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Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

Commemorazione eccidio Rio Farnese: 18 gennaio 2026

Nella mattinata di domenica 18 gennaio a Bettola (Pc) alle ore 10.30 si terrà la cerimonia che rievoca l’eccidio di 21 giovani partigiani compiuto dai nazifascisti il 12 gennaio 1945 nella valletta di Rio Farnese. Una tradizione che si rinnova, voluta dall’Anpi e dall’ANPC di Piacenza e dal comune di Bettola: con la deposizione di una corona d’alloro alla memoria dei partigiani uccisi ai piedi del monumento e il tradizionale momento di riflessione insieme agli studenti.

L’ECCIDIO – La mattina del 12 gennaio 1945 i tedeschi prelevano dalla scuola di Bettola 21 partigiani scelti tra i 40 catturati nel corso del rastrellamento invernale effettuato dalla divisione Turkestan nella Val Nure. Sono 21 giovani scelti a caso che vengono condotti sul greto del torrente Rio Farnese e sono uccisi con un colpo di pistola alla nuca da un sottufficiale. L’unica spiegazione data è stata la causa della mancanza di spazio sull’automezzo che doveva provvedere al trasporto dei prigionieri. Di questi 21 partigiani ne sono stati identificati solo dodici, gli altri sono rimasti senza nome.

Quest’anno, la tradizionale cerimonia verrà preceduta alle 10.15 dall’inaugurazione di un pannello rievocativo della figura di don Egidio Bottini, parroco della vicina Baramaiano: solo grazie alla sua intercessione le salme dei caduti di Rio Farnese, lasciate appositamente in bella mostra dai nazi-fascisti quale monito per tutti i rivoltosi, ottennero una degna sepoltura.

Don Egidio Bottini (1899-1963)
Inizia gli studi nel Seminario di Bedonia, per poi perfezionarli nel Seminario Urbano di Piacenza. Sarà poi parroco di Montarsiccio, Bramaiano di Bettola e Rezzano. Nel Gennaio 1945 è solo grazie alla sua intercessione se le salme dei caduti di Rio Farnese ottengono una degna sepoltura. Dopo la strage, i cadaveri vengono infatti abbandonati sul greto del torrente gelato e ne viene impedita la rimozione da parte della popolazione.
Don Egidio ottiene dalle autorità germaniche il permesso di seppellire le vittime, a patto che non siano ufficiate pubbliche cerimonie e che le salme vengano inumate non nel cimitero di Bettola, ma in quello di Bramaiano, la piccola frazione di cui è parroco appunto Don Egidio. 

Prima di procedere alla sepoltura Don Bottini provvede a ricomporre i cadaveri e scattare ai volti dei caduti fotografie che saranno poi utilizzate per il riconoscimento di alcune delle salme.

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