ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

“Il nostro 25 aprile” 2025

COMUNICATO STAMPA

Il 29 aprile a Fossoli e a Casa Cervi. Visita commemorativa dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani nell’80mo della Liberazione

È  tradizione che l’ANPC, per non interferire con le numerose e doverose partecipazioni agli eventi del 25 aprile, organizzi un pellegrinaggio nei luoghi significativi della Resistenza. Quest’anno “il nostro 25 aprile” avrà come mete il campo di concentramento di Fossoli e Casa Cervi.

L’accoglienza e la conversazione con le Presidenti rispettivamente on. Manuela Ghizzoni e sen. Albertina Soliani, hanno un particolare significato essendo due donne che con la loro vita e impegno culturale e politico hanno sempre testimoniato la grande conquista della Resistenza, il protagonismo delle donne e il riconoscimento del meritato voto alle donne nel 1946. La preparazione alla visita a Fossoli è coincisa con una partecipata presentazione alla Casa della Memoria di Roma il 15 aprile, del libro “Fossoli e la Resistenza lombarda” di Francesca Baldini. Ricordiamo che a Fossoli l’11 luglio del 2021, a commemorare l’eccidio di Cibeno dove furono uccisi 67 “triangoli rossi”, David Sassoli, in visita con Ursula von der Leyen, pronunciò parole profonde: “La nostra Europa nasce dal punto più basso del dolore della nostra storia contemporanea, dal degrado morale di società che non hanno percepito il pericolo del nazismo e del fascismo, dal grido delle madri che in tutti i nostri Paesi ogni qualvolta hanno avuto la notizia di un figlio morto hanno urlato “mai più la guerra” -aveva concluso- Qui a Fossoli e’ accaduto. Può accadere ancora”. E la presidente della Commissione europea aveva detto: “La Resistenza ha contribuito a salvare l’Italia e l’Europa tutta, inclusa la mia nazione, la Germania”. Il campo di Fossoli, l’”Ara di martiri” come lo definì Calamandrei, era un campo di transito dove furono detenute 5000 persone tra militari alleati e, dopo l’8 settembre, ebrei e dissidenti politici e dove si ricorda l’impegno di due religiosi: Don Francesco Venturelli e il vescovo mons. Dalla Zuanna che invano cercò di scongiurare l’eccidio del 12 luglio ‘44. Una storia che come Anpc, anche con la nostra testimonianza, con la valorizzazione delle ricerche e di progetti comuni, ci impegniamo a far rientrare a pieno diritto nella storia resistenziale come Patrimonio comune e non solo affidata alla devozione quasi esclusiva dei familiari. Siamo grati all’on. Pierluigi Castagnetti, già presidente della Fondazione Fossoli, di aver condiviso il nostro incontro. L’80esimo della Liberazione ci ha particolarmente impegnati come Anpc anche quest’anno nel riconoscere il vasto e multiforme contributo dei cattolici alla Resistenza, armata e disarmata, e alla guerra di Liberazione anche ricordando che la Festa Nazionale fu istituita il 22 aprile del ‘46 con un decreto di Alcide De Gasperi un Padre della patria e uno dei Padri dell’Europa. La Festa della Liberazione dell’Italia dal regime nazifascista e dalla guerra non può essere una festa di parte ma di tutto il Paese e richiede unità come fu quella che si realizzò tra le forze di diversa ispirazione contro l’occupazione e che contribuirono insieme alla Liberazione. Oggi più che mai, con le democrazie in difficoltà è urgente la unità di tutte le forze antifasciste. La democrazia è attaccata in Italia, in Europa e nel mondo da nazionalismi e sovranismi che negano la pari dignità e il diritto alla libertà di ogni persona e la solidarietà sociale. Chiamiamo alla responsabilità della partecipazione ma questa deve essere attivata col recupero della fiducia dei cittadini, della loro partecipazione e richiamando al voto gli assenteisti. Ciò implica la volontà di una riforma elettorale che consenta ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti, il superamento dei partiti ‘personali’ e la garanzia del bilanciamento dei poteri previsti dalla Costituzione repubblicana.

