ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

Archivi per il mese di “febbraio, 2025”

La vita di don Giuseppe Borea: fedeltà, coraggio e determinazione

A cura di ANPC Piacenza, dell’ ANPI provinciale e della sezione di Piacenza città, del comitato spontaneo che si è costituito per ricordarne la figura, in collaborazione con la Diocesi di Piacenza-Bobbio, a 80 anni dalla tragica uccisione di don Giuseppe Borea, l’8 febbraio, la comunità locale si è riunita nel cimitero urbano di Piacenza per ricordare il suo sacrificio e il suo impegno per la giustizia come anche quello di tutti i martiri della Libertà che durante la Resistenza sono stati fucilati presso le mura del cimitero urbano; a cominciare dal Brigadiere dell’Arma dei Carabinieri Alberto Araldi, comandante Paolo, decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria;

La celebrazione è stata presieduta da don Giuseppe Basini, vicario generale della diocesi di Piacenza-Bobbio, che ha guidato una intensa e significativa liturgia nella cappella del Cimitero. Numerosi rappresentanti delle associazioni di partigiani, reduci della guerra, sindaci e autorità locali, hanno partecipato all’evento, testimoniando la gratitudine e il rispetto per il coraggio e la dedizione di don Borea.

“Desideriamo ricordare don Giuseppe Borea – ha esordito don Basini – nell’anniversario della sua uccisione avvenuta il 9 febbraio del 1945 e con lui tutti i martiri della libertà che durante il periodo della Resistenza sono stati fucilati contro le mura del cimitero urbano… Sono trascorsi 80 anni, vogliamo benedire il Signore per il dono della loro vita. Molti sono i sacerdoti, religiosi, religiose e laici perseguitati e uccisi perché ritenuti un inciampo per i regimi totalitari di varie matrici ideologiche. La loro testimonianza deve essere per tutti noi stimolo a fare della nostra via un’opera di bene”.
Le parole di don Basini poi si sono focalizzate sui tre lineamenti che hanno caratterizzato l’esistenza di don Giuseppe Borea: fedeltà, coraggio e determinazione. Sottolineando l’importanza della fedeltà a Dio, al Vangelo e all’uomo, don Basini ha spiegato che questa si misura nel dare la vita per qualcuno anziché per un’idea astratta, sottolineando così che l’amore richiede disponibilità a pagare anche il prezzo più alto, compreso quello della propria esistenza.
“Ascoltare, sognare e agire”: sono stati i tre verbi proposti dal vicario generale per guidare il cammino di ogni cristiano. “Il primo passo – sintetizziamo le parole di don Basini – è l’ascolto del passato, dell’esperienza dei testimoni che ci hanno preceduto, e dell’appello di chi soffre oggi. Non possiamo restare indifferenti, dobbiamo esporre la nostra vita e non solo imporla agli altri. Inoltre, è importante ascoltare anche la voce interiore che a volte soffochiamo con paura e calcoli. Il secondo verbo è sognare, riprendere il coraggio di immaginare un mondo diverso, non rassegnandosi al presente, ma credendo che sia possibile un cambiamento. Infine, il terzo verbo è agire, mettere in pratica i nostri sogni e le nostre convinzioni, generando cultura e lavorando per un mondo più giusto e umano”.
Nel corso della celebrazione, oltre a don Giuseppe Borea sono stati accomunati nella preghiera gli altri 16 martiri della libertà fucilati, durante la Resistenza, alle mura del cimitero urbano di Piacenza:

– Brigadiere dell’Arma dei Carabinieri Alberto Araldi, comandante Paolo, decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria;

– Barabaschi Carlo;

– Piergiorgi Andrea;

– Zurla Artemio;

– Repetti Stevani Luigia;

– Lazzetti Giovanni;

– Borotti Alfredoi;

– Comozzai Fabio;

– Dellariva Gino;

– Fava Girolamo;

– Fiorani Adelmo;

– Manfroni Francesco;

– Manfroni Luigi;

– Martucci Fulvio;

– Merlini Armando;

– Zanon Armando.

Al termine della celebrazione eucaristica, un momento di grande commozione si è vissuto quando i partecipanti si sono recati, nonostante una pioggiarellina insistente, alla tomba di don Borea, collocata nella cappella del Pio ritiro Cerati, portando con sé una corona di alloro come segno di onore e devozione per il defunto.

La presenza unita e partecipe delle varie associazioni e delle autorità locali ha reso ancora più significativa questa giornata di commemorazione, sottolineando l’importanza di mantenere viva la memoria dei protagonisti che hanno dato la propria vita per difendere i valori di libertà e giustizia; in queste parole si sono riconosciuti, ribadendole, tutti i gli intervenuti per un saluto:il vice Prefetto, Attilio Ubaldi, l’assessora Nicoletta Corvi in rappresentanza del Comune di Piacenza, il vice sindaco di Rivergaro, Gabriele Scagnelli, la sindaca di Travo, Roberta Valla e il consigliere regionale Lodovico Albasi.

