Velita, al centro storico del borgo grecciano (nelle vicinanze della chiesa parrocchiale San Michele Arcangelo).
A ricevere il Premio, il ricercatore Andrea Pepe, per il suo libro intitolato «Sparate ma non odiate». La legittimazione della lotta armata nella Resistenza dei giovani di Azione cattolica. Una pubblicazione dell’Ave, l’editrice dell’Azione cattolica italiana, nell’ambito degli studi sulla storia dell’associazione a cui l’autore – dottore di ricerca in Storia e scienze filosofico-sociali presso l’Università di Tor Vergata si dedica da anni, collaborando sin dal 2018 con l’Isacem, l’Istituto Paolo VI per la storia dell’Acv e del movimento cattolico in Italia.
A sostenere l’iniziativa è dunque anche l’Ac diocesana. Tra gli interventi dell’incontro oltre al saluto dell’attuale presidente diocesana, Fausta Tasselli, quello dell’ex presidente diocesano Alessio Valloni, da alcuni anni di casa nel territorio grecciano (ove è stata avviata un’associazione parrocchiale di Ac) e nell’amministrazione comunale di Greccio consigliere di maggioranza con delega alla cultura, che coordina il dibattito. Intervenuti per l’ANPC la vice presidente nazionale Cristina Olini e il consigliere nazionale Maurizio Gentilini (ricercatore del CNR).
Un’occasione per riflettere sul contributo significativo che il mondo cattolico, e nello specifico gli appartenenti all’Ac, hanno dato alla lotta partigiana contro il nazifascismo durante l’ultima guerra.
Le oltre 300 pagine dello studio di Pepe passano in rassegna le esperienze che i giovani legati all’associazione ecclesiale – nello specifico i rami della Giac e della Fuci – vissero nel partecipare alla Resistenza, ma soprattutto le motivazioni che li spinsero ad abbracciare una lotta armata nella continua tensione con l’ideale cristiano di non violenza e soprattutto di non odio verso il nemico. Le diverse parti del volume, si legge nell’introduzione firmata dalla storica Marta Margotti, vanno a indagare «le impostazioni culturali, pedagogiche e catechetiche espresse verso il tema della liceità della violenza resistenziale all’interno del ramo giovanile dell’Ac e della legittimità dell’uso delle armi nel contesto dello scontro civile. Il focus della ricerca non è dunque rivolto alla definizione del dato meramente quantitativo riguardante uomini e brigate che i cattolici assicurarono alla Resistenza, quanto un discorso più ampio per inquadrare quei caratteri della formazione ricevuta nei circoli associativi che accompagnarono, seppur rimodulati in maniera personale o attraverso la mediazione del consiglio dei sacerdoti e dei compagni di battaglia, i soci che fecero la scelta partigiana».
Un incontro denso di interesse storico-culturale ma anche di riflessione sulla testimonianza che i laici cristiani sono chiamati a dare nella società contemporanea.
(pubblicato su: https://www.frontierarieti.com/cattolici-e-resistenza-a-greccio-il-premio-santa-barbara-2024/ )




L’intitolazione del Palazzo dei Congressi dell’EUR ad Alcide De Gasperi nel 70mo anniversario della sua morte – Conferenza Stampa promossa dall’Anpc.
Video realizzato da radio radicale visibile su: https://www.radioradicale.it/scheda/747217

















Ne parlano anche su: https://www.agenziacult.it/eventi/roma-raccolta-firme-per-intitolare-ad-alcide-de-gasperi-il-palazzo-dei-congressi/