Programma:

Presentazione: Mariapia Garavaglia, Presidente Nazionale Anpc

Saluto: Manuela Ghizzoni, Presidente Fondazione Fossoli

Interventi: Gianfranco Noferi, Silvia Costa, Pierluigi Castagnetti

Conclusioni: Ferdinando Sandroni

Preghiera del ribelle

Rassegna stampa:

https://www.istitutocervi.it/associazione-nazionale-partigiani-cristiani-casa-cervi

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https://www.voce.it/it/articolo/1/cultura/al-campo-di-fossoli-la-visita-dell-associazione-nazionale-partigiani-cristiani?fbclid=IwY2xjawKBda9leHRuA2FlbQIxMQBicmlkETBmMHZwemNBWk9JYm41VFAzAR6WDcLCSUtpxllISiK5hL0DlGha4aOyVJcAoEJehDm56THhXDPTkBO7z9hTFA_aem_vOqBu4ao8keVtb3gcyoVNQ

https://temponews.it/2025/05/02/al-campo-di-fossoli-la-visita-dellassociazione-nazionale-partigiani-cristiani/

La partecipazione alla Lotta di Liberazione degli avvocati piacentini ricordato in tribunale

Commemorazione delle Associazioni partigiane (ANPC e ANPI) e dell’ordine professionale davanti alla lapide del tribunale di Piacenza


«È sempre utile ricordare chi ha combattuto per la libertà» ha detto ieri il presidente dell’Ordine degli avvocati piacentini, Franco Livera. «Ed è giusto ricordare che è nel Dna degli avvocati la difesa dei diritti. Nelle autocrazie, e peggio ancora nelle dittature le cose non vanno bene per la nostra categoria: basti pensare che a Istanbul abbiamo molti colleghi in carcere, o che in Israele è stato eliminato il ruolo degli avvocati all’interno della Corte Suprema». Questo è un passaggio dell’intervento pronunciato dal presidente Livera ieri mattina, davanti alla targa dedicata agli avvocati piacentini – o attivi nel Piacentino – che hanno lottato nella guerra di liberazione tra il 1944 e il 1945. Alcuni di loro hanno perso la vita in quel conflitto, e una lapide, affissa a una parete del tribunale, ne custodisce la memoria. «Alcuni di questi avvocati, come Vittorio Minoja e Fausto Cossu, ebbero un ruolo importante nell’immediato dopoguerra» ha ricordato Franco Spezia, nel suo discorso il presidente dell’associazione nazionale partigiani cristiani – basti pensare che ricoprirono, rispettivamente, i ruoli di prefetto e questore di Piacenza».
«Nelle nostre ricerche, dedicate all’enciclopedia della Resistenza piacentina pubblicata online – ha aggiunto Romano Repetti, presidente provinciale dell’associazione nazionale partigiani – abbiamo rilevato che il maggior numero di aderenti alla Resistenza erano operai, studenti e laureati. Tra questi ultimi, il numero degli avvocati era particolarmente elevato».

Il Presidente Mario Spezia

Un mazzo di fiori per commemorare gli avvocati che hanno combattuto nella guerra di Liberazione. Si è rinnovata per il secondo anno di fila l’iniziativa dell’Associazione nazionale partigiani cristiani (ANPC) di Piacenza insieme all’Associazione nazionale partigiani d’Italia (ANPI) provinciale e all’Ordine degli avvocati di Piacenza, presso la lapide che si trova all’interno del Tribunale di Piacenza. La commemorazione, che ha visto la partecipazione delle associazioni partigiane e delle autorità, si è tenuta nella mattinata di giovedì 24 aprile.

“Ogni anno, in occasione del 25 aprile, le associazioni partigiane depongono fiori vicino ai cippi in città e in provincia. E così, dall’anno scorso, abbiamo deciso di posare un fiore presso la lapide a ricordo degli avvocati piacentini che hanno rappresentato un gruppo di attività molto forte legato al sistema della Resistenza”, ha detto il presidente dell’Anpc di Piacenza, Mario Spezia. “Nel dopoguerra – ha ricordato – quando il Comitato di liberazione nazionale ha determinato le cariche provvisorie, l’avvocato Minoja è diventato prefetto di Piacenza e l’avvocato Cossu questore di Piacenza: questo per evidenziare il ruolo che avevano questi personaggi così importanti”.

