La Rosa Bianca: storia di giovani per i giovani
Al Book Pride di Milano (22 marzo ’25) è stato presentato, in forma graphic novel, il libro La Rosa Bianca studenti contro Hitler. ( LA ROSA BIANCA Studenti contro Hitler). All’evento hanno partecipato Beniamino Delvecchio, illustratore, Fabio Caneri, membro dell’Associazione Rosa Bianca, ed Elisabetta Xausa, copresidente dell’associazione. Il racconto a fumetti della lucida e coraggiosa vicenda degli studenti che nella Germania nazista sfidarono Hitler distribuendo volantini sovversivi con il nome di Rosa Bianca. Siamo nel 1942, quando il gruppo di studenti di Medicina dell’università di Monaco, guidati da Hans Scholl e la sorella Sophie, inizia la distribuzione di volantini contro Hitler e il Nazismo. Il piccolo gruppo fa tremare il regime sollevandosi contro la tirannia e le sue atrocità, in nome della civiltà.
La tirannia nazista e l’apatia dei cittadini tedeschi di fronte ai crimini abominevoli del regime indignavano i membri della Rosa Bianca. Credevano che lo Stato non potesse mai sopprimere le libertà fondamentali, basandosi sul principio che «tutto può essere sacrificato per il bene superiore dello Stato, tutto tranne ciò che lo Stato stesso deve servire. Perché non è mai un fine in sé stesso».
la storia dei giovani della Rosa Bianca può affascinare i giovani di oggi per diversi motivi. In primo luogo si tratta di: “una storia di amicizia – dice Elisabetta Xausa -. Per questo tempo di solitudine oggi l’amicizia è una delle grandi vie di salvezza. Perché è una storia dove questi ragazzi hanno un contatto con la natura, oggi così violata, proprio dal contatto benefico che la natura ci dona viene una indicazione bella e forte”.
D. Amicizia, natura, ci sono altri motivi? “Certamente. E’ un’amicizia dove la cultura è nutrimento, un piacere per l’animo che ne ha profondamente bisogno. E’ anche una storia di profondità, parola alla quale potremmo affiancare quella della spiritualità tra amici alla ricerca della verità. Tutto questo si inserisce nel profondo amore per la libertà. La libertà di uscire, cantare, ascoltare una musica. Libertà che oggi dobbiamo imparare a rinominare. Oggi la libertà sembrerebbe legata all’acquistare al possesso, fare ciò che voglio a prescindere dalle conseguenze che questo può avere sugli altri. Anche la sfida della parola libertà, sulla quale questi giovani hanno, volontariamente e pacificamente, immolato la propria esistenza, credo valga la pena conoscere la loro storia”
D. Nei volantini i giovani della Rosa Bianca parlano dell’Europa. Non crede sia un tema di straordinaria attualità? “I giovani della Rosa Bianca si sono trovati schiacciati nella seconda guerra mondiale, ma questa situazione ha dato la spinta per riflettere sulle cause dei conflitti mondiali e sulle cause dei nazionalismi, quindi sulla necessità di ripensare a un tipo di governo diverso e democratico. Oggi i nazionalismi, l’Europa e il federalismo sono quanto mai attuali. I neo-nazionalismi, i populismi interpellano il ruolo dell’Europa in maniera radicale e problematica. La storia di questi giovani ci suggerisce di capire quali siano, oggi, gli anticorpi al nazismo e al fascismo. Credo che la riflessione importante sull’Europa, la si deve anche ai giovani della Rosa Bianca”.
Marzo ’25 Silvio Mengotto