L’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani si congratula con Roberto Cenati per l’assegnazione della massima onorificenza milanese.
Classe ’52, antifascista fin da giovane, Roberto Cenati è stato impegnato per decenni nell’ANPI percorrendo tutte le tappe elettive dalla Sezione Monforte-Venezia. E’ stato il primo presidente non partigiano per ovvie ragioni anagrafiche. Eletto Presidente dell’ANPI provinciale di Milano il 5 luglio 2011 e riconfermato il 10 aprile 2016 e il 13 marzo 2022. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni divulgative sulla Resistenza e centinaia di interventi formativi nelle scuole oltre a quelli delle cerimonie commemorative e delle manifestazioni civili. In questi 13 anni ha anche ricoperto la carica di Presidente del Comitato permanente antifascista contro il terrorismo per la difesa dell’ordine repubblicano di Milano, fondato nel 1969 (durante la strategia stragista neofascista).
L’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani di Milano e Città Metropolitana ha avuto modo di apprezzare la sua volontà di guidare l’ANPI ad una sempre maggior apertura e riconoscimento delle varie forme in cui si è manifestata la Resistenza al nazifascismo.
Auspicando la sempre più convinta unità antifascista teniamo strette le date festiva dell’onorificenza con quella della Memoria del 12 dicembre.
A 104 anni ci ha lasciati Iole Mancini, staffetta partigiana, ultima testimone degli orrori di Via Tasso. Torturata dai nazisti, mai parlò per amore della libertà. L’Anpc partecipa al dolore per la perdita di una delle più grandi testimoni della resistenza romana che ha dedicato la sua vita ad un costante impegno contro il fascismo e per la democrazia. La ricordiamo sempre presente ad ogni commemorazione e resterà nei nostri occhi e nei nostri cuori sul palco a Porta San Paolo quel 25 aprile quando disse: “Oggi i giovani forse non si rendono conto che vivono in un Paese libero, sono liberi di esprimersi, di passeggiare. Noi no, c’era la dittatura fascista e tutto era molto difficile. Siete giovani, studiate – è l’appello – fate la vostra carriera, questo significa Resistenza, riuscire a salire su questo palco è una grande gioia”. E si è accomiatata intonando – flebilmente ma con ferrea volontà – ‘Bella Ciao’, tra la commozione dei presenti. Instancabile testimone la ricorderemo sempre con infinito affetto, rispetto ed immensa gratitudine.
“L’ANPC di Bergamo ha partecipato il 24/11/2024 a Cornalba (alta val Brembana) all’80° anniversario di uno più efferati eccidi fascisti bella bergamasca. Con i familiari delle vittime i Sindaci dei comuni coinvolti, l’ANPI e numerosi amici abbiamo percorso il sentiero e ad ogni lapide una corona d’alloro, una preghiera. Davanti alla croce di N. Duxionie G. Zelasco è toccato all’ANPC illustrare la storia dei 2 partigiani cristiani. Abbiamo pregato anche per tutte quelle donne che, silenziosamente e con grandi rischi hanno contribuito alla Resistenza. Dopo la S. Messa, la benedizione alla cappella dedicata ai 15 martiri, i discorsi delle autorità, la Sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, ha chiesto di farsi fotografare con il labaro dell’ANPC. Marina Pighizzini”.
Mariapia Garavaglia, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Partigiani Cristiani (ANPC) ha lanciato una petizione per chiedere al sindaco Roberto Gualtieri l’impegno affinché lo storico Palazzo dei Congressi dell’Eur, attualmente in fase di restauro, possa essere dedicato ad Alcide De Gasperi. Si tratta di una proposta già avanzata di recente dagli “Amici di Piazza Nicosia” con una lettera indirizzata ad Eur spa – società proprietaria dell’immobile avente come soci il Ministero dell’Economia e Roma Capitale – cui è stata data una risposta interlocutoria. Occorre tener presente che lo statista trentino, considerato l’artefice principale della Ricostruzione di un Paese – il nostro – uscito distrutto nel 1945 dalla guerra e dalla dittatura, è apprezzato universalmente come uno dei Padri dell’Europa comunitaria. Ora, poiché ricorre il 70º anniversario della sua scomparsa, questo atto di pubblica riconoscenza renderebbe il giusto onore oltre che alla persona, rispettabile per integrità morale e rigore politico, anche a ciò che egli ha rappresentato nella vicenda democratica del secondo Novecento italiano. Dunque, aiuta con la tua firma a rafforzare questo invito al sindaco Gualtieri perché, in forza del suo ruolo e nell’ambito delle sue competenze, assuma appunto l’iniziativa tesa ad intestare allo statista il Palazzo dei Congressi, sede prestigiosa di convegni e conferenze, spesso di respiro internazionale.
