Teresio Olivelli, il partigiano della carità
Postiamo un articolo di Giuseppe Colangelo su L’Adige di oggi

Postiamo un articolo di Giuseppe Colangelo su L’Adige di oggi

Bellagio, Como, 7 gennaio 1916 – Hersbruck, Germania, 17 gennaio 1945.
Teresio Olivelli, nato a Bellagio in provincia di Como, si trasferì a dieci anni a Mortara e proseguì gli studi a Vigevano e nell’università di Pavia. Nel 1941 si arruolò tra gli Alpini e prese parte alla campagna di Russia, dedicandosi eroicamente all’assistenza spirituale ai moribondi. Tornato in Italia, prese definitivamente le distanze dal regime fascista, che aveva vanamente cercato di riformare dall’interno. Tra prigionie, fughe ed evasioni, cercò di avviare un progetto di ricostruzione del Paese dopo la guerra, come testimonia la nascita del giornale «Il Ribelle» nel 1944. Fu definitivamente imprigionato e inviato a Gries, poi a Flossenburg in Baviera e infine a Hersbruck dove assistette, tra gli altri, Odoardo Focherini (Beato dal 2013). Ormai consumato dagli stenti, morì il 17 gennaio 1945, in seguito alle percosse ricevute al posto di un giovane prigioniero ucraino, che aveva riparato col suo corpo. La sua causa di beatificazione si è svolta nella fase diocesana presso la Curia vescovile di Vigevano su un duplice binario, ovvero sia per l’indagine sulle virtù eroiche, sia per quella sul martirio. Inizialmente, il 14 dicembre 2015, è stato autorizzato il decreto con cui veniva dichiarato Venerabile. A seguito della presentazione di ulteriori prove per accertare la sua morte in odio alla fede, il 16 giugno 2017 papa Francesco ha dato il proprio assenso alla promulgazione del decreto con cui Teresio Olivelli poteva essere dichiarato martire. La beatificazione è stata celebrata il 3 febbraio 2018, presso il Palasport di Vigevano.
Preghiamo il Beato Teresio Olivelli, recitando la preghiera da lui scritta, affinche’ interceda con il Signore nostro Gesù Cristo per aiutare noi e le nostre famiglie a camminare sempre nella giusta direzione.
*Signore facci liberi* (Preghiera del ribelle)
SIGNORE che fra gli uomini drizzasti la Tua Croce segno di contraddizione, che predicasti e soffristi la rivolta dello spirito contro le perfidie e gli interessi dei dominanti, la sordità inerte della massa, a noi oppressi da un giogo oneroso e crudele che in noi e prima di noi, ha calpestato Te fonte di libere vite, dà la forza della ribellione.
DIO, che sei Verità e Libertà, facci liberi e intensi: alita nel nostro proposito, tendi la nostra volontà, moltiplica le nostre forze, vestici della Tua armatura. Noi Ti preghiamo Signore. TU che fosti respinto, vituperato, tradito, perseguitato, crocifisso, nell’ora delle tenebre ci sostenti la Tua vittoria: sii nell’indigenza viatico, nel pericolo sostegno, conforto nell’amarezza. Quanto più s’addensa e incupisce l’avversario, facci limpidi e diritti.
NELLA tortura serra le nostre labbra. Spezzaci, non lasciarci piegare.
SE cadremo fa che il nostro sangue si unisca al Tuo innocente e a quello dei nostri Morti a crescere al mondo giustizia e carità.
TU che dicesti: “Io sono la risurrezione e la vita” rendi nel dolore all’Italia una vita generosa e severa. Liberaci dalla tentazione degli affetti: veglia Tu sulle nostre famiglie.
SUI monti ventosi e nelle catacombe delle città, dal fondo delle prigioni, noi Ti preghiamo: sia in noi la pace che Tu solo sai dare. DIO della pace e degli eserciti, Signore che porti la spada e la gioia, ascolta la preghiera di noi ribelli per amore. Amen


Questa mattina il Comune di Pavia lo ha commemorato con la deposizione di una corona di alloro alla lapide in sua memoria nel centro città: Subito dopo, la cattedrale di Pavia ha ospitato la messa celebrata dal parroco don Gian Pietro Maggi, che in apertura ha letto il messaggio del vescovo Corrado Sanguineti che descrive Olivelli come un uomo dalla “vita breve e intensa, segnata da un ardente amore a Cristo e agli uomini”, capace di testimoniare “con il sacrificio estremo la sua fede e il suo impegno per il prossimo, fino a donare la vita per salvare un compagno di prigionia”. Il Vescovo Sanguineti, nel suo messaggio, ha anche espresso l’auspicio che la sua figura sia sempre più conosciuta, soprattutto tra le giovani generazioni, come esempio della “bellezza di una vita spesa per alti ideali” e della forza dell’umanità illuminata dalla fede.
Anpc Parma era presente oggi alla cerimonia a Pavia.
Il Convegno e la mostra “Per non dimenticare Teresio Olivelli” tenutasi nel Comune di Santa Maria della Versa il 13 gennaio 2025 alle ore 10,30 presso Palazzo Pascoli, ha riscosso un grande successo e ha registrato una grande partecipazione. L’Amministrazione Comunale di Santa Maria della Versa ha pubblicato il seguente messaggio con una bella galleria fotografica su questo evento promosso dall’Anpc a 80 anni dalla scomparsa del Beato Olivelli, partigiano lomellino, Medaglia d’Oro al Valor Militare: “L’Amministrazione Comunale di Santa Maria della Versa desidera esprimere il più sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato alla conferenza tenutosi questa mattina presso Palazzo Pascoli, dedicata alla figura del Beato Teresio Olivelli. Un momento di grande valore, che ci ha permesso di riflettere sulla straordinaria vita di un giovane artigliere alpino che, guidato dall’amore per Dio, si è speso fino in fondo per il prossimo, distinguendosi per il coraggio e l’altruismo verso i più deboli. Un sentito grazie ai relatori che, con passione e competenza, hanno raccontato le tappe fondamentali della vita di Olivelli, agli studenti della Scuola di Santa Maria della Versa e ai cadetti della Scuola Militare Teulié per la loro partecipazione. Un ringraziamento speciale va a UNIRR Stradella Oltrepò (Unione Nazionale Italiana Reduci di Russia) e al suo Presidente Carlo Lupi per la collaborazione e il prezioso contributo, nonché ad ANPC (Associazione Nazionale Partigiani Cristiani) per la mostra fotografica “Resistere, non piegarci”, che rimarrà esposta fino a domenica 19 gennaio.
Grazie infine alla Sen. Mariapia Garavaglia, all’On. Paola Chiesa, al Consigliere regionale Claudio Mangiarotti, alle autorità civili e militari, agli amministratori locali, alle associazioni civili e militari e a tutta la cittadinanza presente per aver reso questa giornata memorabile. Una mattinata di cultura, memoria e riflessione”.