La lapide, posata il 2 giugno 2016, nel 70esimo anniversario della Repubblica Italiana, da ANPC, ANPI, Comune di Piacenza, Tribunale di Piacenza, Ordine degli avvocati, recita così: “Chi sale queste scale chiedendo giustizia rallenti il passo e rivolga un grato pensiero agli avvocati partigiani piacentini che combatterono, alcuni anche al prezzo del supremo sacrificio, per restituire all’Italia Libertà e Giustizia: Giuseppe Arata, Antonio Bellotti, Wladimiro Bersani, Vincenzo Cairo, Raffaele Cantù, Carlo Cerri, Fausto Cossu, Francesco Daveri, Carlo Felice Dodici, Luigi Donati, Alessandro Generali, Gaetano Grandi, Ettore Granelli, Metrodoro Lanza, Ludovico Martini, Vittorio Minoja, Giuseppe Panni, Felice Trabacchi”.

“Credo si debba ringraziare, oltre alle associazioni partigiane – ha detto Franco Livera, presidente dell’Ordine degli avvocati di Piacenza – il collega e amico Umberto Fantigrossi per aver posato questo ricordo e per la volontà di rinnovarlo. È sempre importante, soprattutto quando parliamo di ricordi che hanno degli addentellati sulle nostre libertà e sui nostri diritti. Non credo sia un caso che l’avvocatura, a Piacenza in modo particolare, abbia avuto questo ruolo nella Resistenza, perché la difesa dei diritti è in qualche modo nel dna dell’avvocatura“. Livera ha poi ricordato la condizione attuale degli avvocati turchi, privati – nel caso di Istanbul – del proprio ordine professionale a causa di una decisione del governo. E poi il “paradosso del destino di Israele”, con la proposta di eliminare l’avvocatura dal ruolo rivestito nella Corte Suprema.

Il presidente dell’Anpi provinciale Romano Repetti ha parlato del lavoro che si sta compiendo per l’anagrafe dei partigiani, sottolineando la statistica per attività professionale. “Le due categorie sociali più più rappresentative, percentualmente rispetto al numero dei componenti, sono gli operai da una parte e i laureati dall’altra. E fra i laureati, gli avvocati”. Il consigliere comunale Salvatore Scafuto ha rappresentato il Comune di Piacenza: “In questo territorio ci furono persone, in questo caso avvocati, partigiani piacentini, che combatterono a tutti i costi, anche al prezzo del sacrificio per restituire all’Italia la libertà e quindi la giustizia”, ha ricordato. Ha partecipato in qualità di avvocato – ci ha tenuto a precisare per “giustificare” l’assenza della fascia – la sindaca di Gragnano Trebbiense e consigliera provinciale Patrizia Calza. “Fino a qualche anno fa esercitavo questa professione – ha detto – e quindi ho preferito, in questo luogo, partecipare proprio come avvocato. Chi esercita questa professione, così spesso oggetto di critiche, nei momenti difficili come tutti quelli legati a un periodo di abolizione dei diritti e delle libertà fondamentali, è stato sempre in prima linea. Sono persone che ci hanno dimostrato quanto sia importante la tutela della legalità”.

Consegna della Costituzione ai giovani a Montaldo Torinese

Consegnatata ai giovani diciottenni di Montaldo la Costituzione. 

Abbiamo aderito all’invito del Consiglio Regionale del Piemonte “Porte aperte il 27 aprile da parte dei Comuni per ricordare il sacrificio dei Partigiani”. Dopo il saluto istituzionale di Luciano Gozzarino ha portato un contributo la Presidente A N.P.I  del Chierese Elda Gastaldi. Il Sindaco Sergio Gaiotti,  con un coriandolo di commozione, ha ricordato la straordinaria  figura di Ennio Pistoi. Fulgida  persona  del quale era stato suo segretario quando lui era stimato ed amato Presidente regionale dell’ANPC del Piemonte;  primo segretario provinciale della D.C. torinese fu oratore ufficiale del  comizio tenutosi da De Gasperi a Torino nella centralissima Piazza San Carlo dopo la Liberazione. Ha concluso la riunione il Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte Davide Nicco. Una giornata di riflessione su chi “Ribelle per Amore ” ha reso libero e democratico il nostro Paese.

