ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

Il Palazzo dei Congressi di Roma all’Eur sarà intitolato a Alcide De Gasperi

“Ci siamo riusciti! Il Palazzo dei Congressi di Roma all’Eur sarà intitolato a Alcide De Gasperi, in occasione del 70mo anniversario della sua morte. Il Governo ha accettato la nostra proposta. Un risultato ottenuto grazie a un grande impegno e un ottimo lavoro di squadra, a iniziare dalla petizione lanciata a settembre dall’ANPC (firmata  da oltre 15 mila persone) con la Presidente Maria Pia Garavaglia e tutti noi e di intesa con gli amici del comitato romano DC. Grazie alla mozione unitaria del Consiglio comunale, ai due parlamentari Luciano Ciocchetti e Alessandro Alfieri, primi firmatari delle interpellanze alla Camera e al Senato, al Presidente dell’Ente Eur Enrico Gasbarra. Ringraziamo in particolare l’accoglimento della proposta da parte del ministro Giorgetti, come azionista di maggioranza del CDA dell’Ente Eur. Ne sono felice e commossa  come cittadina Roma, come cristiana democratica e come Vice Presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani. Silvia Costa”.

Ecco l’annuncio del presidente a Enrico Gasbarra: “Eur spa, palazzo Congressi sarà intitolato ad Alcide De Gasperi Decisione cda in seguito a richiesta dei soci (ANSA) – ROMA, 28 GEN – Il palazzo dei congressi dell’Eur a Roma, al termine dei lavori di ristrutturazione in corso, sarà dedicato ad Alcide De Gaspari. La decisione arriva dal consiglio di amministrazione di Eur SpA (90% ministero dell’Economia e delle Finanze e 10% Roma Capitale), riunito oggi sotto la presidenza di Enrico Gasbarra, alla presenza dell’amministratore delegato Claudio Carserà e dei consiglieri Manuela Rongioletti e Francesco Vaccaro. Il cda ha infatti preso atto della volontà degli azionisti – Roma Capitale espressa con mozione approvata all’unanimità del Consiglio comunale e il Ministero dell’Economia e delle Finanze – che hanno raccolto l’appello avanzato dall’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani. Il cda, condividendo l’iniziativa ha dato mandato all’amministratore delegato di attivare l’iter amministrativo per potere dedicare, anche in occasione dei lavori di ristrutturazione e rifunzionalizzazione, Palazzo dei Congressi all’illustre statista”. (ANSA)

27 gennaio – Giorno della Memoria 2025

”Chi per la patria muor vissuto e’ assai” e’ stato cantato ma noi, più sicuri per l’autorevolezza dell’Autore che ce l’ha detto, sappiamo che “non c’è amore più grande che donare la vita per gli amici”. Il martirio è l’atto supremo del dono della vita. Il 27 gennaio, è la data in cui nel 1945 si è aperto il campo di Auschwitz e la legge 20 luglio 2000, n. 211 ha decretato che nella stessa data si celebri il Giorno della Memoria.

