Mostra fotografica Ribelli per amore e presentazione del libro “Il mio comandante Alfredo Di Dio”
Si è conclusa il 5 aprile 2025, la mostra fotografica “Ribelli per amore – Le formazioni autonome e la liberazione dell’Ossola”, tenuta presso il Circolo Acli Giovanni Bianchi di Lambrate (MI). La mostra, composta da 19 pannelli portati dal Museo partigiano di Ornavasso, rappresenta quello che si può trovare visitando il museo; immagini d’epoca, oggetti, documenti e ricordi che raccontano momenti di vita vissuta in clandestinità.
Sono evidenziate le formazioni autonome del Verbano Cusio Ossola, le trattative per la liberazione dell’Ossola ed anche molte figure significative. Viene evidenziata la presenza cattolica nella Repubblica partigiana dell’Ossola (10 settembre – 24 ottobre 1944), tra cui diversi sacerdoti ed anche molte figure significative nell’organizzazione delle prime forze di liberazione, quali Filippo Maria Beltrami, i fratelli Alfredo e Antonio Di Dio, Enrico Massara.
E’ stato presentato un assaggio di quello che si può trovare nel museo, che è molto importante per studiare la Resistenza del Nord e che soprattutto le nuove generazioni potrebbero trovare spunti per il vivere quotidiano (leggendo i documenti di quelle persone che hanno combattuto per liberare l’Italia dal nazifascismo, si avverte tutto l’impegno della solidarietà che oggi è difficile trovare).
In conclusione della mostra, è stato presentato il libro “Il mio comandante Alfredo Di Dio”, biografia del comandante della Divisione Valtoce nella Resistenza, di Maria Grazia Vona e Margherita Zucchi.
Un libro che ha richiesto l’impegno delle autrici per ben 5 anni ma che è molto interessante per capire cosa è significato fare la Resistenza in Val d’Ossola (che per la sua collocazione, si prestava ad essere rifugio dei partigiani e testa di ponte per essere liberata) e ripercorre le vicende dei F.lli Di Dio, in particolare di Alfredo Di Dio, da cui il titolo.
Alfredo Di Dio, una figura esemplare sia umanamente che militarmente. Dal libro traspare la rettitudine di questo giovane, che ha saputo con il suo esempio incoraggiare gli uomini che da lui dipendevano.
Con polso fermo, cercava di mantenere buoni rapporti con tutti i vari schieramenti, o bande, come venivano definiti i gruppi partigiani. Con le formazioni garibaldine era più difficile, per la presenza politica ed un diverso modo di operare. Le formazioni cattoliche, sapevano che ad ogni azione corrispondeva una reazione ed erano molto attenti a non fare azioni inutili, che avrebbero messo in pericolo i cittadini.
Per questo motivo venivano etichettati come “attendisti” o “opera pia”, ma proprio il modo di operare delle formazioni partigiane della Val d’Ossola, portava la popolazione ad aiutarli. Questo libro aiuta a capire meglio la Resistenza italiana, anche se molto attenta alla realtà locale.
Luisa Ghidini Comotti – ANPC Città Metropolitana di Milano