Sergio Gaiotti

80 anni Liberazione a Belforte, borgo partigiano

L’80° della Liberazione Anpc Reggio Calabria

Uno straripante 25 aprile a Reggio Calabria: la nostra associazione oltre che promuovere l’evento del 24 (camminata della liberazione) è stata parte attiva delle celebrazioni ufficiali ed istituzionali del 25 Aprile mattina presso la villa comunale a Reggio Calabria. Presente un numero notevole di persone, cittadini esponenti di associazioni istituzioni rappresentanti delle forze armate, nel suo intervento Il delegato Anpc Gianluca Tripodi ha rimarcato l’importanza dell’altra resistenza e dell’altra liberazione, cioè quella resa possibile dagli internati  militari che per troppo tempo sono stati dimenticati. Il giorno dopo si è svolta la presentazione della mostra fotografica resistere non piegarci presso il museo nazionale del bergamotto con una buona cornice di pubblico, interventi molto partecipati da parte di tutte le associazioni che hanno collaborato Alla riuscita dell’evento, e concluse da una Cena conviviale altrettanto partecipata.  alla fine tanti attestati di stima da parte di tutti i presenti alla nostra associazione per organizzazione e la qualità della presentazione della mostra stessa. Un Venticinque Aprile quindi decisamente di altissimo livello morale politico e storico.

Il 25 aprile ANPC Tigullio

Ieri e l’altro ieri sono state giornate intense anche per la sezione Anpc Tigullio. A Sestri Levante il 24 aprile alle 18 ha inaugurato la mostra dedicata all’IMI Giovannino Guareschi con la partecipazione del giornalista Marco Delpino e del locale presidente acli Marco Bo. A seguire, alle 20:30, Anpc Tigullio ha poi partecipato per la prima volta nella storia – dopo decenni di ingiuste esclusione – al corteo con le fiaccole che attraversa il centro della città nell’anniversario della Liberazione, e questo portando anche i saluti dell’associazione tramite il suo Presidente Umberto Armanino. Il 25 aprile Anpc Tigullio è poi salita, come ogni anno, al passo di Centocroci, al confine tra Liguria e Emilia, dove il cappellano dell’associazione partigiani cristiani Val di Vara e Val Taro ha celebrato la Santa Messa alla presenza delle autorità locali e delle altre associazioni combattentistiche. Di seguito alcune foto dei vari eventi. 

Il 26 aprile Anpc Tigullio ha proseguito con le proprie iniziative in occasione dell’ottantesimo anniversario della Liberazione. Come da programma, presso la chiesa parrocchiale di San Bartolomeo della Ginestra di Sestri Levante, è stata  celebrata la Santa Messa in suffragio di Don Emanuele Toso. Al termine della funzione presieduta dal parrocco Don Gian Emanuele Muratore, l’On. Egidio Banti ha ricostruito la vita del sacerdote sestrese che, dopo l’ordinazione, è stato curato proprio a San Bartolomeo per poi essere nominato parroco a Lavaggiorosso di Levanto dove, il 12 agosto 1944, ha trovato la morte. Particolarmente toccante il ricordo degli ultimi giorni che hanno preceduto la sua fine terrena: la cattura motivata solo dal sospetto di collaborazione con il nemico alleato, l’interrogatorio nel vano tentativo di carpire delle informazioni e, infine, la fucilazione a opera dei soldati della Divisione repubblichina Monterosa. I partecipanti si sono poi spostati davanti alla targa commerativa sotto l’insegna della via intitolata a Don Emanuele Toso per una benedizione e una preghiera. Oltre al Presidente Umberto Armanino presente anche il sindaco Francesco Solinas e il partigiano Ezio Vallerio che ieri ha ricevuto gli omaggi del presidente Sergio Mattarella in visita a Genova.