La Legge si propone di ricordare “coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”. Molte di queste persone sono state riconosciute come Giusti tra le Nazioni dal Governo di Israele ed a loro memoria è dedicato un albero nel Giardino dei Giusti a Gerusalemme, nel quale sono ricordati circa 20.000 Giusti, 300 dei quali sono  italiani.Sconcerta che esista una ideologia del negazionismo a fronte di testimonianze storiche accertate e di quelle ancora vive nella carne degli scampati. Liliana Segre porta indelebile sul braccio sinistro i numeri di matricola che sono stati stampigliati all’ingresso del campo di concentramento. Purtroppo altri sopravissuti ci hanno lasciato anche recentemente, come Shlomo Venezia cui, insieme ad altri, sento di esprimere gratitudine per il dono della loro presenza in incontri con studenti e con il fare da guida a molti viaggi di scolaresche in diversi campi dì concentramento, anche grazie alla visione formativa dei dirigenti scolastici che li hanno incoraggiati. C’è anche un’altra ‘ideologia’ da sfatare e cioè che la Shoah  sia stato un genocidio come altri. La volontà di distruggere l’intera nazione ebraica significava ben di più dei massacri che al giorno d’oggi siamo costretti a vedere in medio oriente, anch’essi delitti contro l’umanità. E’ doveroso conoscere la storia per attribuire alle diverse fasi in cui  si è espressa la crudeltà delle violenze belliche non per classificare gli eventi, ma per ricordarli nelle loro cause e finalità. Ricorderemo a suo tempo l’ orrore delle Foibe e la Liberazione ottenuta col sacrificio della Resistenza. Serve per evitare che non si ricompongano, silenti,  le cause che sono state all’origine delle passate tragedie. Il Giorno della Memoria ci ricorda l’esito di un odio razziale che si è concretizzato in leggi e che purtroppo oggi si ripresenta come un cupo incubo non sconfitto, con un accentuarsi inaccettabile dell’antisemitismo. Gli ebrei non sono un Governo. Perciò ci viene chiesta la responsabilità di non tradire le vittime e di continuare a costruire sistemi di confronto pacifico fra i diversi, difendendo il prezioso loro dono,  la democrazia. La memoria è un tesoro dell‘anima, un atto di carità e di gratitudine per tutti coloro che ci hanno lasciato una lezione che non possiamo, che non dobbiamo dimenticare. 

Mariapia Garavaglia 

Presidente Associazione Nazionale Partigiani Cristiani 

Un passo avanti sulla intitolazione ad Alcide De Gasperi del Palazzzo dei Congressi dell’Eur a Roma

Grazie alla petizione lanciata a settembre dall’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani per le intitolazione del Palazzo dei Congressi dell’Eur a Alcide De Gasperi in occasione del 70mo anniversario della sua morte, che ha raccolto oltre 15mila firme, alla mozione unitaria in Campidoglio e alle interpellanze trasversali tra le forze politiche presentate alla Camera dall’on. Luciano Ciocchetti e al Senato dall’on. Alessandro Alfieri, oggi in aula a Montecitorio è venuta una prima risposta positiva  dal Ministero delle Finanze, socio di maggioranza dell’Ente Eur. 

Questa la risposta alla interpellanza dell’on. Ciocchetti, ancora interlocutoria ma positiva: “Il Ministero Economia e Finanze esprime apprezzamento e ritiene utile l’intitolazione durante i lavori in corso”.

Ricordiamo infatti che entro il 2026 dovranno concludersi i lavori di restauro e consolidamento dei rivestimenti lapidei del Palazzo dei Congressi, avviati l’anno scorso su fondi PNRR.

Come è noto il Palazzo dei Congressi, progettato dall’architetto Adalberto Libera, insieme alla Nuvola dell’arch. Fuksas rappresenta un importante polo congressuale e sede per eventi a Roma.

Così possiamo idealmente unire due date simboliche: nel 2024, i 70 anni dalla morte di Alcide De Gasperi; nel 2026 ricorrono almeno tre anniversari significativi che hanno visto De Gasperi protagonista: gli 80 anni dal voto alle donne, la Costituente e il primo Congresso della Democrazia Cristiana svoltosi proprio a Roma il 24/26 aprile 1946.  Nonché la istituzione da lui effettuata come Capo del Governo del 25 aprile come Festa nazionale della Liberazione.

Una bambina e basta, un libro di Lia Levi

La scrittrice Lia Levi nel libro Una bambina e basta, ripercorre la sua storia al tempo delle leggi razziali per farne dono ai bambini di oggi.

Per trent’anni Lia Levi si è dedicata al giornalismo dirigendo il mensile ebraico Shalom. Nel suo primo romanzo Una bambina e basta (Edit. Harper Collins), la scrittrice ripercorre la sua storia al tempo delle leggi razziali del 1938 per farne dono ai bambini di oggi. Con parole semplici ricorda le conseguenze drammatiche delle leggi razziali nella vita delle comunità ebraiche sparse nel Paese.