Erano altresì presenti: il luogotenente Giorgio Carugati, in rappresentanza del comando provinciale dell’Arma dei Carabinieri, Marilena Massarini dell’Associazione Nastro Azzuro, decorati al valor militare, Marco Bergonzi, presidente ACER Piacenza, Giorgio Braghieri, presidente Opera Pia Alberoni, i consiglieri comunali di Piacenza: Salvatore Scafuto e Tiziana Albasi, Giampietro Comolli, presidente del Comitato culturale storico dedicato a Giuseppe Verdi.

La delegazione ANPC Piacenza era completata da Enzo Caprioli, Piergiorgio Poisetti, Silvio Bisotti, Gabriella Tinti, da Giuseppe Ardizzi con bandiera e Fabio Salotti che con Giuseppe Mazzadi effttuano i servizi fotografici.

L’orazione ufficiale è stata tenuta da Giulia Piroli, presidente ANPI sezione Piacenza città, che ha voluto ricordare gli avvenimenti che hanno portato alla fucilazione dei 17 martiri, nonchè le gesta della loro vita di resistenti.

Gli interventi sono stati coordinati e presentati da Mario Spezia, presidente ANPC Piacenza, il quale ha voluto sottolineare:”… come il modo migliore per ricordare i caduti per la libertà sia quello, non solo di rammentarne i valori e gli ideali, ma di perpetrarli facendone motivo di vita per ognuno di noi. Ricordando che i momenti bui derivanti dai soprusi e dalle ingiustizie sono sempre dietro l’angolo, derivanti dall’incessante desiderio dell’uomo di prevalere sull’altro, e se, i nostri padri, all’indomani della guerra, hanno cercato in tutti imodi di rimuovere le condizioni che hanno dato vita alla guerra, in primo luogo le divisioni e incomprensioni tra i vari Paesi e Stati, cercando di costruire l’Europa unita tanto da consentire 80 anni di pace e benessere, noi tutti abbiamo la necessità di fare la nostra parte per mantenere queste condizioni, in una fase storica in cui pare che i nazionalismi e i populismi stiano riprendendo forza…”.

In conclusione l’intervento di Giuseppe Borea, nipote di don Giuseppe, che ha voluto ricordare l’oramai decennale impegno del gruppo di amici che si è dato il compito di mantenere viva la figura e le gesta del sacerdote, auspicando la prossima apertura della fase diocesana del processo di beatificazione, lo scorso anno proposto da ANPC al Vescovo.

Successivamente i convenuti si sono portati accanto alla lapide che ricorda i 17 fucilati per un ultimo momento di raccoglimento.

Giorno del ricordo 2025 a Bergamo

Lunedì 10 febbraio a Bergamo in occasione del Giorno del Ricordo nel parco delle Rimembranze in Rocca davanti al monumento dedicato alle vittime delle Foibe: interventi istituzionali ,ragazzi di un liceo che hanno letto brani di un libro di un esule, preghiera a cura dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. In serata concerto in memoriam presso la Chiesa Santa Maria Immacolata delle Grazie.

Per l’Anpc presente con il labaro anche la Consigliera Nazionale Marina Pighizzini (in foto).

Giorno del Ricordo 2025 a Sestri Levante

Questa mattina, lunedì 10 febbraio, in occasione del Giorno del Ricordo, si è svolta la cerimonia ufficiale di commemorazione organizzata dal Comune di Sestri Levante presso la piazza antistante la stazione ferroviaria, intitolata In memoria dei Martiri delle Foibe.

 Nel corso della commemorazione in omaggio alle vittime delle foibe e all’esodo degli italiani della Venezia Giulia e della Dalmazia, è stata deposta una corona d’alloro. Il sindaco Francesco Solinas ha tenuto l’orazione ufficiale, mentre Monica Ricatti, figlia di un esule istriano, ha condiviso la sua testimonianza, rievocando le vicissitudini vissute dai nonni e dal padre. Ha raccontato della partenza improvvisa, decisa senza il tempo di preparare un bagaglio, e delle difficili condizioni di accoglienza affrontate durante il viaggio e una volta arrivati in Italia.

 Alla commemorazione hanno preso parte rappresentanze della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Capitaneria di Porto di Sestri Levante e Riva Trigoso, della Polizia Locale e Armanino Umberto Presidente della l’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani Tigullio.

Per l’Amministrazione comunale erano presenti anche il vicesindaco Sandro Muzio, gli assessori Luigi Ceffalo e Giuseppe Ianni, oltre ai consiglieri comunali Albino Armanino, Luca Balotta, Mirella Defilippi, Claudio Muzio e Leonardo Sanguineti.

Giorno del ricordo 2025 a Cassano d’Adda

A Cassano d’Adda, il 9 febbraio 2925, al cippo per ricordare le vittime delle foibe, si è tenuta la cerimonia con la partecipazione delle autorità  civili e locali, il gruppo Alpini, le Associazioni ANPC, e ANC. 