Anche quest’anno l’Associazione Partigiani Cristiani Divisioni 100 Croci e Val Taro, in collaborazione con i Comuni Varese Ligure e Proloco Varese Ligure, il Comune di Tarsogno Tornolo e il Comune di Albareto (Prov. Parma) ha ricordato i propri Partigiani che anche con la vita, si sono sacrificati per il bene Comune, per restituire alle popolazioni e all’Italia Libertà e Democrazia. Si sono uniti all’evento le Associazioni: Alpini di Varese Ligure, di Albareto e Tornolo, l’Associazione Nazionale Carabinieri di Varese Ligure, La Croce Rossa Italiana di Albareto e i Militari dei Carabinieri di Varese Ligure. Un 25 aprile in ricordo del sacrificio dei nostri Partigiani, delle Divisioni e delle Brigate Cattoliche che si sono distinte durante la lotta di Liberazione. Tra i presenti, i figli del Leggendario Comandante delle due Divisioni Salvestri Federico “Richetto”, i figli e i nipoti del accomandante dei Sabotatori Vittorio Figone “Vitturin”, del Vice Comandante della Divisione 100 Croci Tambini Aldo, i nipoti dei Sabotatori Fratelli Armanino e molti altri. Tra i presenti, non si può non ricordare il Sig. Molinari e la sua famiglia che come moltissime altre famiglie nelle nostri Valli, hanno contribuito in modo significativo al supporto delle Brigate Partigiane sui nostri monti, dando loro rifugio e anche da mangiare. Gli ideali di Libertà e Democrazia dei nostri Partigiani erano profondi e saldi, e guidati dallo spirito di Gesù presente sempre in mezzo a loro con i Cappellani quali, ma non solo, Don Costa, Don Canessa, Don Calindo, Don Zanello. Un particolare ringraziamento alla popolazione intervenuta, portatori di libertà e democrazia, quei valori per la quale i veri Partigiani hanno combattuto!

Il Segretario Avv. Luigi Ceffalo legge la preghiera del ribelle. Un ringraziamento va alla Filarmonica di Sestri Levante che ci ha accompagnato nella Preghiera

Ribelli per amore. Il contributo dei cattolici alla Resistenza

La nona puntata dei Dialoghi dello Spirito è uno speciale dedicato al 25 aprile e alla Resistenza. Con la Presidente dell’ANPC, Mariapia Garavaglia e con lo storico, Giorgio Vecchio, il focus è sull’apporto originale dei cattolici alla liberazione del paese dal nazifascimo

L’Anpc nelle piazze per il 25 aprile

E’ stato un 25 aprile molto partecipato e l’Anpc era presente in tutto il territorio nazionale.

Pubblichiamo alcune foto.

La Presidente Mariapia Garavaglia era sul palco in piazza Duomo a Milano. Qui il testo del suo intervento:

Si stimano oltre 90.000 le persone in piazza. A Milano erano presenti anche Claudio Consonni che ha portato il medagliere, il presidente Anpc di Cinisello Balsamo, Gianluigi Falzoni, Silvio Mengotto e Luisa Ghidini Comotti che stamane ha partecipato alle diverse tappe di Piazza della Loggia, al Sacrario e a piazzale Loreto per la posa delle corone, in rappresentanza di Anpc Città Metropolitana di Milano.

A Roma stamattina all’Altare della Patria il nostro alfiere Lucia Scagnoli con il Medagliere dell’Associazione ed il Consigliere Nazionale Aladino Lombardi

Sempre a Roma stamattina a San Paolo, le Vicepresidenti Nazionale Silvia Costa e Cristina Olini assieme al Consigliere Nazionale Gianfranco Noferi.

A Reggio Emilia

A Leonessa nella mattinata odierna, 25 aprile, presenti il Vescovo di Rieti, Vito Piccinona, il ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, l’On. Paolo Trancassini, sono stati presenti nella Chiesa di San Pietro per celebrare don Concezio Chiaretti con il conferimento della Medaglia d’Oro al Valore Civile alla memoria. Presente anche il giornalista e storico Paolo Mieli. Insieme a loro il segretario nazionale ANPC, Pino Strinati, ed il segretario cittadino dell’ANPI, Cosmo Bianchini. Conferita la Medaglia d’Oro al Valor Civile conferita dal ministro Matteo Piantedosi alla memoria di don Concezio Chiaretti, Mmartire per la Libertà il 7 aprile 1944 a Leonessa. Ha ritirato il nipote omonimo, Concezio Chiaretti, figlio del fratello. (Articoli e foto pubblicati su: https://www.rietinvetrina.it/il-ministro-matteo-piantedosi-e-paolo-mieli-a-leonessa-per-commemorare-don-concezio-chiaretti/ e su https://www.rietinvetrina.it/medaglia-doro-al-valore-civile-a-concezio-chiaretti-ha-ritirato-il-premio-il-nipote/ )

A Perugia Maria Pia Lombardi

A Reggio Calabria era presente il nostro Gianluca Tripodi.

