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Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

GIACOMO MATTEOTTI:DOPO  CENTO ANNI DALLA SUA UCCISIONE NON PUO’ ESSERE DIMENTICATO

Lunedì 10 giugno 2024 tanti italiani, non tutti, hanno voluto ricordare la figura di Giacomo Matteotti in occasione del centesimo anniversario della sua barbara uccisione.

Dopo la presa del potere da parte del fascismo, a fine ottobre 1922, il governo guidato da Mussolini avviò subito la fascistizzazione dello Stato: la Milizia fascista divenne organo dello Stato, fu introdotto il Gran Consiglio del fascismo, fu adottata una nuova legge elettorale, maggioritaria, applicata nelle elezioni del 6 aprile 1924. Il 30 maggio 1924 Matteotti in un coraggioso e contestato discorso tenutosi alla Camera, denunciò le violenze e i brogli avvenuti in campagna elettorale e del modo in cui Mussolini e i fascisti, tramite lo stravolgimento della legge elettorale e con nuove violenze ed intimidazioni, nelle elezioni del 6 aprile di quell’anno si erano assicurati una maggioranza di oltre i due terzi dei parlamentari. Mussolini mandò espliciti segnali affinché il suo oppositore più tenace venisse eliminato. Se ne incaricò una banda criminale di squadristi – che fruiva di lauti finanziamenti e di protezioni altolocate –  e al mattino del 10 giugno Giacomo Matteotti fu preso mentre usciva di casa per recarsi al Parlamento, caricato di forza su una auto e ucciso subito a pugnalate. L’assassinio produsse al momento in Italia un’ondata d’indignazione, ma indicò anche quale sarebbe stato il destino degli oppositori al fascismo. Mussolini non ebbe così difficoltà a varare le leggi speciali liberticide che vietavano e reprimevano duramente ogni forma di opposizione alla sua dittatura. Il 3 gennaio 1925 Mussolini, in un discorso alla Camera, si assunse la “responsabilità politica, morale e storica” del delitto, avviando poi la soppressione delle libertà e della democrazia. Ma ai fascisti – che già con la violenza fino all’assassinio, e quindi con il terrore, avevano cacciato gli amministratori delle Province e dei Comuni liberamente eletti e abbattuto le libere organizzazioni del mondo del lavoro – non bastava essersi assicurato il dominio anche della Camera dei deputati. Non potevano nemmeno ammettere in quella alcuna voce critica. 

L’onorevole socialista Giacomo Matteotti, vissuto nella memoria popolare soprattutto per la sua barbara uccisione, è rimasto a lungo poco conosciuto nelle sue scelte e nella sua integrale testimonianza di uomo e di politico che aveva a cuore la libertà, la giustizia sociale, la nonviolenza, ci si è accontentati di intitolargli un’infinità di Vie, Vicoli e Piazze in tutta Italia, soprattutto dove andavano rimossi i nominativi più legati al regime. In questi giorni si sono tenuti gli esami di licenza media anche nella nostra città. Ci risulta che almeno per qualche classe è stato ignorato questo fatto che ha segnato la storia della nostra nazione: non è certamente un bel segnale; questi eventi andrebbero ricordati in tutte le aule delle scuole di ogni ordine e grado. Analoga dimenticanza, purtroppo l’abbiamo riscontrata anche in occasione dell’anniversario 23 maggio 1992, anniversario della Strage di Capaci con l’uccisione del Giudice Falcone e della sua scorta. Sono passati 32 anni da quel 23 maggio 1992 quando la strage di Capaci ha cambiato la storia della lotta alla mafia: in televisione abbiamo assistito a tante iniziative in tutta Italia con la presenza di tanti giovani studenti, invitiamo non solo le istituzioni, ma tutto il mondo dell’associazionismo a divulgare il seme della democrazia per non far calare il buio sulle coscienze.

 Le associazioni antifasciste riconfermano l’impegno a promuovere i valori fondanti della democrazia e dello sviluppo solidale e di cooperazione fra i popoli a presidio della pace che non ha colore politico.

                                                                                   A.N.P.I. Grande Fiume

                                                                                   A.N.P.C. di Codogno Gian Paolo Bergamaschi

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