In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, lunedì 25 novembre ore 18.00 è stato presentato il volume “Iran a mani nude. Storie di donne coraggiose contro ayatollah e pasdaran” di Mariano Giustino. Incontro a cura delle Associazioni della Casa della Memoria e della Storia. Per l’Anpc ha partecipato la Vicepresidente Cristina Olini.
“Registrazione video del dibattito dal titolo “Presentazione del libro di Mariano Giustino “Iran a mani nude. Storie di donne coraggiose contro ayatollah e pasdaran” (Rubbettino, 2024)”, registrato a Roma lunedì 25 novembre 2024 alle ore 18:15. Sono intervenuti: Annabella Gioia (storica IRSIFAR), Bianca Cimiotta Lami (vice presidente della Federazione Italiana Associazioni Partigiane), Masih Alinejad (giornalista iraniana, attivista diritti umani), Flavia Fratello (giornalista de La7), Mariano Giustino (corrispondente di Radio Radicale dalla Turchia, autore), Maryam Pezeshki (artista e attivista iraniana), Faiborz Kamkari (artista e attivista iraniano), Mariano Giustino (corrispondente di Radio Radicale dalla Turchia). Tra gli argomenti discussi: Arte, Carcere, Cultura, Curdi, Democrazia, Diritti Civili, Diritti Umani, Donna, Esteri, Giovani, Integralismo, Iran, Islam, Libro, Manifestazioni, Tortura, Violenza. La registrazione video di questo dibatto ha una durata di 1 ora e 35 minuti. Questo contenuto è disponibile anche nella sola versione audio”. (pubblicato su: https://www.radioradicale.it/scheda/744740/presentazione-del-libro-di-mariano-giustino-iran-a-mani-nude-storie-di-donne)
L’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani – Sezione Tigullio è lieta di annunciare che sabato 30 novembre alle ore 16:30 presso la Società Operaia Cattolica di Pieve Ligure (GE) piazza San Michele 1 si terrà la conferenza “DUE VITE, UN INCONTRO – Ricordando Elvezio Massai “Santo” e Pier Lorenzo Stagno”.
A ricordare il partigiano Elvezio Massai “Santo e il giornalista Pier Lorenzo Stagno saranno il presidente del Circolo Bisagno di Genova dott. Mario Cicchetti, il giornalista dott. Massimo Lagomarsino e l’avvocato Luigi Ceffalo di ANPC Tigullio, con il coordinamento del Presidente del Panathlon Tigullio Chiavari Fabrizio Pagliettini.
“Partigiano Santo e Pier Lorenzo Stagno – evidenzia il Presidente di ANPC Tigullio Umberto Armanino – sono gli autori di testi molto importanti per ricostruire le vicende della guerra di Liberazione nel genovesato e, specialmente, nella cosiddetta VI zona in cui la Divisione Cichero, sotto la guida di Aldo Gastaldi “Bisagno”, ha operato dall’autunno 1943 sino al 25 aprile 1945″.
“In particolare, la conferenza – aggiunge Umberto Armanino – trae spunto dal ventesimo anniversario della pubblicazione di “Bisagno- La vita, la morte, il mistero” dato alle stampe nel 2004. Questo anniversario è l’occasione per ricordare non soltanto i due autori cui si deve un libro-intervista fondamentale, ma anche la straordinaria figura di Bisagno cui il libro, per l’appunto, è dedicato. Senza l’opera di Massai e Stagno, infatti, sarebbe impossibile, a distanza di ormai quasi 80 anni, conoscere tante circostanze e situazioni che hanno contraddistinto gli ultimi difficili anni della vita terrena del primo comandante partigiano d’Italia ” La cittadinanza è invitata a partecipare.”