Le immagini della partecipazione dell’Anpc all’80’ anniversario della LIBERAZIONE di Ferrara

Il 25 aprile in Valle d’Aosta con il nostro Ezio Berard che ci scrive: “Il 25 aprile a Chesallet di Sarre: abbiamo abbinato alla festa nazionale gli 80 anni dall’ uccisione del parroco don Prospero Duc, medaglia d’oro al merito civile. Messa celebrata dal vescovo di Aosta, con la partecipazione di autorità nazionali, regionali e comunale. In chiusura è stato intitolato al martire l’asilo nido. Allego qualche foto tra cui la cantina dove è stato ucciso il giovane parroco a pochi giorni dalla liberazione. La sua colpa essere riuscito a far liberare dai tedeschi 35 ostaggi escludendo le camicie nere che decisero di vendicarsi. Ezio Berard”.

ANPC presente a Cadelbosco per commemorazione 25 aprile

L’ANPC era presente anche alle celebrazioni di Bergamo. Ringraziamo la nostra Marina Pighizzini per le foto che pubblichiamo

25 aprile 2025: ottantesimo Liberazione

Nonostante il dolore e la commozione  per la scomparsa del nostro amato Papa Francesco, e nel rispetto del doveroso lutto nazionale non possiamo evitare di celebrare la Festa della Liberazione. E’ e deve essere Festa. Proprio nell’anno del Giubileo della Speranza,  voluto da Francesco,  pensiamo  a chi più di 80 anni fa coltivò la speranza di poter vivere in una patria libera, democratica, senza paura di violenze, ritorsioni, tradimenti. Con molte sofferenze e morti, prima in una guerra scellerata per l’alleanza di Mussolini con Hitler  e poi, purtroppo, in un conflitto fra italiani. Molti Italiani, tra i quali anche molti militari che non vollero tradire il loro giuramento arruolandosi per la repubblica sociale italiana RSI, fascista, valorosi e generosi, diedero la vita per noi, che oggi possiamo godere della libertà e della democrazia. In questo ottantesimo vogliamo ricordare esempi di azioni eroiche per salvare dalla bestiale violenza nazista la vita ai compagni: i Beati Teresio Olivelli, Odoardo Focherini, morto  nel campo Hersbruck, padre Kolbe ad Auschwitz, e il carabiniere Salvo D’Acquisto recentemente dichiarato venerabile, insieme alla fase conclusiva diocesana per la beatificazione di Alcide De Gasperi, un padre della patria, il costruttore dell’Italia democratica e repubblicana e padre fondatore dell’Europa. Dobbiamo a un suo decreto la istituzione del 25 aprile Festa Nazionale.

Festa di tutti! E’ tempo che sia una festa che unisce. Abbiamo la responsabilità di non tradire le vittime e di coltivare la memoria che deve essere finalizzata a non cedere alle lusinghe del nazionalismo, del sovranismo. La democrazia esige vigilanza e protezione. Solo uniti  si possono affrontare le difficoltà della democrazia. De Gasperi esortava il suo partito, che pure aveva la maggioranza, “siamo un partito d’ordine e di legge, facciamo opera di disciplina in tutto il Paese, e alla necessaria solidarietà dei partiti antifascisti sacrifichiamo molte particolari esigenze”. Viva la Resistenza, viva l’ Italia, viva l’Europa!

Mariapia Garavaglia – Presidente Nazionale ANPC

Partigiani Cristiani: «Hanno donato la vita con la forza della fede»

ANPC Piacenza – 22 aprile 2025. Celebrazione della Santa Messa a suffragio di tutti gli amici che si sono battuti per il conseguimento ed il mantenimento della libertà e della democrazia nel nostro Paese.