Con questa semplicità Levi ricorda il lungo elenco delle proibizioni che hanno coinvolto e sconvolto la sua infanzia e quella di tantissimi bambini ebrei: l’espulsione repentina dalla scuola pubblica, come capitò a Milano alla giovanissima Liliana Segre, oggi senatrice della Repubblica Italiana; la perdita del lavoro del padre, la proibizione per un non “ariano” di lavorare per una famiglia ebrea; proibito programmare le vacanze al mare o in altri posti di villeggiatura, proibito persino avere una radio.

A Roma, dopo il rastrellamento del ghetto ebraico (16 ottobre 1943) la situazione della comunità ebraica precipita. I genitori portano Lia e la piccola sorella Vera in un collegio di suore per proteggere la loro vita. Presso gli istituti, conventi, collegi, soprattutto femminili, a Roma trovarono rifugio, e salvezza, più di 4000 ebrei. Nella seconda parte del libro Levi si sofferma dettagliatamente sulla sua esperienza tra le mura del collegio delle suore la ospitavano insieme ad altri ragazze e famiglie ebree. “Sono arrivate di colpo tante, tantissime bambine. Spettinate, spaventate, trascinate senza nemmeno una valigia da genitori ancora spaventati. Se ne stavano tranquillamente nelle loro case, quando i tedeschi hanno cominciato a cercare gli ebrei per portarli via. […] Adesso sono qui, e le suore queste bambine le accettano tutte. Le mettono insieme a noi in una camerata più grande. Prima di ebree eravamo cinque, ora siamo più di trenta”.

Anche tra le mura protettive di un collegio la guerra bussa la sua tragica presenza. “Certe volte vedevamo nel cielo azzurro le bombe cadere, le vedevamo proprio, con la loro forma di bomba ben disegnata, come nelle figure di un libro”. Lina Levi dedica delle suggestive parole dedicate al giorno della liberazione dai tedeschi e l’entrata a Roma dei liberatori americani. “La folla è tantissima e tutti saltano dalla gioia. Gli americani fanno ciao con la mano, ridono, poi dai camion gettano ai bambini cioccolata e caramelle. In poche ore la città si riempie di bandiere. Il verde, bianco e rosso sventola in quel cielo blu e sembra voler dare più colore alla festa”. Dopo la liberazione Lia Levi può finalmente presentarsi semplicemente come una bambina tra le tante. Grazie alla libertà riconquistata la mamma, nell’ultimo capitolo, dice alla piccola Lia: “Non sei una bambina ebrea, sei una bambina e basta”.

18 gennaio ’25                                              Silvio Mengotto

Teresio Olivelli ricordato nell’80° della sua uccisione a Pavia

A 80 anni dalla sua uccisione nel lager di Hersbruch, è stato ricordato a Pavia il beato Teresio Olivelli, ufficiale degli Alpini decorato di medaglia d’oro al valor militare. Il beato Olivelli è una delle tante vittime della grande strage perpetrata dai nazifascisti contro  figure di sacerdoti e laici che non si tirarono indietro quando si trattò di tenere alto il proprio ideale di pace e fratellanza nel più cupo periodo della storia d’Europa del secolo scorso.

Presenti alla cerimonia il nostro vice presidente nazionale  Ferdinando Sandroni con l’alfiere Vincenzo Genco. La cerimonia è iniziata con la deposizione di una corona d’alloro presso la lapide che lo ricorda in Piazzale Della Rosa. Successivamente, Messa solenne in Duomo celebrata dal vicario del Vescovo. Il celebrante ha portato il saluto del presule e ha ricordato le virtù del beato Olivelli.

Presenti numerose autorità della cittadina lombarda: il prefetto, il sindaco, il rettore dell’Università,  rappresentanze d’Arma e numerosi alunni del liceo dedicato al martire.