La giornata del 25 novembre e’ fondata sulla ribellione delle sorelle Mirabal ( Mariposas, Farfalle) al dittatore Trujillo nel 1960. Sorelle di tutte le ‘Staffette’ di tutto il mondo che hanno combattuto violenza e patriarcato.
E’ un obbligo morale e civile far valere la dignità intoccabile delle donne valore conquistato per sempre insieme alle democrazie. Gli uomini ‘padri e padroni’ sono fuori dalla storia della democrazia e della parità. Costruite dalle età infantili in famiglia e a scuola una cultura della civiltà conquistata con tante sofferenze e morti: e’ un dovere inderogabile a difesa della democrazia dei valori. ANPC considera questo impegno come fondato nelle radici di tutte le culture antifasciste.
Domenica scorsa l’amministrazione comunale di Gragnano Trebbiense (Pc) ha voluto ricordare la figura del comandante partigiano Ugo Paraboschi, ucciso in combattimento dai nazifascisti il 17 novembre del 1944 alle porte del Paese. La commemorazione si è svolta, in un primo momento, davanti al cippo che ricorda il luogo della morte con la deposizione dei fiori e la benedizione.
Foto al cippo
Successivamente, ci si è recati nella sala consiliare in cui si sono tenute le orazioni ufficiali. Presenti al tavolo: la sindaca di Gragnano Trebbiense, Patrizia Calza, l’assessore Alberto Frattola, Luca Dotti in rappresentanza della sindaca del consiglio comunale dei ragazzi Anna Timoni, il consigliere comunale di Piacenza, Salvatore Scafuto, i presidenti provinciali ANPI, Romano Repetti, e, ANPC, Mario Spezia, nonché Simone Cherchi Palmieri dell’ANPI Agazzano-Valluretta e le nipoti: Ughetta e Maria Teresa Percivalli. Il nostro paese ha dato un contributo significativo alla lotta di liberazione – ha sottolineato nell’introduzione la sindaca Calza – oggi sarebbe importante avere rispetto per le persone e saper vivere in pace come questi giovani sognavano». La storia di Paraboschi – a cui è dedicata anche una via in paese – è stata poi tratteggiata dall’assessore comunale di Gragnano Trebbiense, Alberto Frattola: “Nato a Gossolengo il primo gennaio 1910 da una famiglia profondamente cattolica, primo di sei figli e unico maschio, Ugo Paraboschi, milita nelle file dell’Azione cattolica e nel movimento scoutistico (anche quando viene ucciso indossa il cinturone degli scout). Studia ragioneria all’istituto “ Romagnosi” di Piacenza, è impiegato all’Arsenale Militare ,e con il grado di tenente, partecipa alla guerra d’Etiopia e a quella di Spagna. Viene richiamato nel gennaio 1943 nel reggimento di fanteria a Cuneo, ma dopo l’8 settembre riesce a tornare a casa: si sposa, il 3 aprile 1944 diventa padre e il 10 luglio sale in montagna con gli uomini della divisione Piacenza. Si ritrova alla guida di un gruppo della terza brigata e cade in combattimento nelle vicinanze del paese di Gragnano Trebbiense il 17 novembre 1944, riuscendo con il suo sacrificio a mettere al riparo i suoi uomini. Per questo gli viene assegnata, alla memoria nel dopoguerra, la medaglia d’argento”.
Gruppo relatori Convegno. Sala consiliare, da sinistra: Salvatore Scafuto, consigliere comunale di Piacenza (socio ANPC); l’assessore del Comune di Gragnano, Alberto Frattola; Simone Cherchi Palmieri dell’ANPI Agazzano-Valluretta; Maria Teresa Percivalli una nipote; la sindaca di Gragnano Trebbiense, Patrizia Calza (socia ANPC); Luca Dotti in rappresentanza della sindaca del consiglio comunale dei ragazzi Anna Timoni; Mario Spezia, presidente ANPC Piacenza; l’altra nipote, Ughetta Percivalli; Enzo Caprioli, alfiere ANPC Piacenza; Romano Repetti, presidente provinciale ANPI.