La memoria dei partigiani cristiani deve “ricordarci che non possiamo perdere la speranza e che abbiamo la responsabilità di vivere la bellezza della vita amata, della libertà e della democrazia”. Così il parroco della Chiesa di San Vittore a Piacenza, don Franco Capelli, nell’omelia della messa a suffragio dei cattolici che combatterono contro il nazifascismo, celebrata il 22 aprile a pochi giorni dall’80esimo anniversario della Liberazione. Durante la funzione, organizzata in collaborazione con la sezione piacentina dell’Associazione nazionale partigiani cristiani (Anpc), sono stati commemorati don Giuseppe Borea, Francesco Daveri, il beato don Giuseppe Beotti, Giuseppe Berti, Felice Fortunato “Nato” Ziliani, Giuseppe “Pino” Fumi, Italo Subacchi e tanti altri “amici che hanno lottato per la libertà e la democrazia nel nostro Paese”.

Dai partigiani l’esortazione a “prenderci le nostre responsabilità”

“Ricordiamo le persone che, con la forza della loro fede, hanno vissuto tutto questo e hanno donato la vita per amore di un Paese, del prossimo e per un mondo diverso e migliore. Sono figlio di un partigiano cristiano – ha detto don Franco Capelli – conosco bene quella storia grazie ai racconti di mio padre. Tutti erano animati da uno spirito di fede e da un grande desiderio: vivere l’esperienza della libertà. Non dimentichiamo coloro che si sono spesi e hanno fatto della propria vita un dono”. L’esempio di chi si è sacrificato per un ideale di libertà deve essere, secondo il parroco della Besurica, insegnamento per i cristiani di oggi. “Un laicato cattolico – ha sottolineato don Capelli – oggi deve interrogarsi sulle proprie responsabilità, a partire dalla vita di queste persone ma soprattutto a partire dal Vangelo. Permettiamo a queste persone di parlare alla nostra intelligenza e al nostro cuore, hanno cose grandi da dirci: ci parlano della bellezza dell’impegno e della necessità di prenderci le nostre responsabilità, a costo anche di pagare. Perché chi va controcorrente, anche oggi, paga. Se vogliamo come cristiani prenderci qualche responsabilità, essere testimoni di libertà di speranza, prendiamoci qualche minuto di silenzio per riflettere”.

Spezia: “Papa Francesco ha accelerato i processi di beatificazione per i sacerdoti uccisi nella Resistenza”

Al termine della celebrazione ha preso la parola Mario Spezia, presidente dell’Associazione nazionale partigiani cristiani di Piacenza, che ha accolto l’invito alla responsabilità lanciato da don Franco Capelli. “È la stessa responsabilità che chiediamo tutti noi – ha detto – e che si assumono gli amministratori locali, che hanno l’impegno di lavorare per il bene”. Al primo banco, presente l’assessora al welfare del Comune di Piacenza, Nicoletta Corvi. Il mondo della politica locale era rappresentato anche dal consigliere comunale di Piacenza Andrea Fossati (Pd), dall’ex senatore Marco Bergonzi (oggi presidente Acer), dall’ex assessore Silvio Bisotti e dal consigliere comunale di Gragnano Trebbiense Andrea Capellini (Pd). Inevitabile, durante la messa alla Besurica, il ricordo e la preghiera per papa Francesco, scomparso al mattino di lunedì 21 aprile in Vaticano. Nel suo intervento conclusivo, Mario Spezia ha evidenziato che “papa Francesco ha accelerato i processi di beatificazione dei sacerdoti uccisi durante la Resistenza”. “Il processo di beatificazione di Teresio Olivelli – ha detto – cominciò negli anni successivi alla sua morte, avvenuta nel 1945 (la Causa fu aperta nel 1987, nda), e si concluse solo nel 2017. Per don Beotti il processo, avviato nel 2000, si è concluso due anni fa. Questo papa ha voluto dare una testimonianza significativa dell’esempio che queste persone hanno dato per la libertà, uomini che hanno combattuto per i diritti civili e sociali”.

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