Teresio Olivelli, il partigiano della carità

Postiamo un articolo di Giuseppe Colangelo su L’Adige di oggi

17 gennaio 2025: 80° anniversario della morte di Teresio Olivelli

Bellagio, Como, 7 gennaio 1916 – Hersbruck, Germania, 17 gennaio 1945.

Teresio Olivelli, nato a Bellagio in provincia di Como, si trasferì a dieci anni a Mortara e proseguì gli studi a Vigevano e nell’università di Pavia. Nel 1941 si arruolò tra gli Alpini e prese parte alla campagna di Russia, dedicandosi eroicamente all’assistenza spirituale ai moribondi. Tornato in Italia, prese definitivamente le distanze dal regime fascista, che aveva vanamente cercato di riformare dall’interno. Tra prigionie, fughe ed evasioni, cercò di avviare un progetto di ricostruzione del Paese dopo la guerra, come testimonia la nascita del giornale «Il Ribelle» nel 1944. Fu definitivamente imprigionato e inviato a Gries, poi a Flossenburg in Baviera e infine a Hersbruck dove assistette, tra gli altri, Odoardo Focherini (Beato dal 2013). Ormai consumato dagli stenti, morì il 17 gennaio 1945, in seguito alle percosse ricevute al posto di un giovane prigioniero ucraino, che aveva riparato col suo corpo. La sua causa di beatificazione si è svolta nella fase diocesana presso la Curia vescovile di Vigevano su un duplice binario, ovvero sia per l’indagine sulle virtù eroiche, sia per quella sul martirio. Inizialmente, il 14 dicembre 2015, è stato autorizzato il decreto con cui veniva dichiarato Venerabile. A seguito della presentazione di ulteriori prove per accertare la sua morte in odio alla fede, il 16 giugno 2017 papa Francesco ha dato il proprio assenso alla promulgazione del decreto con cui Teresio Olivelli poteva essere dichiarato martire. La beatificazione è stata celebrata il 3 febbraio 2018, presso il Palasport di Vigevano.

Preghiamo il Beato Teresio Olivelli, recitando la preghiera da lui scritta, affinche’ interceda con il Signore nostro Gesù Cristo per aiutare noi e le nostre famiglie a camminare sempre nella giusta direzione. 

 *Signore facci liberi* (Preghiera del ribelle)

SIGNORE che fra gli uomini drizzasti la Tua Croce segno di contraddizione, che predicasti e soffristi la rivolta dello spirito contro le perfidie e gli interessi dei dominanti, la sordità inerte della massa, a noi oppressi da un giogo oneroso e crudele che in noi e prima di noi, ha calpestato Te fonte di libere vite, dà la forza della ribellione.

DIO, che sei Verità e Libertà, facci liberi e intensi: alita nel nostro proposito, tendi la nostra volontà, moltiplica le nostre forze, vestici della Tua armatura. Noi Ti preghiamo Signore. TU che fosti respinto, vituperato, tradito, perseguitato, crocifisso, nell’ora delle tenebre ci sostenti la Tua vittoria: sii nell’indigenza viatico, nel pericolo sostegno, conforto nell’amarezza. Quanto più s’addensa e incupisce l’avversario, facci limpidi e diritti.

NELLA tortura serra le nostre labbra. Spezzaci, non lasciarci piegare.

SE cadremo fa che il nostro sangue si unisca al Tuo innocente e a quello dei nostri Morti a crescere al mondo giustizia e carità.

TU che dicesti: “Io sono la risurrezione e la vita” rendi nel dolore all’Italia una vita generosa e severa. Liberaci dalla tentazione degli affetti: veglia Tu sulle nostre famiglie.