Il consigliere, Salvatore Scafuto ha voluto ricordare l’impegno del Comune di Piacenza, medaglia d’oro per la Resistenza, a supportare tutte le iniziative del territorio volte a rivivere i valori e gli ideali che hanno permesso l’ottenimento della libertà e la costruzione della democrazia nel nostro Paese. Mario Spezia, presidente ANPC Piacenza, ha sottolineato quanto anche il martirio di Ugo Paraboschi, cattolico convinto ed impegnato, sia li a dimostrare quanto la Lotta di Liberazione sia stata partecipata da tutta la popolazione di ogni credenza politica e religiosa si trattasse.
Intervento Mario Spezia
Pubblichiamo:
– locandina dell’evento
– articolo apparso sul quotidiano locale, Libertà, il 18.11.2024
L’Amministrazione civica di Montaldo Torinese con il Comune di Ali Terme e le Suore di Maria Ausiliatrice hanno voluto ricordare i trenta anni dalla Beatificazione di Suor Maddalena Morano sabato 16 e domenica 17 u.s. l’illustre concittadina è stata proclamata Beata da Giovanni Paolo II il 5 novembre 1994.
Suor Maddalena Morano è stata insegnante a Montaldo Torinese dal 1866 (no 1966) al 1878.
La sua attivita’ didattica inizia come maestra elementare nelle scuole femminili. All’inizio è osteggiata in quanto “forestiera” , ma in breve tempo conquista l’amore e la fiducia non solo delle sue allieve, ma dell’intero paese.
Maddalena Morano sente crescere nel suo intimo sempre piu’ la vocazione religiosa. Con il suo lavoro di insegnante ha risparmiato il denaro sufficiente per garantire alla madre un a vecchiaia serena: le acquista una casa con un piccolo giardino in un paese vicino a Montaldo :Buttigliera. Puo’ quindi , serenamente, pensare a consacrarsi a Cristo.
Trova pero’ ostacoli nelle varie congregazioni.
Non si rassegna. Chiede udienza a don Bosco che la accoglie e la presenta a don Cagliero, un giovane prete da lui nominato direttore spirituale dell’Istituto Figlie di Maria Ausiliatrice.
Scherzosamente le dira’ che lei non è una “contemplativa ” ma una donna “del fare”.
Sara’ una grande risorsa per le FMA.
Difficolta’ vengono dal Comune di Montaldo Torinese che per ben due volte rifiuta le sue dimissioni. Troppo grave la sua mancanza nel territorio. .Ma è irremovibile.
Nel 1879 si consacra con i voti temporanei , il 2 settembre 1880 con i voti perpetui.
Nel 1881n parte per la Sicilia dove dirigera’ inizialmente l’opera di Trecastagni; il suo apostolato (ad esclusione dell’anno in cui è chiamata a dirigere la casa delle FMA a Valdocco dal settembre del 1885 all’ottobre 1886) si svolgera’ in Sicilia fino alla morte; dal 1886 al 1908 direttrice , maesrta delle novizie, visitatrice, fondatrice.
Trecastagni, Ali Terme e Catania furono i tre territori che videro lo sviluppo del carisma della missione. Ali Terme , la sua patria del Cuore, fu la casa in cui ogni annno approdava per due o tre volte al fine di consegnare alle nuove generazioni” il buon spirito della casa madre”.
Muore a Catania il 26 marzo 1908 all’eta’ di 60 anni.
La prima parte della vita si svolge tutta in un territorio limitato tra Chieri, Buttigliera D’Asti e Montaldo Torinese.
Ma è soprattutto in Sicilia che è venerata ed amata . Quella Sicilia dell’Italia da poco unificata alla quale questa Piemontese dedico’ trenta anni di duro impegno sociale.
La sua salma riposa nel Santuario a lei dedicato ad Ali Terme. L’otto novembre 2020 il Comune di Montaldo Torinese le ha dedicato la Piazza Antistante il Municipio.
Il 27 novembre 2024 alle ore 17,30 presso la Sala Teatro “Contardo Ferrini” a Cremona l’incontro su “Arte, artista, antifascismo”. Intervengono Franco Verdi (Presidente dell’Anpc di Cremona), Rodolfo Bona (Storico e critico d’arte) e Graziano Bertoldi (pittore, maestro d’arte e membro del direttivo Anpc di Cremona).
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