Oggi in Sala Alessi, a Palazzo Marino, Milano, si è tenuta la cerimonia con la partecipazione della Presidente del Consiglio comunale  Elena Buscemi e i rappresentanti ANVGD milanesi: il presidente Claudio Giraldi e la vicepresidente Anna Maria Crasti.

Durante la cerimonia, una giovane studentessa, Valentina (appassionata alla storia dell’Istria), ha coinvolto e commosso i presenti con la lettura di brani di testimonianze. 

Un giorno che va ricordato per ricordare che i confini non devono esistere. Un plauso per la scelta di Gorizia e Nova Gorica quale capitale europea della cultura 2025.

Il 28 febbraio a Reggio Emilia: “Il Soffio dello Spirito” di Giorgio Vecchio

Il Giorno del Ricordo a Terni

Il comune di Terni ha celebrato oggi 10 febbraio 2025 il Giorno del Ricordo, in memoria delle vittime delle Foibe dell’esodo Giuliano – Dalmata delle vicende del confine orientale.
Il programma: alle ore 9.45 il Raduno delle delegazioni civili e militari a corso del Popolo, incrocio via Vittime delle Foibe -lato Obelisco; alle ore 10 la Celebrazione ufficiale e il saluto delle autorità.  Al termine è stata deposta una corona sotto la targa commemorativa.

Per l’Anpc con la bandiera dell’Associaizone era presente il Consigliere Nazionale Alberto Liurni.

Giorno del ricordo 2025

A pochi giorni dalla Giornata della Memoria, 27 gennaio, perché celebrare il Giorno del Ricordo?

Venti anni fa veniva approvata la legge 92/2004 che istituiva il Giorno del Ricordo il 10 febbraio di ogni anno, al fine di non dimenticare tutte le vittime delle foibe, dell’esodo degli istriani, fiumani e dalmati dalle loro terre. Sia la strage di Porzus che le foibe sono state riconosciute dopo tanti, troppi anni, finalmente ponendo fine alla vile negazione di quelle vittime, per pura mistificazione politica, della ideologia comunistaLa data prescelta è il giorno in cui, nel 1947, furono firmati i trattati di pace di Parigi, che assegnavano alla Jugoslavia l’Istria, il Quarnaro, la città di Zara con la sua provincia e la maggior parte della Venezia Giulia, in precedenza facenti parte dell’Italia. ANPC insisterà sempre ad onorare la storia nei fatti e non nelle interpretazioni. La verità rende vera e forte la libertà. Raccontiamo, tramandiamo con partecipazione e solidarietà ai nostri concittadini sopravvissuti perché solo così potremo evitare di ricadere in scelte orribili contro l’umanità. E siamo solidali con gli organismi che operano per perseguire crimini contro l’umanità e la pace.

7 febbraio 2025: 80 anni dalla strage di Porzûs

Venerdì 7 febbraio, a ottant’anni dalla strage di Porzûs, il Comune di Roma ha intitolato un luogo pubblico alle 18 vittime dell’eccidio. E’ il primo al di fuori del Friuli Venezia Giulia: il Giardino Vittime dell’Eccidio di Porzus nel quartiere Aventino. 

Nel 2022 la città metropolitana di Roma concesse il patrocinio alla cerimonia di commemorazione; il Comune si impegnò a individuare un’area da intitolare ai partigiani della Osoppo in segno di riconoscenza del loro sacrificio per la libertà e la democrazia del paese. All’intitolazione oggi erano  presenti rappresentanti della giunta capitolina, degli esuli istriani, delle associazioni partigiane Associazione Partigiani Osoppo Friuli, Associazione Nazionale Partigiani Cristiani, Federazione Italiana Volontari della Libertà, associazione bersaglieri e associazioni d’arma e Anna De Gregori, la figlia del comandante Bolla, Francesco De Gregori, tra le vittime della strage e zio del cantautore.

Leggi anche: https://www.iltempo.it/roma-capitale/2025/02/07/news/roma-giardino-intitolato-vittime-eccidio-di-porzus-gasparri-dimenticate-per-troppo-tempo-41556468/

https://www.lavitacattolica.it/80-anni-fa-leccidio-di-porzus-commemorazioni-con-lapo-a-udine-e-roma/

https://www.partigianiosoppo.it/Eventi/il-7-febbraio-ricorre-l-80-anniversario-dell-eccidio-delle-malghe-di-porzus/

Resistere non piegarci a Casalpusterlengo

Sabato 8 febbraio 2025 ore 16,00 inaugurazione mostra fotografica “Resistere non piegarci” presso la Biblioteca Comunale di Casalpusterlengo

Giorno del ricordo. 10 febbraio 2025

Appuntamento lunedì 10 febbraio ore 17.30 presso la Casa della Memoria e della Storia a Roma

In occasione del Giorno del Ricordo
Costantino Di Sante (Università del Molise) presenta L’ Atlante dei centri di raccolta dei profughi giuliani e dalmati, promosso dall’Istituto Nazionale Ferruccio Parri 
Introduzione di Federico Goddi (Irsifar)
Coordina Anna Balzarro

A cura delle Associazioni della Casa della Memoria e della Storia

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