SUI monti ventosi e nelle catacombe delle città, dal fondo delle prigioni, noi Ti preghiamo: sia in noi la pace che Tu solo sai dare. DIO della pace e degli eserciti, Signore che porti la spada e la gioia, ascolta la preghiera di noi ribelli per amore. Amen

Questa mattina il Comune di Pavia lo ha commemorato con la deposizione di una corona di alloro alla lapide in sua memoria nel centro città: Subito dopo, la cattedrale di Pavia ha ospitato la messa celebrata dal parroco don Gian Pietro Maggi, che in apertura ha letto il messaggio del vescovo Corrado Sanguineti che descrive Olivelli come un uomo dalla “vita breve e intensa, segnata da un ardente amore a Cristo e agli uomini”, capace di testimoniare “con il sacrificio estremo la sua fede e il suo impegno per il prossimo, fino a donare la vita per salvare un compagno di prigionia”. Il Vescovo Sanguineti, nel suo messaggio, ha anche espresso l’auspicio che la sua figura sia sempre più conosciuta, soprattutto tra le giovani generazioni, come esempio della “bellezza di una vita spesa per alti ideali” e della forza dell’umanità illuminata dalla fede.

Anpc Parma era presente oggi alla cerimonia a Pavia.

(https://www.diocesi.pavia.it/2025/01/17/ottantanni-fa-il-sacrificio-di-teresio-olivelli-il-ribelle-per-amore/)

Per non dimenticare Teresio Olivelli: il 13 gennaio il convegno e la mostra a Santa Maria della Versa

Il Convegno e la mostra “Per non dimenticare Teresio Olivelli” tenutasi nel Comune di Santa Maria della Versa il 13 gennaio 2025 alle ore 10,30 presso Palazzo Pascoli, ha riscosso un grande successo e ha registrato una grande partecipazione. L’Amministrazione Comunale di Santa Maria della Versa ha pubblicato il seguente messaggio con una bella galleria fotografica su questo evento promosso dall’Anpc a 80 anni dalla scomparsa del Beato Olivelli, partigiano lomellino, Medaglia d’Oro al Valor Militare: “L’Amministrazione Comunale di Santa Maria della Versa desidera esprimere il più sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato alla conferenza tenutosi questa mattina presso Palazzo Pascoli, dedicata alla figura del Beato Teresio Olivelli. Un momento di grande valore, che ci ha permesso di riflettere sulla straordinaria vita di un giovane artigliere alpino che, guidato dall’amore per Dio, si è speso fino in fondo per il prossimo, distinguendosi per il coraggio e l’altruismo verso i più deboli. Un sentito grazie ai relatori che, con passione e competenza, hanno raccontato le tappe fondamentali della vita di Olivelli, agli studenti della Scuola di Santa Maria della Versa e ai cadetti della Scuola Militare Teulié per la loro partecipazione. Un ringraziamento speciale va a UNIRR Stradella Oltrepò (Unione Nazionale Italiana Reduci di Russia) e al suo Presidente Carlo Lupi per la collaborazione e il prezioso contributo, nonché ad ANPC (Associazione Nazionale Partigiani Cristiani) per la mostra fotografica “Resistere, non piegarci”, che rimarrà esposta fino a domenica 19 gennaio.

Grazie infine alla Sen. Mariapia Garavaglia, all’On. Paola Chiesa, al Consigliere regionale Claudio Mangiarotti, alle autorità civili e militari, agli amministratori locali, alle associazioni civili e militari e a tutta la cittadinanza presente per aver reso questa giornata memorabile. Una mattinata di cultura, memoria e riflessione”.

La Resistenza nei lager: gli Internati Militari Italiani a Cernusco sul Naviglio

La Resistenza nei lager: gli internati militari italiani. Tra memoria pubblica e testimonianza.

In occasione del Giorno della Memoria a Cernusco sul Naviglio dal 25 gennaio al 1° febbraio 2025.

A Casalpusterlengo la mostra “Resistere non piegarci”

Presso la Biblioteca Comunale di Casalpusterlengo “Carlo Cattaneo” dall’8 al 13 febbraio 2025: l’8 febbraio inaugurazione della mostra e presentazione del libro “Partigiani Cristiani nella Resistenza”. Scarica la locandina in formato pdf:

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