Introduzione ASSEMBLEA ANPC TOSCANA sabato 28 febbraio 2026
I valori della Resistenza cristiana, ampiamente condensati nel corso della stesura del Codice di Camaldoli, debbono costituire l’asse portante di una rinnovata cultura della Costituzione repubblicana, in quanto le stesse idee della Resistenza, che per i cristiani si espressero con incisività nel corso della XIX Settimana sociale dei cattolici italiani di Firenze (22 – 28 ottobre 1945), dedicata a Costituzione e Costituente – cui ANPC in Toscana dedicherà un Convegno di studi che si terrà a maggio 2026 -, non solo stanno alla base della nostra Costituzione, ma debbono presidiare sia la continua edificazione, sia la manutenzione e la crescita dell’Italia repubblicana.
Di fronte a forme di negazione, anche gravi, sul piano culturale, nel corso del tempo, del ruolo svolto dalla Resistenza cristiana, ruolo determinante sul piano quantitativo e qualitativo – consentitemi di ricordare, fra i tanti fiorentini e toscani, almeno Adone Zoli, autorevole componente del CTLN -, occorre reagire con efficacia perché è proprio da questo quadro di valori che possiamo ricostruire un’Italia ed un’Europa migliori di quella attuale.
E, dunque, siamo chiamati a volerla ricostruire!
La battaglia per la “riscossa” dei Partigiani Cristiani va pienamente condivisa, partecipata e sostenuta, anche in Toscana, proprio nel momento in cui assume un valore straordinario l’essere “ribelli per amore” – noi, i veri anticonformisti di questo tempo che ci è dato vivere! – verso l’attuale “stato dell’arte” sul piano socio – politico (se la politica è anche un’arte, come diceva Plutarco.
Ciò deve avvenire muovendo da una certa idea di democrazia, fra l’altro, entrata in crisi in questo secolo, tra i cui codici valoriali è doveroso riaffermare quello per cui non si possono scaricare sulla Costituzione e, più in generale, sul quadro di regole della Casa comune, le tensioni politiche di una certa contingenza storica, determinando un intreccio negativo e perverso tra piani che la storia della classe dirigente della Resistenza, del CLN e della stessa Assemblea Costituente (eletta 80 anni fa con la scelta Repubblicana) hanno fruttuosamente dimostrato dover rimanere distinti; i piani, rispettivamente, dell’indirizzo politico di governo e dell’indirizzo politico costituzionale.
Sull’esperienza della Liberazione si fonda, infatti, l’identità della stessa democrazia repubblicana italiana, come si ricava dal formidabile ruolo svolto dal ciellenismo nella predisposizione anche di una Costituzione in senso materiale, non da oggi sostanzialmente in demolizione, a sostegno di quella formale, da rafforzare proprio oggi con un’idea di Costituzione in senso culturale e spirituale: identità che esprime una visione di democrazia caratterizzata dal confronto dialettico, anche marcato, comunque tra formazioni politiche – senza escludere a priori che la forma partito novecentesca possa, ad oggi, forse anche essere rimessa in discussione – e non da un assetto verticistico del potere, corredato di forti venature demagogiche e che non valorizzi la Repubblica delle autonomie.
E’ proprio da questo quadro di valori che – ripeto – possiamo, e dunque dobbiamo voler ricostruire una Toscana, un’Italia ed un’Europa (dei popoli e dei Parlamenti quest’ultima, non più solo dei Governi) migliori di quelle attuali: siamo chiamati a rigenerarle! Le istanze di governabilità e di efficienza potranno trovare nuovi punti di equilibrio con quelle di garanzia e di confronto, ma partendo comunque dall’abbandono di una linea di scontro tra visioni incompatibili di democrazia e senza scaricare sulla Costituzione (e sul corpo elettorale) patologie che sono piuttosto proprie dell’attuale sistema politico più che dell’assetto istituzionale.
Se alcune, limitate, riforme sul piano istituzionale si renderanno opportune, ciò presuppone la consapevolezza che esse non siano, di per sé, sufficienti. Quel che occorre è un autentico supplemento d’anima rigenerativo della vita pubblica! Già nel ’32 Henri Bergson, considerato che la tecnica ha ampliato la propria azione incisiva sulla natura ed in virtù di ciò si può dire che il corpo dell’uomo si sia espanso oltre misura, traeva la conseguenza che questa dilatazione corporale necessita anche di un supplemento d’anima, per cui la meccanica esigerebbe un contributo mistico necessario per guarire i mali del mondo contemporaneo.
Quanto più tale riflessione vale ad oggi, nell’epoca delle nuove tecnologie, della convergenza multimediale e crossmediale, con riferimento alla vita privata, ma anche pubblica e comunitaria. Si tratta di quel supplemento d’anima che anche i metodi posticci, sbrigativi e verticistici, praticati nell’epoca che viviamo, di selezione della classe politica si dimostrano del tutto inadeguati ad incarnare: e se ne ha la riprova praticamente tutti i giorni, a partire dal crollo dell’esercizio del diritto di voto, anche per restituire a noi il quale hanno donato la vita i caduti durante la Liberazione!
La rilettura e la meditazione delle vicende istituzionali, politiche e giuridiche, legate al ruolo dei Comitati di Liberazione Nazionale e delle Costituzioni provvisorie, che portarono all’elezione dell’Assemblea Costituente a fondamento della Repubblica, ci portino a riassaporare il gusto dell’essere “ribelli per amore” come nella preghiera del b. Teresio OLIVELLI: dell’antitesi, cioè, ad ogni conformismo, vecchio o nuovo che sia.
Siamo convinti che solo così, nell’attuale stato della vita pubblica, sarà possibile provare a ricostruire quella coesione in tutte le filiere della nostra società e quella buona politica di cui il Paese ha bisogno come il pane. Sia questa la buona battaglia che ci è dato combattere oggi anche per domani nello spirito della Seconda lettera di S. Paolo a Timoteo.
Proprio allorquando si rafforzi il perseguimento di disegni particolaristici di soddisfazione di ambizioni personali e di poteri privati, ad ogni livello, dal locale al globale, che proprio niente hanno a che fare con il bene comune e lo spirito di servizio, e, magari, molto poco anche con la rettitudine di coscienza, sia compito dei Partigiani Cristiani avviare, anche in Toscana, la formazione di un movimento di opinione pubblica il più ampio e diffuso possibile, ma soprattutto dalla voce libera e forte, chiara e coraggiosa. Anche questo mi pare sia un modo – forse, nell’ambito socio–politico, “il” modo! – di testimoniare al giorno d’oggi la Speranza che è in noi, e renderne ragione (come dalla Prima Lettera di Pietro) proprio in questo momento storico, con il dovuto rispetto ed anche la necessaria prudenza, ma soprattutto con tutta la determinazione che serve.
Il coraggio dei Partigiani Cristiani sia a tutti noi di esempio per affrontare con la riscoperta della virtù civica del coraggio le dure sfide di oggi e dare una voce protagonista nella vita pubblica toscana, italiana ed europea. E’ una questione di responsabilità e di testimonianza di cui tutti siamo chiamati a renderci consapevolmente partecipi, per esprimere non solo adesione e solidarietà, ma autentico sostegno in fraternità con la più piena condivisione e la più ampia disponibilità operativa.
Dichiaro aperti i lavori di questa Assemblea!
Leonardo BIANCHI
Presidente Assemblea territoriale elettiva ANPC del 28 febbraio 2026