La Resistenza nei lager: gli internati militari italiani. Tra memoria pubblica e testimonianza.
In occasione del Giorno della Memoria a Cernusco sul Naviglio dal 25 gennaio al 1° febbraio 2025.


Presso la Biblioteca Comunale di Casalpusterlengo “Carlo Cattaneo” dall’8 al 13 febbraio 2025: l’8 febbraio inaugurazione della mostra e presentazione del libro “Partigiani Cristiani nella Resistenza”. Scarica la locandina in formato pdf:
Il 27 gennaio 2025 per il Giorno della Memoria a Reggio Calabria.

A Reggio Emilia si è svolta la celebrazione solenne in occasione del 228° anniversario dell’adozione del primo Tricolore. Questo evento, di altissimo valore simbolico, celebra l’adozione di quello che sarebbe diventato il simbolo dell’unità e dell’identità della nostra Nazione: la Bandiera italiana, emblema di libertà e appartenenza. La cerimonia ha visto lo schieramento di una compagnia di onore interforze e della Banda del Comando Artiglieria Controaerei, ed ha aperto con l’alzabandiera ufficiale il programma delle celebrazioni per la “Giornata Nazionale della Bandiera”, sottolineando la rilevanza e l’importanza dell’evento. In un clima di profondo rispetto e patriottismo, è stato onorato il Tricolore, in una città ritenuta una pietra miliare della storia d’Italia. La ricorrenza, che celebra la “Giornata Nazionale della Bandiera”, istituita con legge n. 671 del 31 dicembre 1996, rievoca la data in cui, nel 1797, i rappresentanti delle quattro città di Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ferrara, riuniti in congresso nel Palazzo Comunale del capoluogo reggiano, accolsero favorevolmente la proposta del deputato Giuseppe Compagnoni di adottare un vessillo Tricolore.
Presente il nuovo Coordinatore Anpc della Sezione di Reggio Emilia, Gabriele Torricelli, con il medagliere dell’Associazione. (nella foto qui sotto)
Tra novembre 1944 e gennaio 1945 la XIII Zona (corrispondente alla Provincia di Piacenza) viene investita da un’imponente rastrellamento in funzione antipartigiana. Nel gennaio del 1945 le scuole elementari di Bettola (PC), situate in Piazza Colombo, erano utilizzate dai nazifascisti come centro di raccolta dei tanti prigionieri catturati nelle operazioni di rastrellamento eseguito dalle truppe dell’Infanterie Regiment 329 coadiuvati da uomini della 162.a Divisone Turkestan, approfittando tra l’altro della neve eccezionalmente abbondante che rendeva difficile l’occultamento.
Nella giornata di venerdì 12 gennaio 1945 un gruppo di circa venti (le fonti oscillano sempre tra i 20 e i 23) prigionieri viene prelevato dalle scuole, fatto spogliare, e condotto nella vicina località di Rio Farnese, lì vengono uccisi uno ad uno con un colpo di pistola alla nuca da un ufficiale tedesco che la memorialistica locale e le memorie orali sono concordi nell’individuare nel Sergente Maggiore Holler.
L’eccidio di Rio Farnese è tra le motivazioni che hanno portato al conferimento della medaglia d’argento al Valor Militare al Comune di Bettola.
In occasione dell’80° anniversario dell’eccidio, il Comune di Bettola in collaborazione con ANPI Piacenza e ANPC Piacenza. Domenica 12 Gennaio 2025 alle ore 10.30, presso il monumento eretto proprio in località Rio Farnese in Comune di Bettola (Pc), organizzano l’annuale commemorazione, con il programma di cui alla locandina allegata.
L’orazione ufficiale verrà tenuta da Luca Quintavalla, consigliere Regione Emilia Romagna e iscritto ANPC.
Pubblichiamo un articolo uscito sul quotidiano di Piacenza “Libertà” intitolato: “Don Borea, la causa di beatificazione alla Conferenza Episcopale regionale”, che illustra come la Conferenza Episcopale Emilia Romagna stia valutando se e come affrontare le varie proposte di avvio di cause di beatificazione, tra cui quella del piacentino Don Giuseppe Borea proposta da Anpc Piacenza, relative ai sacerdoti uccisi durante la Resistenza dai nazifascisti.
